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di...stillati

Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles: DAY ONE

Dopo la giornata inaugurale, riservata all’acclimatamento dei vari giurati arrivati da tutto il mondo, si entra nel vivo con la prima giornata di degustazione. Prima però l’apertura ufficiale della manifestazione, con i saluti di rito delle autorità cinesi ospitanti e di Thierry Heins e Baudouin Havaux, rispettivamente Direttore della sezione Spirits Selection e Presidente Generale del Concorso Mondiale di Bruxelles.

Effetti speciali sul palco, come prevedibile, con immagini proiettate e uno scenografico count down che da inizio solenne alla competizione. Si respira nell’aria, e la capisci dalle facce un po’ tese della miriade di sommelier ed assistenti che girano per le sale, la grande attesa che il paese ospitante ha verso questa manifestazione, vista come prestigioso “grimaldello” comunicativo per far conoscere fuori dai confini cinesi il loro distillato popolare; quel Baijiu, che da solo pesa per un terzo della produzione mondiale di alcolici, ma che è praticamente sconosciuto all’estero.
Può essere curioso, per chi legge, sapere qualcosa di più sulle modalità di svolgimento di questi concorsi. Thierry Heins sul palco sottolinea con toni rigorosi le modalità di degustazione e di assegnazione delle medaglie.

Le commissioni

Ogni commissione (sono 17) è composta da 6 o 7 giurati di nazionalità mista, con un capo-commissione che tiene le fila del gruppo e raccoglie le singole valutazioni.

Gli assaggi sono ovviamente alla cieca, suddivisi in flight (batterie) omogenee per tipologia. Le schede sono quelle classiche dei concorsi internazionali, ovvero con le solite sezioni riservate all’esame visivo, olfattivo e gustativo, e la scala di punteggi in centesimi; ma l’obiettivo non è semplicemente quello di assegnare uno sterile giudizio numerico ai vari campioni in assaggio, ma di redigere schede il più possibile complete di note di degustazione e commenti.

Bisogna insomma spiegare per bene perché un distillato è piaciuto, o, ancor di più, non è piaciuto, perché tali commenti verranno raccolti e sintetizzati in feedback preziosi per i produttori, che avranno così modo di capire come e perché una loro referenza è stata giudicata in un certo modo.

Il servizio dei campioni in degustazione

Al tavolo non si possono fare commenti, né tento meno tentare di influenzare gli altri giurati; vige la regola del massimo rispetto e si parla solo alla fine, quando sono state consegnate tutte le schede.

Il punteggio finale al distillato discenderà da una media aritmetica dei singoli voti, con una ricomposizione dei due punteggi più estremi. Insomma, un processo attento, trasparente e rigoroso, come è giusto che sia in contesti simili.
Personalmente sono capitato nella giuria presieduta da Arthur Nagele, decano del concorso, consulente e docente di spirits austriaco di provata esperienza, uno dei fondatori del Network Europeo di Docenti di Distillati.

Insieme a noi, un giudice coreano, un americano, un inglese e ovviamente un cinese. Scrivo ovviamente per due motivi: come accade anche nelle competizioni sportive, al paese ospitante sono stati riservati un cospicuo numero di posti in giuria; ancor più importante è il fatto, però, che essendo il 30% dei campioni in concorso costituiti da Baijiu nelle sue varie e complicate espressioni, la presenza di un giudice cinese al tavolo può essere un utile punto di riferimento.

L’esperienza del capo-commissione è fondamentale per dettare i tempi, evitare perdite di tempo o sterili discussioni, e stabilire, in base ai voti medi e al dibattito aperto post votazione, le medaglie finali. A proposito, queste le soglie da medaglia (che si cerca di contenere indicativamente entro il 30% dei campioni totali): da 84,5 a 86,5 Medaglia D’Argento, da 86,6 a 91 Medaglia D’oro, oltre 91 Gran Medaglia d’Oro.

Chiudo con un veloce commento qualitativo sugli assaggi fatti (anche perché i nomi non vengono rivelati se non alla fine di tutto, quindi non sono in grado di essere troppo dettagliato).

Primo flight era sui “Gin di Stile Contemporaneo”: sono quei gin di impostazione moderna, in cui note citrine, agrumate e floreali, possono essere molto spiccate, senza che ciò venga considerato un difetto o un’alterazione. E’ stato un giro tutto sommato divertente, con prodotti ben fatti e in alcuni casi sfiziosi e piacevoli; preferisco gin più “seri”, dove le botaniche e il ginepro recitano un ruolo più bilanciato, ma anche così è stata una bella beva. Dei 9 gin assaggiati uno è andato a Gran Medaglia d’Oro, uno ad Oro e uno a Silver.

Secondo flightDistillati da Vinacce Invecchiati” (Grappa esclusa, a cui è riservata una categoria a parte): qui solo tre campioni in assaggio, tutto sommato trascurabili. Nessuna medaglia assegnata.

Al Terzo flight ho goduto: “Rhum agricoli XO”, quindi rum di stile francese (Martinica, Guadaloupe, Mauritius…) invecchiati ottenuto non da melassa ma da succo di canna da zucchero. Tanta roba! Anche se dei 10 campioni provati molti avevano a mio avviso, un alcol un po’ bruciante e coprente, che ne metteva in secondo piano la grande complessità ed eleganza. Anyway, sono andato più di una volta oltre i 90 punti e alla fine abbiamo dato una Gran Medaglia D’oro, Due Ori e un Silver.
Ultima batteria la più “tosta”, almeno per noi non asiatici: il “Baijiu Aroma Forte”. Una tipologia di Baijiu prodotta soprattutto in Sichuan, nel sudest della Cina, e che si caratterizza per una alta concentrazione di esteri, composti organici che si originano nella frutta matura, nella cera, nella glicerina, e che conferiscono a questi distillati un caratteristico ed intenso odore di ananas stramaturo e altri frutti dolci.

Tipica poi può essere la parte speziate, con anice in prima fila, oppure una sorta di cremosità che ricorda alcuni formaggi erborinati (il gorgonzola o lo stilton per capirci) e che deriva da aromi fermentativi dei cereali di partenza (sorgo in primis, e poi mix con riso, mais, orzo…). Pensavo peggio: alla fine a 4 campioni sugli undici degustati ho assegnato 85-87 punti e sono stati confermati a medaglia dagli altri giudici. A domani per la seconda giornata!

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Abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, con cui ancora collabora. Quasi subito, da argomenti tecnico-scientifici (su cui continua ogni tanto a sbattere la testa) è passato al vino e turismo enogastronomico. Nel tempo libero (poco) prova a fare il piccolo editore, gestendo una società di portali di news e comunicazione con un bel seguito in Abruzzo e a Roma. Da una decina d'anni collabora con la guida Vinibuoni d'Italia del Touring Club, seguendo soprattutto la regione Abruzzo (ma va?). Da una quindicina scrive su Acquabuona, una delle più longeve testate web italiane. Organizza eventi e corsi sul vino, spesso in Abruzzo (si vabbè...lo abbiamo capito!). Ultimamente, visto che il tenore alcolico del vino non lo confortava più, è passato ai distillati, con i quali spera di trovare la meritata (secondo lui...meno secondo sua moglie!) pace.

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