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Al via la ventesima edizione di Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles: il racconto di Vinodabere

Inaugurata a Fenyang, città facente parte del distretto di Luliang, un’ora di volo da Pechino verso l’interno, la ventesima edizione di Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles.

Un’edizione da record con ben 1750 referenze giunte da 59 paesi e 104 giudici da ogni parte del mondo. Vi raccontiamo in anteprima cosa sta accadendo.

La scelta della location non è affatto casuale. Lvliang Fenyang è considerata la “patria culturale della distillazione Cinese”, e in particolare del Baijiu dall’aroma leggero, una delle principali categorie in cui è possibile classificare il distillato locale (che, per chi non lo sapesse, è il più consumato al mondo!). È il fulcro del distretto di Fenjiu, considerato tra i dieci piu importanti al mondo per gli spirits, con una capacità produttiva di oltre 200 milioni di litri l’anno.

Una città, quindi, che con la distillazione ha un legame di molti secoli (le più antiche prove ritrovate risalgono al 700 d.C.) e che poco più di un secolo fa, esattamente nel 1915, era già divenuta nota a tutto il mondo degli alcolici, avendo vinto – prima in tutta l’Asia – il massimo riconoscimento al World Expo di Panama.

Qui si sono radunate le delegazioni dei giudici provenienti da ogni angolo del pianeta, che da domani inizieranno le selezioni per assegnare le medaglie ai distillati più meritevoli.

Le Masterclass

Siccome uno degli obiettivi primari di un Concorso Mondiale è quello di introdurre nuove regioni produttive e diffondere globalmente prodotti di distillazione simbolo di tutte le culture e le tradizioni, i riflettori dell’edizione di quest’anno sono naturalmente puntati sul Baijiu, la bevanda alcolica nazionale cinese, come detto la più consumata al mondo (conta da solo per un terzo della produzione mondiale di distillati!) ma bevuto per il 99% entro i confini cinesi.

Ecco allora che la prima giornata del Concorso è stata dedicata, come da tradizione, ad una serie di masterclass tenute da alcuni dei più autorevoli esperti al mondo su questa famiglia di distillati, che, a seconda dei metodi di produzione e degli ingredienti, può presentarsi sotto una miriade di forme, spesso difficili da classificare e da valutare per chi non conosce i gusti e la cultura enogastronomica cinese.

Ma non di solo Baijiu si è parlato in queste sessioni di approfondimento: largo spazio è stato dato anche al Pisco peruviano, uno degli spirits di cui si prospetta la maggior crescita futura, e ai più tradizionali – almeno per noi europei – Cognac e Armagnac. Last but not least, tanto per restare in un contesto internazionale, una interessantissima lezione sull’effetto dei vari tipi di doghe di quercia nel processo di affinamento dei distillati. Su tutte queste cose scriveremo in futuro articoli più dettagliati. Per adesso lasciamo spazio alla cronaca: a domani allora per il resoconto della prima giornata di assaggi!

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Abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, con cui ancora collabora. Quasi subito, da argomenti tecnico-scientifici (su cui continua ogni tanto a sbattere la testa) è passato al vino e turismo enogastronomico. Nel tempo libero (poco) prova a fare il piccolo editore, gestendo una società di portali di news e comunicazione con un bel seguito in Abruzzo e a Roma. Da una decina d'anni collabora con la guida Vinibuoni d'Italia del Touring Club, seguendo soprattutto la regione Abruzzo (ma va?). Da una quindicina scrive su Acquabuona, una delle più longeve testate web italiane. Organizza eventi e corsi sul vino, spesso in Abruzzo (si vabbè...lo abbiamo capito!). Ultimamente, visto che il tenore alcolico del vino non lo confortava più, è passato ai distillati, con i quali spera di trovare la meritata (secondo lui...meno secondo sua moglie!) pace.

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