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Il racconto dei nostri assaggi a Life Of Wine 2019 – Undicesima Puntata: Il Barolo Monvigliero di Bel Colle, il “Grand Cru” di Verduno

Puntate precedenti: Prima Puntata, Seconda PuntataTerza PuntataQuarta PuntataQuinta Puntata, Sesta Puntata, Settima Puntata, Ottava Puntata, Nona Puntata, Decima Puntata.

«C’è chi viaggia per perdersi, c’è chi viaggia per trovarsi.» In questo celebre aforisma la nostra interpretazione dell’ottava edizione di Life Of Wine, la manifestazione tanto attesa da tutti gli amanti del buon vino che consente, ad ogni visitatore, di viaggiare nel tempo e nello spazio del mondo enologico e di scoprire ed apprezzare come il vino evolve, cambia e si trasforma. Ci si perde tra le emozioni che solo una vecchia annata può regalare, ci si trova nei calici delle annate più giovani capaci di esprimere e raccontare i territori di provenienza.

Anche questa edizione ha visto un‘accurata selezione di produttori, espressione delle aree più vocate del paese, da nord a sud dello stivale. Tra i tanti assaggi interessanti la nostra attenzione è stata catturata dalle 4 annate (2015, 2012, 2004 e 1999) del Barolo Monvigliero (cru di Verduno) dell’azienda Bel Colle.

Siamo a Borgo Castagni, frazione di Verduno, per l’appunto, il piccolo paese delle Langhe che già nel nome, probabilmente di origine celtica, sta ad indicare una fertile porzione collinare. Dal 2015 la proprietà è passata alla famiglia Bosio di Santo Stefano Belbo che ha continuato la produzione secondo la più spiccata tradizione langarola.

Il Monvigliero proviene da una delle più interessanti sottozone di Verduno e può essere considerato un vero e proprio «Grand Cru» tra i più rappresentativi dell’intera area del Barolo, grazie ad un terreno e ad un’esposizione ideali. Costituisce una zona particolarmente vocata per la coltivazione del Nebbiolo da cui si ricava un Barolo che ha nella complessità aromatica e nella profondità gustativa i suoi caratteri distintivi.

L’eleganza è, infatti, il tratto comune di tutti i quattro assaggi della nostra miniverticale che nell’annata 2004, degustata in versione magnum, raggiunge il livello più elevato.

Queste le nostre impressioni.

Monvigliero Barolo Docg 2015

Monvigliero Barolo Docg 2015

Giovane e scalpitante come un vero cavallo di razza. Frutti rossi, accenni speziati, richiami floreali, note balsamiche. La vivace freschezza gustativa sorregge il sorso energico e caldo in cui il frutto ritorna dominante sul finale. Buona la persistenza.

Monvigliero Barolo Docg 2012

Monvigliero Barolo Docg 2012

Naso più evoluto con ciliegia matura in evidenza e poi more, sentori di viola, cioccolato, cuoio, vaniglia, richiami balsamici. Succoso e pieno al gusto, evidenzia una struttura tannica e sapida di piacevole espressione che precede un ritorno di frutto rosso aprendo la strada ad un lungo finale.

Monvigliero Barolo Docg 2004 in versione Magnum

Monvigliero Barolo Docg Riserva 2004 in versione Magnum

Il migliore della batteria per complessità e profondità gustativa. Al naso accesi profumi di frutti di bosco, liquirizia, cuoio, rabarbaro, note speziate. Al gusto è pieno, sferico, tutte le componenti sono armonicamente integrate con nitida finezza. Il ritorno del frutto (arancia rossa), accompagna un lunghissimo finale su note di liquirizia e cioccolato.

Monvigliero Barolo Docg 1999

Monvigliero Barolo Docg 1999

Fine nei profumi. Frutti rossi maturi, china, humus, tabacco, sottobosco, cuoio. Al gusto mostra grazia ed equilibrio, anche se la pinta acida a sostenerne la profondità è meno incisiva della 2004. Lungo il finale che ci riconduce su note terziarie.

“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.” In queste parole la condivisione di una nostra passione e la voglia di comunicarla. Salvatore Del Vasto, laureato in Giurisprudenza e da sempre appassionato di vino, diventa prima sommelier, poi frequenta il Bibenda Executive Wine Master di Fis e poi consegue il diploma di Master presso l’Università di Tor Vergata in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Sabrina Signoretti, laureata in Scienze Politiche, coltiva la sua passione diventando sommelier del vino, assaggiatrice di oli di oliva vergini ed extra vergini e sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO. Una delle qualità nascoste, la spiccata attitudine per la fotografia.

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