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Degustazione

Toscana: biodiversità e sostenibilità a La Maliosa

Le colline di Saturnia, in Maremma al confine tra Toscana e Lazio, sono il palcoscenico scelto da Antonella Manuli per il suo progetto La Maliosa, Fattoria La Maliosa il cui nome, derivato dal verbo ammaliare, richiama l’espressione di meraviglia che si scorge sul viso di colui che si trova per la prima volta a visitare questi luoghi, colline incontaminate nelle quali la presenza dell’uomo, seppure dai tempi antichi, ha saputo integrarsi con la natura e non disturbarne il suo corso.

Fin dal 2010 Antonella gestisce il suo progetto nel rispetto della natura, progetto che può contare su 170 ettari complessivi nei quali produce vino e olio oltre a fornire servizi di accoglienza e ristorazione.

Gli ettari vitati sono poco più di otto e le varietà sono principalmente Ciliegiolo, Sangiovese, Cannonau Grigio, Procanico e Trebbiamo che vengono coltivate seguendo il Metodo Corino™. Si tratta di un metodo che rappresenta un approccio integrato che punta alla massima espressione dell’identità del vitigno, del terreno e dell’ambiente, senza alcun intervento invasivo o aggiunta di additivi e solfiti. Si concretizza nella realizzazione di un insieme di scelte mirate e di processi agronomici innovativi per la produzione di uva e di vino che guardano alle condizioni climatiche, alle specificità dei vitigni e alle tecniche colturali ottimali privilegiando la vitalità dei suoli e la salubrità dell’ambiente, dei produttori e dei consumatori.

La vigna Madre, acquistata nel 2008 ha oltre sessant’anni e fornisce il materiale genetico che viene utilizzato per l’impianto dei nuovi vigneti. Impianto che avviene in due fasi: con la prima si piantano i portainnesti che vengono successivamente innestati con le varietà prescelte.

Siamo in Maremma, dove la storia, negli anni Sessanta, della viticoltura era fatta di Procanico, vitigno dal grappolo spargolo, dalla buccia spessa e dalla maturazione tardiva e da Ciliegiolo, Canaiolo grigio e pochissimo Sangiovese, non tradizionale nell’areale. Qui si praticava la moltiplicazione della vite per propaggine perché non era possibile reperire barbatelle e l’alberello era, ed è tuttora, la forma di allevamento migliore per la zona e il clima in quanto consente una migliore circolazione della linfa contrastando le malattie del legno. Poi i vitigni tradizionali sono poi stati espiantati a favore delle varietà internazionali e di Trebbiamo e Vermentino, più facili da coltivare e redditizi.

Nei vigneti de La Maliosa grande è la biodiversità, erbe, fiori e poi tanta vitalità del terreno in modo da creare un ecosistema nella e dentro la vigna. Il suolo viene pacciamato in modo da mantenere l’umidità e la vita del suolo, l’acqua piovana rimane così nel posto in cui cade; è un metodo fondamentale per contrastare i periodi, sempre maggiori, di siccità.

L’ospitalità è un altro dei capisaldi de La Maliosa che può vantare, tra le altre tipologie, anche cinque Stars Box, le piccole casette di legno dal tetto apribile, all’interno solo lo spazio per un letto matrimoniale dal quale si può ammirare il cielo stellato.

La degustazione

Toscana Igt Saturnalia Bianco 2024
Trebbiano e Procanico provenienti dai vigneti in zona Pitigliano di circa 35 anni. Fermentazione con lieviti indigeni, macerazione sulle bucce per due settimane, maturazione in acciaio per sei mesi.

Colore giallo carico con sfumature aranciate. I sentori di agrume e di frutta matura a pasta gialla si ritrovano anche al palato guidato dalla buona freschezza e da una lieve tannicità che conferiscono scorrevolezza al sorso.

Toscana Igt Uni 2024
Dalle migliori uve Procanico coltivate a 300 metri di altitudine nella zona di Pitigliano.
Fermentazione con lieviti indigeni, macerazione sulle bucce per tre settimane, maturazione in acciaio per sette mesi.

Giallo dorato con sfumature ambrate, le note di miele e di erbe aromatiche si fondono con quelle dei fiori di campo, della frutta matura e delle spezie. La tensione acida caratterizza il sorso che si dipana nella discreta persistenza accompagnato dalla tannicità.

Toscana Igt Saturnalia Rosso 2022
Uve di Ciliegiolo, Sangiovese e Cannonau Grigio da vigneti situati tra 300 e 320 metri di altitudine. Fermentazione spontanea e maturazione per 20 mesi in botti di legno.

Rosso rubino nel calice. La frutta matura rossa prevale all’olfatto insieme a una nota di vegetale scuro. Al palato, dalla media struttura, emergono la buona freschezza e il tannino deciso; coerente il profilo gustativo con quanto percepito al naso.

Toscana Igt La Maliosa Rosso 2024
Selezione di uve di Ciliegiolo da vigneti situati tra 300 e 320 metri di altitudine. Fermentazione spontanea e maturazione in acciaio.

Colore rosso rubino screziato ancora di riflessi porpora. Frutta croccante al naso dalla grande piacevolezza, poi fiori e note balsamiche. Tannino elegante al palato caratterizzato da buona freschezza, ritorni di frutta matura rossa, di ciliegia. Buona espressione varietale.

Toscana Igt Tarconte 2020
Uve Sangiovese da vigneti a circa 300 m. di altitudine, di circa 35 anni su suoli di cenere vulcanica a base tufacea. Fermentazione spontanea e maturazione per 36 mesi in botti di legno.

Rosso rubino con riflessi granato. Le note scure della frutta a bacca nera ben matura si uniscono ad altrettante note minerali scure. Al palato il tannino fitto accompagna una freschezza che rimanda all’agrume. Un vino di struttura, anche alcolica.

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Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.

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