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Degustazione

L’Altro Oltrepò

Per esserci un “Altro” Oltrepò è perché c’è un Oltrepò, Pavese e del vino, ovviamente. Di questo ne siamo assolutamente certi.
L’Oltrepò Pavese è un’area vitivinicola lombarda, vasta e importante, che racchiude, al suo interno, una pletora di espressioni e di identità. Storicamente zona da vini rossi, si è contraddistinta con importanti successi anche per la produzione di spumanti Metodo Classico da uve Pinot Nero; da non sottovalutare la lunga esperienza nella spumantizzazione che risale addirittura al 1865 per opera dell’allora Conte Augusto Giorgi di Vistarino. Forte di tutto ciò, in questi ultimi anni, la comunicazione istituzionale del Consorzio si è concentrata sul Pinot Nero e sul Metodo Classico.

Gli è stato attribuito il nome “Classese”, in verità già utilizzato nel passato, per cercare di caratterizzare, almeno dal punto di vista del nome, gli spumanti che vengono prodotti in questa felice area che rappresenta la terza zona al mondo per estensione del vigneto a Pinot Nero.

Un lavoro encomiabile che ha raccolto interesse di una buona maggioranza dei vignaioli che si sono trovati d’accordo su questa scelta, cosa non del tutto scontata vista la poca propensione degli oltrepadani a fare squadra e a promuovere iniziative comuni. Anche la presenza collettiva durante lo scorso Vinitaly ha dato il segno di questa rinnovata (e speriamo duratura) voglia di collaborazione.

Di contro, questa scelta consortile ha forzatamente tralasciato altre espressioni di questo territorio che, forte di circa 13000 ettari di vigneto, produce, in buone quantità, anche altri vini che da sempre hanno costituito una parte significativa della produzione, sicuramente in termini quantitativi e, forse, un po’ a discapito della qualità e dell’identità.

Ora, a cercare di rinnovare l’attenzione su questi vini, attraverso le sollecitazioni del giornalista Davide Bortone nell’inedito ruolo di facilitatore di connessioni, una decina di produttori hanno voluto ribadire quello che si è sempre saputo ma che tante volte è passato inosservato. L’Oltrepò Pavese non è solo Pinot Nero. C’è anche un Altro Oltrepò.

È quello fatto di Riesling Italico, mi raccomando, non Renano che ha tutt’altre caratteristiche, e di vitigni tipici locali come la Croatina e la Barbera, la Mornasca, l’Ughetta di Canneto o Vespolina, l’Uva Rara e altri ancora.

Il Riesling italico costituisce un’eccellenza ancora poco sviluppata ma dai risultati a volte strabilianti. Tra i campioni in degustazione, abbiamo particolarmente apprezzato:

Dezza 1890
VSQ Metodo Classico Brut Carlo Giorgio s.a.
Spumantizzazione del Riesling dalla bolla fine e dalla piacevole freschezza e sapidità.

Colle del Bricco
Oltrepò Pavese Doc Riesling Kione 2024
Il suo corpo si dipana nella buona scorrevolezza ed eleganza.

Cà del Gè
Oltrepò Pavese Doc Riesling Brinà 2024
Ottimo connubio tra acidità e sapidità che donano piacevolezza ed equilibrio.

Giogà
Oltrepò Pavese Doc Riesling Boietto 2024
Dai sentori della frutta matura e dall’ottima freschezza gustativa nella lunga persistenza.

VNA Wine
N° 0 2019
6 mesi di macerazione per questo Riesling dai sentori agrumati e dal tannino morbido.

 

L’Oltrepò Pavese Rosso è un’altra espressione tradizionale che è sottovalutata rispetto alle sue potenzialità. Il disciplinare impone una base ampelografica piuttosto complessa ma che, al tempo stesso, lascia anche una buona dose di libertà al viticoltore: Barbera (dal 25% al 65%), Croatina (dal 25% al 65%), Uva rara, Ughetta (Vespolina) e Pinot nero (fino a un massimo del 45%) e altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia (congiuntamente o disgiuntamente, fino a un massimo del 15%).

Questa base ampelografica è quantomeno sovrapponibile a quella del Buttafuoco, altro vino dal grande potenziale che però per vicissitudini di mercato (soprattutto) è rilegato a un ruolo marginale nonostante il grande lavoro di nobilitazione che il Club del Buttafuoco Storico (Associazione privata) ha compiuto nei suoi 30 anni di attività.

Sebbene vino dal carattere identitario, il Rosso Oltrepò, è sempre stato circoscritto a un consumo casalingo anche a causa della poca personalità di molti dei vini prodotti e, francamente, alla poca qualità di quelli che si trovano più facilmente in commercio. Ma il Rosso Oltrepò, così come il Buttafuoco, possono essere vini dalla grande espressione e dal profondo radicamento con il territorio e i suoi vitigni.

Tra quelli in degustazione che abbiamo maggiormente apprezzato:

Perego & Perego
Oltrepò Pavese Doc Rosso Barocco 2018
50% Croatina, 10% Moradella Grande, 10% Moradella Piccola, 20% Vespolina, 10% Barbera
Vino particolarmente gastronomico che unisce la freschezza della frutta a note evolutive.

Picchioni
Buttafuoco DOC Bricco Riva Bianca 2016
Croatina, Barbera e Ughetta di Canneto
Impenetrabile alla vista, pieno e ricco al palato, quasi masticabile.

Bruno Verdi
Oltrepò Pavese Doc Rosso Cavariola 2021
Eleganza che parla di spezie e di frutta matura, ottima pienezza di bocca e persistenza.

Ma come dicevamo, l’Oltrepò Pavese si compone di mille sfaccettature diverse. Ecco gli outsider.

Cascina Gnocco
Provincia di Pavia IGT Metodo Classico Rosé 2012
100% Mornasca
146 mesi sui lieviti per questo insolito vino dalla buona struttura e dai sentori eleganti e freschi.

La Rocchetta di Mondondone
Gocce di vento Resistente 2023
100% Johanniter (varietà resistente)
Ottima acidità e sapidità per questo vino che profuma di agrume; dissetante.

Vini Buscaglia
Tabar 2018
100% Croatina
Da vecchie vigne, una Bonarda dall’ottimo corpo e dalla piacevole freschezza.

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Scritto da

Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.

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