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Degustazione

Valpolicella: le 40 vendemmie di Marinella Camerani

Marinella Camerani, la giovane ribelle della Valpolicella celebra le sue prime 40 vendemmie.
Questa è la notizia, ma liquidare Marinella Camerani con l’aggettivo di “giovane ribelle” è una semplificazione del tutto ingenerosa per lei che ha condotto una vita coerente nel rispetto dei suoi ideali.

Non che non sia stata giovane, anche se, permettete, lo è ancora.
Giovane dentro, di quella giovinezza che ha grandi aspettative dalla vita, che ha voglia di fare progetti per il futuro, di guardare in faccia il tempo che scorre senza per questo sottrarsi al suo fluire.

Ribelle, sì, lo è sempre stata e lo è ancora.
Una ribellione contro i pregiudizi, contro le consuetudini, contro il non volersi mettere in gioco, il non riuscire a pensare fuori dagli schemi. Eppure, così legata a certi gesti che riempiono la quotidianità. Come Fabio Piccoli racconta nel suo libro Radici scoperte scritto proprio per l’occasione, il gesto di aprire, tutte le mattine, la finestra per capire che tempo fa, un gesto simbolo dell’attaccamento per il luogo, un gesto caro alla vita del contadino, di colui che affida la sua vita a madre natura, un gesto tanto semplice quanto portatore di una tradizione che non si limita alle generazioni immediatamente precedenti, ma che corre indietro nel tempo fino a riscoprire le abitudini ancestrali.

Marinella si definisce “trasparente, costi quel che costi. La vita è una e deve essere vissuta in modo profondo e intenso così come lo sono le mie relazioni”.

Sì, perché per Marinella le relazioni sono più importanti di tutto. Anche il mondo del vino, spiega, è fatto di relazioni, vendere vino non significa solo un’azione commerciale ma significa anche, e soprattutto, intessere relazioni con persone, parlare, parlarsi, confidarsi e mantenere nel tempo condivisione e amicizia.

Lo spirito di Marinella si è aperto anche alla solidarietà e quindi mezzo ettaro delle sue vigne viene coltivato da ragazzi disabili seguiti dalla Cooperativa Sociale L’Officina dell’Aias (Associazione Italiana Assistenza Spastici). Da quel piccolo vigneto nasce un vino Il Mangiabottoni Valpolicella Doc. un’etichetta dedicata i cui proventi ritornano alla cooperativa. “L’anima che si respira nel bicchiere è la parte bella di me”. Un vino fresco e sincero, dalla grande bevibilità, un Valpolicella dai toni moderni e dalle note speziate.

Marinella ama la Valpolicella ed in particolare la sua valle, la Valle di Mezzane e nonostante il disaccordo su una serie di scelte, pensa sempre che qualcosa di buono possa sempre avvenire. Marinella vuole restare qui al di là del vino “L’obiettivo della mia vita non è il vino ma è la mia vita stessa, voglio godermi la bellezza di tutto quello che ho”.

La celebrazione dei 40 anni non può che concludersi davanti a un calice, con una degustazione verticale degli Amarone di Marinella. Nove annate, dalla 1988 alla 2017, per assaporare una storia di coerenza stilistica che attraversa il tempo.

La 1988 lascia intuire, dal colore granato e dalle note olfattive, gli anni trascorsi ma, sorprendentemente, il palato non lascia spazio a nessuna stanchezza. Freschezza e persistenza gustativa con accenni di torrefazione e di tostature per questa che, di fatto, è la prima annata da Marinella.
Nonostante più giovane di un anno, la 1989 si mostra meno performante e più evoluta con note di frutta sotto spirito.
Altra annata in grande forma è la 1993, dalla convincente freschezza e buona complessità. Un vino di struttura e morbido, rotondo.
Dai toni della frutta e della macchia mediterranea, la 1995, si mostra integrata, fresca e sottile e con un profilo gustativo più semplice.
Nel nuovo millennio, la 2001 è una grande bottiglia dai sentori ancora fruttati e dalle note più morbide. Equilibrato al palato che spazia tra le tostature e il fruttato, ottima godibilità.
Elegante e complesso il naso della 2003 che gioca sulle note scure delle tostature e delle spezie. Figlio di un’annata calda per eccellenza, al palato lascia emergere, dalla complessiva morbidezza, la nota alcolica.
Un salto in avanti negli anni ed ecco la 2012 dai toni fruttati e speziati e dal tannino elegantissimo unito alla piacevole morbidezza.
Le note scure e le tostature prevalgono nella 2015 dalla vivace freschezza e dalla giovanile persistenza.
La 2017, dai toni del rubino luminoso, fruttato e dalle spezie dolci, affascina per gradevolezza di beva. Ottima persistenza ed equilibrio per un Amarone giocato in sottrazione piuttosto che in volume.

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Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.

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