Per gli appassionati del vino è un punto di riferimento. Un luogo simbolo della capacità dell’Alto Adige di produrre vini di grande qualità. Situata a Varna, quasi al confine con l’Austria, l’Abbazia di Novacella, è stata fondata nel 1142 dal beato Vescovo Artmanno di Bressanone, e ancor oggi è retta dai Canonici Agostiniani.
La produzione di vino è antica quanto il monastero stesso ed è sempre stata guidata dal rispetto per la natura e la sostenibilità dei processi. Nel 1992 Novacella diventa a emissioni zero, non vengono utilizzati erbicidi e sono in programma ulteriori passi verso una sostenibilità ancora maggiore per il futuro e nell’ambito dell’Agenda 2030 del Consorzio Vini Alto Adige.
Nel 1997 nasce la linea premium della cantina: si chiama “Praepositus”, termine che in latino significa Preposto. La linea, inizialmente, ha ricompreso i migliori Pinot Nero e Lagrein, una selezione di vini bianchi si è poi, man mano, aggiunta.
Le degustazioni
Alto Adige Valle Isarco Doc Sylvaner Praepositus
Sylvaner in purezza. Vigneti situati nella Conca di Bressanone a un’altitudine compresa tra i 650 e i 750 metri con esposizione sud, sud-ovest. I terreni sono costituiti da depositi morenici permeabili, composti da micascisto, paragneiss e quarzite. La resa per ettaro è pari a 55 ettolitri. Il 60% del mosto fermenta e matura in acciaio inox, il 30% in botti di acacia da 30 ettolitri e il resto fermenta e matura in barrique francesi; la maturazione dura circa 10 mesi.
L’annata 2024 si presenta di un invitante giallo paglierino e profuma di cedro, di frutta bianca e gialla. Al palato è sapido, minerale e fresco. con una buona persistenza. A ritroso negli anni il calice inizia a tingersi di note dorate che si accentuano con il passare degli anni. La 2021 inizia anche all’olfatto ad assumere toni più gialli e compaiono le spezie dolci. Risulta guidata dalla freschezza che prevale sulla sapidità, il sorso è più morbido e sempre persistente. Un salto al 2015 nel cui vino le tosature conquistano, senza prevalere, l’olfatto. La sapidità minerale torna preponderante, morbido a centro bocca e persistente. Colore sempre vivo per l’annata 2011 nella quale le note di idrocarburo svelano lo scorrere del tempo. Ancora frutta a pasta gialla che dona morbidezza anche al palato, nessun cedimento nella sapidità.
Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner Praepositus
Kerner in purezza. Vigneti nelle zone di Novacella e Rasa a un’altitudine compresa tra i 650 e i 750 metri con esposizione sud, sud-ovest. Terreni costituiti da depositi morenici permeabili, composti da micascisto, paragneiss e quarzite. La resa per ettaro è pari a 60 ettolitri e la fermentazione e la maturazione (per 10 mesi) avvengono in acciaio inox.
La carrellata di cinque annate inizia con la 2024 che si mostra di un luminoso color giallo paglierino con riflessi verdolini. Olfatto delicato ed elegante con sentori di erbe di campo e di uva spina, poi ancora agrumi e fiori. Freschezza e sapidità in armonia supportano la struttura morbida nella buona lunghezza. La 2022 risulta più sottile al naso, fiori, frutta a pasta bianca e note eteree. Cedro al palato dalla buona sapidità; un vino teso e verticale come una lama. Indietro negli anni arriviamo alla 2018 nella quale si affacciano, nel calice, i primi riflessi dorati. La frutta diviene a pasta gialla, la freschezza di fa più matura mentre la sapidità minerale lo rende ancora teso nella buona persistenza. Alla vista il calice è dorato e il profilo olfattivo, di questa 2012, si arricchisce di tè, di spezie orientali e di note dolci. Palato chiaroscuro con la mineralità a farla da padrone accompagnata da frutta gialla matura; discreta la persistenza. Ancora indietro negli anni per la 2007 che si rivela attraverso le note dell’idrocarburo. Sapidità e acidità in equilibrio, buona persistenza per un vino che esprime giovinezza e golosità.
Alto Adige Valle Isarco Doc Riesling Praepositus
Riesling in purezza. Vigneti nella Conca di Bressanone a un’altitudine compresa tra i 650 e i 750 metri con esposizione sud, sud-ovest. Terreni costituiti da depositi morenici permeabili, composti da micascisto, paragneiss e quarzite. La resa per ettaro è pari a 55 ettolitri e la fermentazione e la maturazione (per 12 mesi) avvengono in acciaio inox.
L’annata 2023, dal colore giallo paglierino carico, presenta all’olfatto i caratteri tipici varietali con riconoscimenti di agrume e di frutta matura a pasta bianca. Fresco e sapido e dalla buona persistenza, necessita ancora di tempo per esprimersi al meglio. Migliore la definizione dell’annata 2020 nella quale accenni dorati iniziano a solcare il calice; l’agrume si fa dolce e la frutta a pasta gialla. Vivace al palato nel quale la mineralità accompagna la lunga persistenza che chiude con ritorni di agrume. Maggiore dolcezza e maturità di frutto al naso della 2017 nella quale iniziano ad affacciarsi anche i sentori di idrocarburo. La freschezza prevale sulla sapidità e la discreta persistenza chiude con vivaci note di agrume. A ritroso negli anni fino alla 2013 dal profilo decisamente dorato. Anche al naso la frutta e le confetture sono gialle e mature; vagamente agrumato non lascia spazio ai sentori petroliferi. Sottile ed elegante al palato, morbido con finale di agrume amaro con la freschezza e la sapidità che rimangono in sottofondo. Giallo dorato intenso il calice della 2008 nel quale le note di idrocarburo riemergono accompagnando la frutta matura e dolce. Sapido e fresco il gusto, ancora vivace, armonico, equilibrato e persistente. Chiude asciutto.
Photo Credit: www.kloster-neustift.it/it
Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.
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