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Degustazione

Toscana – Terre di Pisa: un piccolo gioiello toscano

Terre di Pisa Doc è una Denominazione relativamente recente, la più giovane Denominazione toscana. La prima annata di imbottigliamento risale al 2011 mentre la creazione del Consorzio Vini, oggi guidato dalla Presidente Ginevra Venerosi Pesciolini, avviene nel 2018.

La Storia

Se la Denominazione è di recente costituzione, non si può dire altrettanto della presenza della viticoltura nella provincia di Pisa. Gli Etruschi, infatti, soliti abitare questi luoghi, producevano e consumavano vino. Risalendo a epoche più vicine a noi, gli atti del Comizio Agrario di Pisa del 1884 riportano la decisione di organizzare, per l’anno successivo, la prima Fiera di Vini e Oli Pisani. L’Albo dei Viticoltori e Negozianti della Regione Toscana, del 1891, mostra come l’attuale Provincia di Pisa fosse una delle più rappresentate, tutto ciò a dimostrare quanto già fosse sviluppata l’attività enologica in questa zona.

Il Territorio

Il territorio di competenza di Terre di Pisa Doc si estende su 16 comuni ed è compreso fra le colline e la costa Tirrenica, un paesaggio di dolci, classiche, colline toscane di non elevata altitudine con punte massime di 400 metri con una media intorno ai 250 metri. Qui i vigneti si alternano a boschi, oliveti e seminativi creando un ecosistema ideale per la coltivazione biologica.

Anche le favorevoli condizioni climatiche consentono un basso utilizzo di fitofarmaci e una gestione sostenibile del vigneto. Le temperature oscillando intorno ai 15 gradi (+4°C in inverno, +24°C in estate) e, nel periodo primaverile, favoriscono, con la loro mitezza, un equilibrato sviluppo vegetativo, una ottima fioritura ed allegagione. Le precipitazioni non superano i 780 millimetri annui e si concentrano soprattutto nei mesi invernali.

Dal punto di vista geologico l’area presenta una grande complessità: le varie unità geo pedologiche di terreni liguri si sono mescolate e alternate a quelle delle falde toscane.

La viticoltura si sviluppa principalmente su suoli di media profondità a tessitura franco-argillosa e franco-limosa originatisi da argille e sabbie del Pliocene. Fossili marini risalenti a quell’epoca vengono ritrovati abbastanza di frequente nei vigneti.

Il Consorzio e il Disciplinare

Il Consorzio associa 16 aziende dislocate in sette comuni che rappresentano poco meno della metà di quelle presenti sul territorio.

La superficie rivendicata, così dicono dati recenti, è pari a 86 ettari con una crescita costante negli anni e una produzione che si aggira intorno al mezzo milione di bottiglie con grande prevalenza dei vini rossi (circa l’80%).

Il nuovo disciplinare, dal 25 giugno 2024, prevede le seguenti tipologie: Terre di Pisa Sangiovese (minimo 95% Sangiovese); il Terre di Pisa Rosso (Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah da soli o congiuntamente minimo 70%) e Rosso Riserva (invecchiamento minimo 24 mesi); Terre di Pisa Rosato (minimo 50% Sangiovese); Terre di Pisa Vermentino (minimo 85% Vermentino) ed Terre di Pisa Bianco (Vermentino e Trebbiano da soli o congiuntamente minimo 70%).

La degustazione

In un viaggio temporale che dal 2023 arriva fino al 2019, i campioni proposti in degustazione rendono l’idea delle potenzialità della Denominazione.

Il Terre di Pisa Sangiovese Doc Le Colline 2023 dell’Azienda Agricola Castelvecchio risulta morbido e dal tannino ben levigato anche grazie al passaggio in legno. Di contro il Terre di Pisa Rosso Doc Tricche 2022 del Podere Pellicciano con le sue note fruttate mostra una buona verticalità mentre, a parità di annata, il Terre di Pisa Rosso Doc Raggiungerti Adesso 2022 di Fattoria Uccelliera mostra una maggiore rotondità seppure bilanciata da piacevole sapidità e il Terre di Pisa Sangiovese Doc Opera in Rosso 2022 di Podere La Chiesa è guidato dalle note tostate e da una buona componente tannica.
Un anno più indietro per il Terre di Pisa Sangiovese Doc VignaAlta 2021 di Badia di Morrona che trova una maggiore integrazione tra le componenti acide e tanniche così come il Terre di Pisa Sangiovese Doc Reciso 2021 dell’Azienda Agricola Pietro Beconcini che si mostra scorrevole, fresco e sapido. Medesima annata per il Terre di Pisa Rosso Doc Veneroso 2021 della Tenuta di Ghizzano con le sue speziature e il tannino deciso e per il Terre di Pisa Rosso Doc Frasca 2021 di Fattoria Varramista anch’esso speziato ma più rotondo e morbido.
Ancora indietro nel tempo con il Terre di Pisa Sangiovese Doc Argante 2020 dell’Azienda Agricola Vallorsi nel quale il frutto risulta integro e giovanile per un sorso ancora squillante. Gli ultimi tre campioni hanno sulle spalle oltre cinque anni e sono caratterizzati tutti dalla presenza di un tannino fine e da una corretta acidità. Il Terre di Pisa Rosso Doc Grano delle Formiche 2019 di Podere Spazzavento evidenzia sentori eterei mentre il Terre di Pisa Sangiovese Doc Ceppatella 2019 di Fattoria Fibbiano mostra note tostate e speziate; per finire il Terre di Pisa Rosso Doc Chiave di Saletta 2019 di Fattoria Villa Saletta rimanda a profumi erbacei e balsamici.

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Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.

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