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Reportage

Alla scoperta delle zone vitivinicole e nuove generazioni della Champagne – 1ère étape: La Petite Montagne

Una serie di appuntamenti per scoprire al meglio il re delle bollicine mondiali e i nuovi vigneron che stanno salendo alla ribalta delle nostre tavole.

Direi che possiamo far partire il nostro viaggio proprio dalla Montagne de Reims, zona famosa per i Grand Cru, dove nell’estremo nord giace la sottozona “La Petite Montagne” conosciuta anche come Val de Vesle e Ardre.
Qui troviamo un suolo con bassa incidenza della famosa “craie” pensate ad Ecueil dove ve n’è solo il 5%, per cedere il passo ad una maggiore presenza di argilla, calcare e marne. Nei villaggi limitrofi ogni vitigno si ritaglia uno spazio preciso, come a Rilly la Montagny dove domina lo Chardonnay, o nella zona di Ecueil e Vrigny dove il Pinot Noir e Meunier si spartiscono il territorio dando vita a vini di grande finezza ed eleganza, forse meno potenti rispetto ai più blasonati Gran Cru se guardiamo al resto della Montagne de Reims.
Tra le cantine da segnalare per buona qualità ed ottimo potenziale di ulteriore crescita, mi piace ricordare Frédéric Savart, Maxime Ponson e Emmanuel Brochet.

Savart Frédéric
Il buon Frédéric grande appassionato dell’Italia, ama il Barolo e la pasta e come dargli torto. Venendo a qualche dato più tecnico, egli è considerato un N.M. “Négociant Manipulant”, cioè un produttore che acquista anche uve da terzi solo sulla carta, perchè in vigna ed in cantina conserva il cuore di un R.M “Récoltant Manipulant” cioè proprietario e produttore di vini da sole uve di sua proprietà. Trovo ammirevole la sua capacità di destreggiarsi nella pratica di affinamento in legno tanto da strizzare l’occhio alla più acclamata Borgogna. I suoi vini hanno quindi grande freschezza, tanto da essere uno dei pionieri da seguire in questa nuova generazione di vigneron contemporanei, che si stanno imponendo sempre di più.


Champagne Premier Cru BdN L’Ouverture Brut s.a, 100% Pinot Noir
Un sorso tira l’altro, straordinaria freschezza per un Pinot Noir in veste contemporanea i cui agrumi ed erbe aromatiche dominano l’olfatto per un grande piacere di beva.
Abbinamento consigliato con tartare di coregone, marinato con mela verde e aneto, in guazzetto di salsa al vino bianco.

Maxime Ponson
Maxime invece, all’età di trenta anni, ha ereditato terreni ed esperienza dal padre, purtroppo recentemente scomparso, e contrariamente a tutto quello che si possa pensare, non si è perso d’animo e con grinta e passione è determinato a mostrare le sue capacità, ricercando qualità assoluta e successo. Pian piano sta aumentando la sua produzione, tanto che di recente è uscito con due nuovi Champagne, un Blanc de Noir e una nuova Cuvée d’assemblage che ho potuto assaggiare.


Champagne Premier Cru La Petite Montagne Extra Brut s.a, 40% Meunier, 40% Chardonnay e 20% Pinot Noir
Dopo 60 mesi sui lieviti grande sensazione di freschezza citrina conclusa con una sensazione esaltante di burro acido, Champagne ideale come aperitivo e d’accompagnamento a tavola.
Abbinamento azzeccato potrebbe essere con ravioli del plin, farciti di formaggio di malga, in brodo di cappone e erbe di montagna.

Emmanuel Brochet
Emmanuel è un grande talento che ogni anno stupisce con Champagne in continua crescita qualitativa. Produce solo cuvée d’assemblage in minime quantità e tutto nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale tanto che da poco ha lanciato il suo primo Champagne rosé de saigneé, una scintilla nella notte per chi ama il genere.


Champagne Le Mont Benoit Extra Brut s.a, 35% Meunier, 35% Pinot Noir e 30% Chardonnay
Il vino più complesso dei tre proposti oggi, prodotto in quantità esigue, si esprime con sensazioni di in frutta, spezia e con un profilo gustativo ricco di sapidità e di grande finezza.
Abbinamento con Maialino da latte spennellato in salsa alla senape e crema al cavolfiore.


Eccoci già alla fine di questo primo appuntamento, cui ne seguiranno altri che ci accompagneranno attraverso una disamina approfondita di queste tipologie, passando dai territori o dalle singole parcelle e cercando di trasmettere esperienza e curiosità.


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Sommelier originario della Val Gardena, gli studi sono stati illuminanti: è da questi che nasce il suo amore per il mondo del vino. Il suo trampolino di lancio è stato il ristorante tristellato St. Hubertus - Rosalpina a San Cassiano in Alta Badia, dove ha ricoperto il ruolo di Capo Sommelier e durante il lavoro consegue il diploma WSET nel 2019. La sua voglia di mettersi in gioco lo ha spinto a partecipare anche ad alcune competizioni, classificandosi 1° al Trofeo del Soave 2019; 1° al Master Chianti Classico 2020 premio comunicazione; 1° al Master dell’Albana 2020; 1° italiano a vincere il Master del Pinot Nero nel 2021 e arrivando due volte in finale ai Campionati Italiani Sommelier 2018 e 2019. Oggi, è docente presso l’Associazione Italiana Sommelier e all’Istituto alberghiero di Merano, partecipa alla stesura della Guida Vitae - I migliori vini d’Italia, brand ambassador per il marchio Cedea luxurywater della Val di Fassa e svolge anche il ruolo di Wine & Beverage Consultant per molte realtà italiane.

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