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Lucia Letrari nella sua sala di degustazione

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Trentino – Le Nuove annate delle bollicine di Lucia Letrari

Recarsi in Trentino, scorgere l’uscita autostradale di Rovereto e non pensare immediatamente ai vini di Lucia Letrari è  quasi impossibile per un amante di bollicine, così inserire la freccia ed uscire dall’autostrada è quasi immediato.

Stiamo parlando di Lucia Letrarila Signora del Trento doc” proprietaria insieme al fratello dell’omonima azienda Letrari, di cui abbiamo parlato diverse volte su Vinodabere (link), ma la curiosità di assaggiare le nuove annate ci assale.

Lucia ci riceve, come di consuetudine, con grande piacere e accompagnata da un cane cucciolo, si fa per dire, molto affettuoso e innamorato della sua padrona,  ci invita a sedere nella sala di degustazione per assaggiare le sue bollicine.

Iniziamo l’assaggio cominciando dalle etichette che lei considera di “entrata”, che però risultano essere di grande importanza per un’azienda, perché ne rappresentano il biglietto da visita.

Così in relazione a quel concetto, da sempre espresso da Lucia, che il Trentino e in particolare Rovereto, è “terra di Chardonnay”, incominciamo ad assaggiare i frutti della sua amata Vallagarina terra di produzione dei suoi vigneti:

Letrari Cuvée Blanche Trento DOC  (100% Chardonnay)

24 mesi sui lieviti e un dosaggio di 6 grammi/litro, per una bolla di facile beva, rivolta a tutti cololoro che decidono di rilassarsi e passare qualche minuto in relax con gli amici. Note floreali a cui si accompagnano gesso e miele millefiori per poi continuare con un sorso fresco e persistente.

Letrari Brut Talento Trento DOC (80% Chardonnay – 20% Pinot Nero)

24 mesi sui lieviti, note di mela trentina, ananas e crosta di pane, buona freschezza che non snatura lo stile aziendale tutto improntato sull’eleganza del sorso, finale intrigante e con una buona persistenza.

Dosaggio zero Trento DOC (80% Chardonnay – 20% Pinot Nero)

Una mela croccante si accompagna a sentori di crosta di pane, per questa bolla trentina che affina 24 mesi sui lieviti, e che presenta il sorso più affilato di tutta gamma conservando la cifra della casa che punta sull’eleganza. Il finale insiste su note di lime molto persistenti.

Dopo l’assaggio degli spumanti più semplici passiamo alle riserve che ci mostrano in modo evidente la maestria di Lucia nell’interpretare il territorio e le uve che vi si producono.

Partiamo con:

Quore Brut Riserva 2014 Trento DOC (100% Chardonnay)

Ben 40 mesi sui leviti per un vino nato per i “millenians“. Avevamo avuto modo di assaggiarlo a Gennaio 2020, ma la nuova annata  ha saputo materializzare ancor più quell’idea che aveva spinto Lucia a concepire questo vino, esplorando quel mondo legato al Blanc de Blanc, Chardonnay in purezza. Il “gioco” potrebbe sembrare, da fuori, una variazione sul tema del cuvage di Pinot Noir, ma così non è. Una buona freschezza della beva riesce a bilanciare le principali caratteristiche mirate più alla rotondità. Finale persistente.

Brut Riserva 2015 Trento DOC   (60% Chardonnay, 40% Pinot Nero)

60 mesi sui lieviti, con un 5% della massa che fa un passaggio in barrique, uno spumante da veri appassionati, dove struttura e freschezza mostrano dal primo sorso di che pasta è fatto. Crema, mela matura, nocciola e crosta di pane sono il primo avviso della sua complessità, tanto da spingerci a consigliarlo per un abbinamento a tutto pasto. Termina su note di lime e mela. Il dosaggio di questo spumante è veramente azzeccato, non eccede né manca della “dolcezza” che ti aspetti.

Dosaggio Zero riserva 2015 Trento DOC (60% Chardonnay, 40% Pinot Nero)

60 mesi sui lieviti. Su note gessose, nocciola , vaniglia e mela, dritto, sapido, ricco ed elegante. Finale lunghissimo di mela golden e lime. Vino più “dritto” del fratello Brut Riserva, gioca sulla schietta freschezza e meno sulle note di complessità e rotondità.

Rosé +4 2010 Talento Trento DOC  (50% Chardonnay, 50% Pinot Nero)

Abbiamo potuto assaggiare dopo più di un anno la stessa annata, constatandone un evoluzione evidente sopratutto nel finale che mostra una concentrazione che non avevamo riscontarto nel precedente assaggio, mantendo quella freschezza e ricchezza che lo contraddistingue ad ogni sorso. Anche questa volta ritroviamo le note di ciliegia e fragola anche se ci appaiono più mature.

976 Riserva del Fondatore 2010 Talento Trento DOC (sboccatura 2021)

Passiamo infine al vino più importante dell’azienda, ben 110 mesi sui lieviti, che magari nei prossimi anni segnerà il traguardo dei 120, fanno presagire a priori una notevole complessità nella beva. Un Dégorgement Tardif (la sboccatura dilazionata nel tempo) dà vita ad una bolla ricca sin dall’inizio con note di crosta di pane, vaniglia che si adagiano su di un fondo di crema di mela matura, poi erbe aromatiche e frutta secca (mandorle, nocciole e arachidi), a completare il bouquet.
L’assaggio ci mostra la sua pienezza e rotondità anche se lo troviamo ancora scalpitante forse per i pochi mesi passati dalla sboccatura. Chiude su note di agrumi e miele, con buona persistenza in retro olfattiva.

 

 

 

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