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Lucia Letrari: una donna che sa quello che vuole dalle sue bollicine!

Il Trentino è un’area particolarmente vocata per la spumantizzazione, un territorio con terreni con caratteristiche diverse che permettono ad ogni produttore di esprimere la propria personalità. Vi vogliamo oggi parlare di una delle cantine più vecchie del Trento DOC,  seconda solo a Ferrari che ha iniziato negli anni cinquanta: Letrari (oggi Soc. Agricola di Letrari Lucia).

Tutto ha avuto inizio nel 1961 con Leonello Letrari,  a quel tempo consulente e amministratore di una delle case vitivinicole più blasonate del Trentino, la Bossi Fedrigotti  che decise di realizzare uno spumante metodo classico di grande qualità che rappresentasse al meglio la sua terra.

Leonello inizialmente propose la sua idea proprio a Bossi Fredigotti in contemporanea ad un grande progetto aziendale, la nascita di uno dei primi bordolesi italiani il Fojaneghe rosso che risultò essere un successo che durò vent’anni, fino a sfiorare le 400 mila bottiglie vendute (in azienda se ne conservano ancora le botti).  Forse per l’impegno che si apprestava a sostenere la Bossi Fredigotti declinò la proposta.

Botti di Fojaneghe rosso

Non si arrese. Aveva deciso di realizzare un progetto che avesse il compito di valorizzare il territorio dove viveva. Coinvolse  4 giovani  compagni di ventura che  avevano studiato insieme a lui alla scuola enologica di San Michele, erano  Bepi Andreaus, Riccardo Zanetti, Pietro Tura e Ferdinando “Mario” Tonon, ed insieme diedero vita al progetto Equipe 5, uno Spumante Metodo Classico che avrebbe dovuto risollevare il Trentino vinicolo in un periodo dove tra le vigne si coltivavano patate e carote.

La prima bottiglia uscì nel 1961, in concomitanza con il Fojaneghe rosso e pose una pietra miliare per il Metodo Classico nazionale ma sopratutto per la valorizzazione del territorio.

La prima sede fu a Lavis,  poi nelle cantine Pedrotti di Mezzolombardo. Le uve, Chardonnay e Pinot Nero, erano quelle pregiate di Mazzon e dei Pochi di Salorno,  la vinificazione veniva fatta da Hoffstätter, mentre la spumantizzazione, remuage e tirage  a Mezzolombardo. Un’accurata selezione delle uve e il controllo diretto di tutte le fasi della lavorazione furono la strada giusta per il successo di questo spumante.

Si passò da appena 3.000 bottiglie, vendute in pochissimo tempo, a 500.000  e se consideriamo che erano i tempi in cui Ferrari, un’icona della vinificazione trentina,  arrivava a produrre sì e no un milione di bottiglie, abbiamo un’idea precisa dell’enorme successo del progetto.

Tuttavia con il passare del tempo i cinque amici pian piano si allontanarono dal progetto , prima uno, poi due fino a che Equipe 5 venne rilevata prima dal gruppo Buton, quello della Vecchia Romagna, poi da Cinzano,  infine dalla Cantina di Soave, che da qualche anno ne ha resuscitato l’etichetta.

Siamo al 1976 quando Leonello Letrari  decise di abbandonare Bossi Fredigotti e produrre i vini in proprio, inizialmente i vini fermi e solo verso la metà degli anni ottanta anche gli spumanti.

Lucia e Leonello

Nel frattempo la figlia Lucia, frequentava la scuola enologica di San Michele e si preparava ad entrare in azienda con grande entusiasmo. Seguiva il papà in quell’arte della spumantistica che non  può essere improvvisata e ne  assimila tutti i segreti.

Oggi è subentrata appieno nella conduzione dell’azienda dopo la morte di Leonello. La consapevolezza è diventata la sua grande risorsa, conosce il potenziale delle sue uve ma sa anche quello vuole ottenere da loro.

Una ricerca continua, la conoscenza dell’evoluzione di ogni singolo vino e la consapevolezza del terroir, le permette di dar vita alla sua idea di spumante.

Considera il Trentino, o almeno la zona dove risiede l’azienda, Rovereto, terra di Chardonnay e proprio con questo vitigno, ben sostenuto dal Pinot Nero che trova dimora in Letrari, ha ampliato la gamma proposta fino ad arrivare a 9 spumanti Metodo Classico con diversa permanenza sui lieviti e diversi dosaggi. Con il fine di permettere a ciascuno di scegliere quello che più lo soddisfa, ma senza snaturare lo stile aziendale legato a eleganza e pienezza.

Oggi Lucia è arrivata a produrre 80.000 bottiglie dai 17 ettari vitati, tutti di proprietà, che si estendono tutt’intorno all’azienda, permettendo alle uve una volta raccolte di non subire stress termici durante il trasporto.

In alcuni casi si svolge la malolattica in altri il vino matura in legno, per essere utilizzato in particolari annate al fine di ottenere  spumanti con una connotazione.

Ma iniziamo a raccontarvi gli assaggi che Lucia ci ha proposto.

Cuvee Blanche Trento DOC

Cuvée Blanche Trento DOC  – Chardonnay 100%  – 24 mesi sui lieviti e un dosaggio di 7g/l. Fresco, avvolgente e scorrevole al tempo stesso, con note floreali e mela verde. Un prodotto creato per le nuove generazioni di consumatori.

Brut Trento DOC 2016

Brut Trento DOC 2016 – Chardonnay 80%, 20% Pinot Noir – 24 mesi sui lieviti. Il vino che da sempre rappresenta l’azienda, armonico e ricco allo stesso tempo, con un’acidità mai troppo aggressiva. Sentori di mela golden ci accompagnano per tutto l’assaggio, accompagnati inizialmente da sentori di crosta di pane e agrume.

Dosaggio Zero Trento DOC  2016

Dosaggio Zero Trento DOC  2016 –  Chardonnay 80%, Pinot Noir 20% – 24 mesi sui lieviti. Si presenta con profumi di mela golden, pera. crosta di pane e mandorla, dritto ed armonico all’assaggio. Termina nuovamente con note di mela.

Brut riserva “Quore” Trento DOC 2012

Brut riserva “Quore” Trento DOC 2012 – Chardonnay 100%  – 40 mesi sui lieviti. Esplosione di profumi che vanno dalla crosta di pane, alla frutta gialla, mela golden e frutta secca. Ricco ed elegante già dall’ingresso in bocca, termina con ricordi di mela, elemento che caratterizza gran parte dei vini di Lucia Letrari.

Spumante Brut Riserva Trento DOC  2013

Spumante Brut Riserva Trento DOC  2013 – Chardonnay 60%, Pinot Nero 40% -36 mesi sui lieviti. Oltre a sentori di mela ed ananas, si percepiscono lievi note balsamiche. Ricchezza, freschezza ed equilibrio sono le principali caratteristiche. Piacevole il finale di mandorla.

Dosaggio Zero Riserva Trento DOC 2013

Dosaggio Zero Riserva Trento DOC 2013 – Chardonnay 60%, Pinot Nero 40% – 36 mesi sui lieviti. Su note floreali (violetta) e mela, dritto ricco ed elegante. Finale lunghissimo di mela golden.

+4 Rosè riserva 2010

+4 Rosè riserva 2010 – Pinot Nero e Chardonnay – 28 mesi sui lieviti. Abbiamo già parlato di questo magnifico rosè che prende il nome +4 dai quattro mesi in più sui lieviti rispetto a quanto previsto dal disciplinare (link). Frutti rossi, fragola e ciliegia sono i profumi caratteristici Dritto ed elegante presenta una lunghezza gustativa incredibile.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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