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Mieli di Sardegna, parte da Cagliari il progetto all’insegna dell’inclusione e della tutela della biodiversità

Un mondo di fioriture endemiche e un prodotto di grande pregio. Il miele sardo meriterebbe una fama migliore. E nella sua portata ambientale e identitaria diventa il cardine di un progetto per la valorizzazione delle produzioni di isolane e della filiera ma con particolare cura della dimensione educativa, grazie a una serie di attività per bambini, famiglie e produttori da maggio a ottobre.

Le parole chiave sono molteplici – ecosistema e biodiversità, alimentazione e gusto, sensibilizzazione e inclusione – nell’iniziativa “Mieli di Sardegna: un patrimonio da valorizzare”. L’ha promossa il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, 1.600 ettari di area umida protetta tra Cagliari e Quartu Sant’Elena, nel sud dell’isola, che fa da paradisiaco habitat del Mediterraneo per i fenicotteri rosa a poca distanza dal mare in una coesistenza di archeologia industriale e natura.

Il progetto, in collaborazione con Istrù Formazione e sviluppo Srl SB, finanziato dalla Fondazione di Sardegna nell’ambito del Bando Rol 2026 – Sviluppo locale e cofinanziato dal Cagliari Calcio, rientra nel ventaglio di interventi portati avanti negli ultimi tempi che puntano a riscoprire le tradizionali attività agricole esistenti nella Piana di Is Arenas, un’area sabbiosa incuneata nel Parco.

Lo ricorda, in occasione dell’incontro di presentazione, lo stesso presidente Stefano Secci. Parla anche dell’oliveto, del piccolo frutteto e dell’apiario didattico. “L’intento è quello di favorire la fruizione sociale della piana come leva per invertire il suo degrado e quello di mantenere e sviluppare tutti quegli elementi ambientali che favoriscono la presenza di una fauna e una flora ricche e diversificate”, chiarisce parlando – nell’ottica di inclusione e di avvicinamento delle nuove generazioni – dell’adesione, insieme al Gruppo Scout Agesci Cagliari 9, di Anfaas, l’associazione che promuove i diritti civili, umani e sociali delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Il progetto sposa bene la filosofia del Parco: voler dimostrare che la sostenibilità ambientale non può andare da sola senza quale sociale”, aggiunge la neo direttrice Marianna Mossa.

Dietro c’è una carrellata di progettualità ricordata da Luisanna Massa, responsabile del Settore Ambiente del Parco. L’obiettivo macro? “Migliorare la qualità di vita dei cittadini che vivono il parco”, aggiunge Stefano Secci.

Avvicinare al mondo delle api è prioritario per mostrare un formidabile ponte tra natura e cultura, produttori e consumatori, educazione e sviluppo sociale.

Nel suo intervento il coordinatore di progetto Luigi Aresu, socio fondatore di Istrù Formazione e Sviluppo Srl Società Benefit, punta sulla dimensione identitaria del prodotto per parlare dello scrigno isolano di biodiversità e del lavoro di chi il miele lo fa. “Il nostro ruolo sarà quello di accompagnare la rete dei partner nella realizzazione delle attività, favorendo il dialogo tra competenze diverse e costruendo occasioni concrete di apprendimento e coinvolgimento”, precisa.

L’isola contiene ambienti diversi e una ricchezza di flora spontanea che consente di avere mieli diversificati. Un patrimonio che va promosso in un momento in cui rischia di essere relegato a prodotto indifferenziato scelto in base al prezzo. Lo evideniza Angelo Cadelano, responsabile del settore apistico di Istrù, sottolineando inoltre che il consumatore è a caccia di informazioni evolute.

Fondamentale perciò anche il percorso di sostegno alla filiera, secondo Davide Brisi, rappresentante legale del Comitato promotore del Miele Dop di Sardegna, che partecipa al progetto. Parte dagli elementi della storia, del territorio e della comunicazione. Fondamentale partire dalla lettura dell’etichetta per contrastare le contraffazioni che si moltiplicano nei Paesi dove i controlli sono minimi. Poi avverte sui cambiamenti climatici: c’è necessità di aggiornare gli studi perché anche i mieli stanno cambiando.

Il miele rispecchia un territorio e i suoi paesaggi attraverso profumi e aromi. Ecco che per Alessandra Giovannini, presidente dell’Ami -Ambasciatrici e ambasciatori dei mieli, occorre guidare scuole, famiglie e consumatori in un percorso di consapevolezza della qualità e dell’ambiente in cui il prodotto nasce.

Non solo attività sensoriali: l’esperienza per comprendere l’importanza delle api per la biodiversità con la visita in apiario è dedicata agli allievi del Cagliari Calcio e agli ospiti di Anffas Sardegna e dei loro familiari.

Si sta creando valore nel territorio senza perdere di vista lo sviluppo sostenibile e con un’attenzione all’inclusione. Per questa ragione partecipa anche il Cagliari Calcio.

Il nostro sostegno, attraverso un cofinanziamento in denaro e la messa a disposizione di una nutrizionista nasce dalla volontà di rafforzare il ruolo dello sport come veicolo di benessere, corretti stili di vita e responsabilità sociale”, chiarisce Elisabetta Scorcu, Football Social Responsability Officer della società che sostiene come tema prioritario per la crescita dei giovanissimi l’educazione alimentare. “Essere parte di una rete di partner locali che lavora per valorizzare il miele sardo, gli impollinatori, il patrimonio ambientale e l’identità produttiva della Sardegna rappresenta per noi – conclude – un’opportunità importante per continuare a restituire al territorio parte del valore che ogni giorno riceviamo dalla nostra comunità”.

 

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Giornalista professionista, sommelier e nomade alla continua esplorazione dei mondi enogastronomici per raccontare le donne e gli uomini che mettono l’eccellenza sulle nostre tavole.

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