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PROVVEDITORE PRESENTA LE ANNATE DI VERMENTINO DI MAREMMA

L’Azienda Provveditore è una delle realtà storiche della Maremma Toscana e con la guida della famiglia Bargagli, che l’ha fondata, la produzione si concentra sulla varietà Sangiovese per il Morellino e sul Vermentino per i bianchi, oltre a un rosato da Syrah. Pionieri della denominazione Morellino di Scansano, grazie alla caparbietà di Alessandro Bargagli, il titolare, che è stato tra i protagonisti per la nascita del Consorzio di Tutela, oggi la figlia Cristina, quarta generazione, presenta il Bargaglino, Vermentino (minimo 85% con altre varietà) con un potenziale di invecchiamento che merita attenzione.

Cristina Bargagli oggi gestisce l’azienda Provveditore con sguardo lungimirante, sempre attenta alle nuove tecnologie e alle strategie che in vigna e in cantina possono cambiare la rotta di un vino, e per questo ha deciso di puntare sul Vermentino quando nessuno ci credeva, soprattutto nella versione “invecchiata”, diventando la prima azienda di Maremma Doc ad arricchire il parterre vini bianchi di un Vermentino d’annata.

Si è affidata al tappo a vite, cambiando, in tempi non sospetti, i macchinari per l’imbottigliamento. Ha avuto ragione, nonostante le difficoltà finanziarie iniziali, perché oggi il tappo a vite concede a questi vini la chance di rimanere intatti e avere un’evoluzione in bottiglia senza sbalzi e senza rischi.

Iniziamo con Vermentino Maremma Toscana Doc 2025, un’annata regolare, da manuale, in cui l’azienda ha per poco evitato la grandinata e la peronospora che hanno attaccato altri vigneti a pochi metri di distanza da loro. Un pizzico di fortuna e anche lavoro in cantina hanno dato modo di realizzare questo vino molto equilibrato, nonostante ancora giovane, ricco di sentori delicati e decisi. Note di cipria, cosmesi, non manca una parte dolce di frutta fresca, melone bianco, litchi. In bocca è di una freschezza spiazzante, arricchita da sensazioni di frutta come lampone e ciliegia. Il sorso rimane lungo con una beva invitante. Ricordiamo che è un assaggio di botte.

L’annata 2024 è stata dettata dall’ordine agronomico, con pioggia abbondante e caldo a luglio, e scarsi sbalzi termici tra giorno e notte. Le frequenti potature verdi hanno preservato la vite dalla siccità e questo ha permesso una maturazione serena delle uve. Il risultato è un vino che conquista per le note floreali e fruttate in armonia, susina e pesca tabacchiera, mentre in bocca la scia salina è immediata e molto piacevole.

L’annata 2022 si fa ricordare per il caldo estremo e persistente siccità, che però hanno evitato le fitopatologie. La maturazione è stata ottima, buon grado zuccherino con escursioni termiche notevoli, e sviluppo di terpeni e polifenoli. Nel calice un vino appagante e complesso, si arriva al fiore essiccato, pot-pourri, sentori di miele, mela cotogna, anche panificazione, pasticceria, crema. Per una bocca altrettanto ricca ma più composta. Un sorso inizialmente timido, meno esplosivo del precedente, come se dovesse ancora esprimere il suo potenziale, una sensazione di leggera chiusura che invece non appartiene all’annata che abbiamo in degustazione, la 2020. Andiamo a fare un’analisi.

L’annata 2020 è promettente e completa. Inverno e primavera miti, un’estate calda ma con notti fresche, le uve hanno maturato bene e lentamente, la produzione è diminuita e i sentori si sono concentrati. Il naso è molto espressivo, fresco, agrumato (lime), con note complesse di cedro e arancia candita. Il sorso è ricco di sfumature, con note più scure, mallo di noce, una lieve tostatura. Il sorso è pieno, gustoso, “grasso”.

L’annata 2018 è il vino portante di tutta questa sperimentazione, perché il più complesso e un esempio raro di Vermentino invecchiato bene. Inverno freddo, estate calda, grandi escursioni termiche, un ritmo tipico che non ha creato fratture.  Vino dalla forte personalità, il colore è giallo dorato, il naso intenso. La bocca si riempie di frutti gialli, frutta secca, anche candita, foglia verde, erbe aromatiche, il sorso è salino e leggermente amaricante. Sensazioni di grafite e gesso.

Fettuccine all’Alfredo

I vini sono stati accompagnati da un menù preparato dallo chef di Alfredo alla Scrofa, ristorante romano. Le fettuccine storiche di Alfredo, immerse nel burro e parmigiano, si abbinano bene alle annate 2020 e 2022 per la loro cremosità e le note morbide che esprimono grazie a dei sentori complessi.

Sformatino di percorino

L’antipasto con Sformatino di pecorino alla Vignarola che mette insieme il dolce del formaggio e l’amaro del contorno va bene con annate più fresche, mentre la Ricciola arrosto con insalata di fagiolini, pesto di basilico e pinoli è buona con Vermentino annata 2025 e 2018. L’una per la beva minerale e la spinta acida, mentre la 2018 per la pienezza di sorso che non viene sovrastata dai sapori del piatto. Così la 2018 si accomoda bene con i formaggi come l’erborinato o fresco di capra, che abbiamo assaggiato a fine pasto, mentre un formaggio di media stagionatura di malga può abbinarsi all’annata 2022 o 2020 ma non con la 2024 ancora troppo giovane e poco strutturata.

Brevi conclusioni

Il Vermentino di Maremma dell’azienda Provveditore ha sentori diversi da quelli a cui siamo abituati in Liguria o in Sardegna e il suo potenziale di affinamento deriva anche da alcune accortezze come la criomacerazione, minimo contatto con l’ossigeno, permanenza sui lieviti con bâtonnage, stabulazione statica con spillatura per caduta senza pressatura. Il risultato è un vino ben fatto, equilibrato, invitante. Frutto di un lavoro approfondito, grazie anche a un terroir ricco di ferro e scheletro.

Per di più un vino che si abbina bene al cibo e che si beve con piacere al pasto, cosa che riteniamo essere l’obiettivo di ogni produttore.

 

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Classe 1976, mi laureo in filologia classica alla Sapienza di Roma. Da sempre appassionata alla storia antica e alle lingue classiche, inizio a scrivere per giornali e testate online fin da molto giovane, occupandomi di costume e spettacoli. Divento prima pubblicista e poi professionista nel 2024, occupandomi di vino dal 2019, quando inizio a curare la rubrica Sulla Strada del Vino insieme al mio collaboratore Massimo Casali. Non ho ancora un blog e scrivo per chi ha voglia di approfondire e capire il vino non solo come consumatore, convinta che questo settore possa aprire scenari e mondi magnifici e inaspettati.

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