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MAREMMACHEVINI 2018. L’ALTRO VOLTO DELLA TOSCANA TRA CIELO E MARE

Interno delle Casette Cinquecentesche del Cassero Senese

Terra, mare, sole e arte. Questi alcuni dei protagonisti della terza edizione di Maremmachevini 2018, organizzata dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, andata in scena il 27 e 28 maggio all’interno delle storiche Casette Cinquecentesche del Cassero Senese di Grosseto arricchite, per l’occasione, da oltre 40 opere d’arte realizzate da artisti emergenti, grazie a una speciale partnership con Fondazione Grosseto Cultura.

Vino e cultura insieme, quindi, in un percorso sensoriale alla scoperta di una porzione di territorio toscano, dal punta di vista enologico, ancora giovane, variegato e tutto da scoprire, anche se qui si coltiva la vite sin dal tempo degli Etruschi.

Basti pensare che solo nel 2011 è stata riconosciuta la denominazione di origine controllata ai vini di Maremma che dispone, oggi, di una zona di produzione di circa 8.750 ettari di vigneto, dei quali oltre 1.720 sono stati utilizzati per produrre i vini della denominazione durante la vendemmia 2017, per un totale di 5,7 milioni di bottiglie prodotte. La DOC copre un territorio molto esteso che costituisce il 4° vigneto della regione, con una particolarità tutta propria. Questa, infatti, è l’unica zona toscana in cui il Sangiovese, pur rappresentando circa il 48% della superficie totale vitata, non può definirsi il protagonista assoluto nel panorama ampelografico dell’area, condividendo il palcoscenico, a pieno titolo, con gli altri autoctoni, Ciliegiolo, Alicante e Vermentino e con gli internazionali, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Cabernet Franc, Viognier, Sauvignon e Petit Verdot.

Tutto questo consente alla denominazione di presentare sul mercato un’offerta enologica molto ampia e variegata direttamente influenzata sia dal tipo di varietà, per l’appunto e sia dalle diverse caratteristiche pedoclimatiche del territorio. Da segnalare, inoltre, l’importanza crescente dei bianchi di Maremma che iniziano sempre più a conquistare un proprio ruolo definito in termini di qualità e mercato. In particolare il Vermentino che rappresenta oggi la varietà di bianco della DOC più richiesta e apprezzata. Non mancano neanche i rosati, ottenuti con l’utilizzo di Sangiovese, Syrah, Ciliegiolo, Alicante e Merlot, una tipologia sempre più oggetto di interesse ed apprezzamento.

da sx Luca Pollini ed Edoardo Donato, rispettivamente Direttore e Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana

Questa è la «Maremma Toscana che incarna vino, storia, arte e cultura, e che si sta sempre di più imponendo come nuova promessa della nostra Regione, valorizzando ed unendo le diversità e ricercando sinergie e collaborazioni con le altre denominazioni toscane e provinciali, per condividere gli elementi di interesse, di riconoscibilità capaci di attrarre gli amanti del bello e del buono di tutto il mondo» dichiara Edoardo Donato, Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.

Un’edizione che consacra, altresì, il lavoro di molte aziende vinicole, sempre più teso al rispetto del territorio, mediante l’utilizzo di pratiche agronomiche sostenibili, conduzione biologica e biodinamica e strumenti per l’agricoltura di precisione.

Ma veniamo ai protagonisti principali dell’evento. Riflettori accesi su 35 aziende associate al Consorzio che hanno presentato ad addetti ai lavori, appassionati e wine lovers, oltre 100 etichette delle varie tipologie. Ecco i nostri migliori assaggi.

Carla Scigliano e Pesna, Azienda La Biagiola

La Biagiola, Vermentino, 2016, «Pesna»
Vibrante freschezza per questo vermentino in purezza, non filtrato, vinificato in tonneaux con lieviti indigeni e con 12 mesi di affinamento in legno. Naso diretto e seducente, contornato da sentori minerali, erbe aromatiche, fiori bianchi e sbuffi agrumati. Al gusto si rivela equilibrato ed armonioso con una piacevole progressione acido sapida che ci conduce ad un finale di buona persistenza.

Alessandro Gobbetti e Nebula Rosa, Azienda Poggio Cagnano

Poggio Cagnano, Maremma Toscana Doc Rosato, 2017, «Nebula Rosa» da uve Sangiovese.
Delicato nel colore, si tinge di un rosa cipria appena accennato. I vitigni sono posti ad alta quota, nel cuore della Maremma grossetana zona Manciano, dove respirano la brezza marina su di un colle che dà il nome all’azienda e che domina l’area, spaziando dall’entroterra fino al mare dell’Argentario. Ottenuto da una breve macerazione di appena 4 – 5 ore, viene poi vinificato in bianco.
Note di ribes e lampone si manifestano gradualmente, seguite da intense sensazioni minerali e di erbe officinali. In bocca fresco e succoso, invita al riassaggio. Chiude con un intenso finale che richiama sentori marini.

Stefano Casali con Altana 2015, Azienda Muralia

Muralia, Maremma Toscana Doc Rosso, 2015, «Altana» – Sangiovese 100%
Eleganza ed equilibrio per questo sangiovese in purezza. Un vino che deriva da vigneti impiantati su terreni calcarei, ciottolosi ed argillosi delle colline metallifere grossetane nell’alta Maremma.
Naso complesso ed intrigante di frutta rossa su fondo di spezie scure, rabarbaro, note vegetali e richiami balsamici. Sorso appagante, sorretto da calibrata freschezza e tannini morbidi ed eleganti. Lungo il finale che richiama sensazioni minerali.

Luca Petri e Essentia naturae, Azienda La Pieve

Frantoio La Pieve Maremma Toscana Doc 2017 «Essentia Naturae» senza solfiti – Sangiovese 50%, Cabernet Sauvignon 30% e Petit Verdot 20%
Zero solfiti. La sola essenza del grappolo per questo vino di Arcille, un’area pedecollinare al limite est della piana di Grosseto. Viene prodotto con tecnologie del tutto innovative che consentono di non aggiungere solfiti e, grazie ad un controllo di produzione, di scongiurare anche i solfiti che naturalmente si sviluppano durante la fase della fermentazione.
Giovane e vivace, esprime già una definita personalità. Frutti rossi, note speziate, accenni vegetali accompagnano un assaggio piacevole, scorrevole ed invitante. Finale di buona persistenza.

Sole, terra e mare, quindi, non solo a caratterizzare un territorio, ma a connotare i vini che ne sono espressione, alla ricerca di un’identità che esprima «il bello e il buono» della Maremma.

Salvatore Del Vasto & Sabrina Signoretti

“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.” In queste parole la condivisione di una nostra passione e la voglia di comunicarla. Salvatore Del Vasto, laureato in Giurisprudenza e da sempre appassionato di vino, diventa prima sommelier, poi frequenta il Bibenda Executive Wine Master di Fis e poi consegue il diploma di Master presso l’Università di Tor Vergata in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Sabrina Signoretti, laureata in Scienze Politiche, coltiva la sua passione diventando sommelier del vino, assaggiatrice di oli di oliva vergini ed extra vergini e sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO. Una delle qualità nascoste, la spiccata attitudine per la fotografia.

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