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LA “ROYAL RUMBLE” DEL VINO: TIMORASSO VERSUS CHIANTI CLASSICO RISERVA DI RADDA

Ci siamo!! “Che cos’è il genio?  È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” Come la frase del film cult di Mario Monicelli «Amici miei», ci voleva il genio di Leonardo Romanelli critico di fama nazionale, per concepire una simile lotta tra il più rosso dei vini bianchi ed il più bianco dei Chianti Classico.

ruota cromatica,

Volendoli paragonare in una ipotetica ruota cromatica, ci si accorgerebbe quanto i due campioni si avvicinino nella parte destra del grafico, fin quasi a toccarsi.

Timorasso, provenienza dal Piemonte tra le Province di Asti ed Alessandria, dalla grande struttura, spiccata mineralità e persino mordenza tannica.

Chianti Classico areale di Radda, dal Sangiovese talmente delicato ed elegante, con una vena femminile tale da poter essere vinificato anche in purezza a differenza degli altri che preferiscono invece blend con vitigni autoctoni o internazionali.

Apriamo le danze con i bianchi:

I Timorasso

– PAOLO REPETTO “ORIGO” 2015 – DERTHONA TIMORASSO: giovane viticoltore prima dedito al settore meccanico. Pressatura soffice, sosta sulle fecce per quasi un anno con batonnage che donano aromi di frutta matura a polpa bianca (susine e pere), macchia mediterranea e mineralità. Al gusto rivela potenza, ma anche tensione grazie alle componenti acido-saline perfettamente intrecciate.

– LA COLOMBERA 2015 – DERTHONA TIMORASSO: un caposaldo insieme a Walter Massa. Note olfattive più mielose, di caramella d’orzo ed erbe officinali (timo, maggiorana) si uniscono a scorza di cedro, bergamotto e cannella. Bocca agrumata dalla lunga scia finale sapida

– VIGNETI GIACOMO BOVERI “MUNTA’ L’E’ RUMA” 2015 – DERTHONA TIMORASSO: grande finezza orizzontale, sentori burrosi e mentolati, giovanissimo cresciuto su terreni ricchi di marne bianche, calcare ed argille. Finale di canfora e tostature di nocciole, lievemente corto all’assaggio con richiami di camomilla, resine e citronella.

– TERRE DI SARIZZOLA 2015 – DERTHONA TOMORASSO: Mattia Bellinzona produttore dal 2012. Questa rappresenta la prima annata degna di menzione, dal colore oro puro e sentori di frutta tropicale, fiori di campo essiccati ed idrocarburi. Un “dark wine” da uve surmature, cremoso e mandorlato.

Proseguiamo con i rossi:

I Chianti Classico riserva

– BRANCAIA 2015 – CHIANTI CLASSICO RISERVA: che brillante ciliegia! La Riserva richiede una accurata selezione delle uve migliori. Non solo Sangiovese, ma anche Merlot, che dona note più scure di cioccolato, tabacco, viola mammola e mirtilli. In fin dei conti vale pur sempre la frase pensata dal prof. Attilio Scienza che lo identifica come un vitigno di sinistra opposto al Cabernet Sauvignon invece di destra. Tannini pervasivi e di pregevole fattura.

– IL BARLETTAIO 2015 – CHIANTI CLASSICO RISERVA: Francesco Bertozzi è un tradizionalista a tutto tondo. Inizialmente aveva cercato di sperimentare anche legni di dimensioni ridotte; presto però si è riconvertito al classico formato da 30 ettolitri con affinamento minimo di 24 mesi. Lunghe macerazioni ed una piccola percentuale di Merlot per un vino dal carattere ematico e dalle sensazioni rinfrescanti agrumate. Identitario.

– BARUFFO 2015 – CHIANTI CLASSICO RISERVA: dal 2002 Carlo Cantalici ci regala questa stupenda chicca enologica, carnacea, pomodorosa e ciliegiosa. Macerazione a freddo pre-fermentativa, per avere maggior concentrazione salvaguardando la delicatezza del bouquet. Unico vino prodotto all’interno del Comune di Radda. Interessanti i richiami di pesca gialla e mirtillo rosso in chiusura.

– CASTELLO DI MONTERINALDI 2015 – CHIANTI CLASSICO RISERVA: “chi ha furia faccia piano. Lesto e bene ‘nne sta insieme”. Seguendo un antico motto in passato avevano ricevuto aspre critiche per l’eccessivo ritardo con cui uscivano in anteprima. Inizialmente chiuso per via della riduzione, esprime in successione candide note di sottobosco, more, rabarbaro e liquirizia. Colpisce per una balsamicità all’eucalipto di tutto rispetto. Gusto fresco di lampone e cassis.

– CASTELLO DI RADDA 2015 – CHIANTI CLASSICO RISERVA: famiglia Beretta. Il “floreale” per eccellenza, da petali di rosa rossa e di violetta, marasche croccanti e amarene. Red and black insomma. Vaniglia e morbidezze spinte lo rendono molto piacione, rispettandone i canoni moderni. Equilibrato dal tannino deciso e piccante.

– CHIANTI CLASSICO RISERVA – ISTINE 2015 “LE VIGNE”: terminiamo la disfida odierna con un altro esempio di genio, quello di Angela Fronti, che crea una Riserva da ben tre single vineyards sparse tra Gaiole e Radda. Top di gamma austero e chiuso come un pugno che lentamente si apre sprigionando sensazioni di cuoio, ribes nero, amarene e carne cruda. Colpisce al sorso per note di grafite e menta ben sopra le righe, che lo rendono davvero unico nel panorama.

A Voi dunque il verdetto.

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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