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Cocktail ispirati al cinema: drink MINA VAGANTE (film “Mine Vaganti”) di Ilaria Bello

Continuiamo il nostro viaggio tra i cocktail ispirati al cinema.

Stavolta vi parliamo del DRINK: MINA VAGANTE
(ispirato al film “
Mine Vaganti”, di Ferzan Ozpetek, 2010)


BARLADY: Ilaria Bello del Talea di Torvaianica (Roma)

INGREDIENTI:

4 cl rum Don Papa
2 cl Fifty Pounds London Dry Gin
1,5 cl lime
2 cl purea di passion fruit Fabbri
1,5 cl apricot brandy
5 cl succo di ananas
Top di Champagne Jacquart

Bicchiere: calice di vino

Garnish: foglie di menta e orchidea

PREPARAZIONE:
Versare tutti gli ingredienti – tranne lo Champagne – in uno shaker, agitare vigorosamente e versare il contenuto, compreso il ghiaccio, in un calice da vino. Concludere con un top di Champagne Jacquart e decorare con foglie di menta e orchidea.

ISPIRAZIONE:
‘Mina vagante’ è il soprannome della nonna, personaggio interpretato da Ilaria Occhini, recentemente scomparsa e a cui il drink è dedicato. “La mina vagante – si sente nel film – se n’è andata…le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto….”. Il film racconta di delicati equilibri sociali e familiari, di rivelazioni e condizioni che uniscono o frantumano certezze e consuetudini. Questo drink vuole rappresentare proprio questo: uscire dal consueto, miscelando rum filippino Don Papa, gin britannico Fifty Pounds, Champagne Jacquart francese. Tutti prodotti apparentemente contrastanti, come i protagonisti del film, che, però, uniti insieme come nel ballo della scena finale, trovano un equilibrio e riescono a convivere, oltrepassando i luoghi comuni.

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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