Il ricordo della vendemmia, in ottobre, dopo la scuola, si riaffaccia nei racconti di Matilde Poggi “sono sempre stata affascinata da questo mondo scandito dalle stagioni e così è maturato il desiderio di farne parte, di contribuire – sapendo ascoltare la vigna e la terra – e far nascere vini miei”.
La storia di Matilde come vignaiola inizia nel 1984 quando fonda Le Fraghe a pochi chilometri dalla città scaligera; oggi coltiva 30 ettari ripartiti tra Cavaion Veronese, Affi e Rivoli Veronese.
Matilde è fortemente legata al suo territorio e il suo stile in cantina è volto a preservare al massimo l’integrità del frutto. È bandito l’uso del legno e sono utilizzati solo contenitori in acciaio, terracotta (anfore) o cemento non vetrificato: un’enologia poco interventista senza l’uso di lieviti selezionati.
La sua scelta di dedicarsi al territorio si riflette nei vitigni coltivati: Corvina, Rondinella, Garganega insieme poi a Teroldego e Cabernet Franc a Rivoli Veronese.
La Rondinella, rispetto ai decenni passati, oggi giunge sempre a un ottimo punto di maturazione. Il Corvinone non è presente tra le sue uve anche se ammesso nella denominazione in quanto presenta un tannino troppo ruvido che avrebbe bisogno di tempo per addomesticarsi, tempo che nel Bardolino non c’è in quanto vino da bere giovane. Una riflessione sull’impianto nelle sue vigne della Molinara è in corso.
I vigneti sono certificati biologici fin dal 2009; una scelta dettata dalla voglia di tutelare il territorio e la salute dei contadini che lo lavorano e resa possibile anche dalle condizioni pedoclimatiche di questa area posta tra il lago di Garda e la Valdadige. La ventilazione continua e i terreni morenici – sciolti, poveri di sostanza ma al tempo stesso ricchi di minerali – nei quali il drenaggio è forte e l’acqua non ristagna, sono caratteristiche favorevoli alla coltivazione in biologico. Se il suolo particolarmente drenante porta indubbi vantaggi, di contro, diventa problematico in caso di siccità. La costruzione di un pozzo realizzato per sopperire ai momenti critici e irrigare di soccorso ha richiesto di scendere fino a 140 metri per trovare la faglia.
Matilde ha sempre riservato grandi sforzi personali per il territorio e per i viticoltori: è stata tra i soci fondatori della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) che ha poi guidato dal 2013 al 2021, ha ricoperto il ruolo di Presidente di CEVI (Confedération Européenne des Vignerons Indépendants) dal 2021 al 2025 e dal 2021 è socia dell’Associazione Internazionale Rosés de Terroirs nata con lo scopo di promuovere e sviluppare il segmento di mercato dedicato ai vini rosé di terroir.
Puntare sempre e comunque sul vino rosa è la sua scelta consapevole nonostante il Chiaretto di Bardolino in questi anni stia soffrendo, non riuscendo a ritagliarsi la giusta fetta di mercato che gli competerebbe.
Le Fraghe produce due espressioni di Chiaretto di Bardolino Doc.
Ròdon, realizzato con Corvina e Rondinella provenienti dai comuni di Affi e Cavaion Veronese, dopo una breve macerazione a freddo, subisce una fermentazione spontanea in acciaio. Un prodotto fresco adatto a tutto pasto che fa dell’immediatezza la sua arma vincente.
Tracce di Rosa, prodotto dal 2019, prevede l’uso di Corvina 90% e Rondinella 10%, uve selezionate dalla vigna Ronchilonghi di Affi. Macerazione in cemento per 24 ore, fermentazione spontanea e maturazione in cemento per 12 mesi. Non filtrato. Un vino complesso, progettato per durare negli anni.
Due interessanti verticali ci hanno consentito di apprezzare il vino nella sua evoluzione del tempo contraddicendo la credenza che il vino rosato debba essere bevuto solo e unicamente giovane.
Chiaretto di Bardolino Doc Ròdon
2025 – Colore rosa tenue, elegante nei suoi sentori fragranti, fruttati e floreali. L’ottima freschezza accompagna la buona struttura e persistenza. Piacevole e verticale.
2023 – Ricco il naso di frutta a pasta bianca e gialla, agrume e spezie. Buone la freschezza e la persistenza con un finale vagamente amaricante di liquirizia.
2021 – Di colore appena più intenso dei precedenti lascia trasparire note floreali e di agrume con un accenno minerale. Vivace freschezza buona persistenza con un finale quasi piccante e chiusura sapido minerale.
2020 – La frutta matura intensa anticipa un palato in divenire, dalla media persistenza nella quale l’acidità gioca solitaria; finale estremamente morbido anche se in assenza di residuo zuccherino.
2013 – Il colore è quasi aranciato; il naso, non esplosivo ma elegante, spazia tra l’agrume e la frutta matura con sbuffi minerali e di miele. Ancora ottima freschezza equilibrata dalla struttura e dalla persistenza. Gastronomico.
Chiaretto di Bardolino Doc Tracce di Rosa
2023 – Rosa tenue con riflessi ramati presenta un olfatto tra la frutta gialla e l’agrume, ottima la presenza gustativa con un’equilibrata freschezza e ritorni di agrume e di zenzero nella lunga persistenza.
2022 – Luminoso nel calice decisamente ed elegantemente agrumato. Pieno, fresco e dalla buona persistenza. Equilibrato al sorso, teso e verticale. Chiude il raffinato sorso con una nota sapida.
2021 – Elegante e fine all’olfatto, ancora frutta e agrumi insieme a fiori e sottili speziature. Acidità viva e perfettamente integrata nella struttura piena e persistente. Finale sapido e minerale con un accenno di agrume amaro. Verticale, si apre a centro bocca.
2020 – Accenni dorati compaiono nel calice esuberante all’olfatto, note mediterranee, dolci di miele e di agrume. Pieno al palato, sapido quasi salato, dalla buona freschezza e dalla discreta persistenza che chiude vagamente piccante.
2019 – Primo anno di produzione. Giallo paglierino senza riflessi rosa, frutta rossa e confetto al naso. Buona la struttura e la freschezza che rimanda all’agrume rosso.
Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.
Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia
Sicilia – Sciara, l’Etna di Stef Yim
Toscana: biodiversità e sostenibilità a La Maliosa






