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Noelia Ricci: un manifesto per il Sangiovese di Romagna

Sangiovese e Trebbiano di Romagna. Diciamocelo…sono vitigni che agli appassionati enoici non solleticano chissà quali strane fantasie. Prendi il bicchiere, fai gli scongiuri, e speri che ne esca almeno un liquido “potabile”… Poi ti capita di assaggiare un paio di vinelli di una piccola azienda in quel di Predappio, sulle colline dell’entroterra appena sotto Forlì, e ti rendi conto di quanto un progetto intelligente e una sensibilità attenta possano tirar fuori piccoli tesori anche dai vitigni meno talentuosi.

Sto parlando della cantina Noelia Ricci, un nome forse poco noto alla massa ma senz’altro molto “chiacchierato” tra appassionati e addetti ai lavori. Ne seguo l’evoluzione dalle prime uscite (il progetto parte nel 2013) e quando mi chiedono un suggerimento di un buon vino emiliano-romagnolo il nome Ricci scatta spesso in pole-position.

La storia dell’azienda ve la risparmio (quattro generazioni, tra alterne fortune, accomunate da passione e spirito imprenditoriale: potete leggerla sul moderno e documentatissimo sito internet a questo link). Mi piace di più parlare dei vini.

sangiovese noelia ricci

 

L’ultima occasione di assaggio è stato un pranzo in compagnia dell’amico Lello Del Franco, “PR” con una lunga e seria “militanza” vinicola, che avevo conosciuto sotto altre forme in terra irpina e che con piacere ho riscoperto “emigrato” a latitudini più settentrionali, per amore e per lavoro. Sul tavolo, insieme ai piatti di un’istituzione della romanità come quella di Armando al Pantheon, le ultime annate dei tre vini della tenuta: i due Sangiovese e il Trebbiano.

Partiamo dal Brò Bianco Forlì Igt 2017: praticamente un Trebbiano Romagnolo in purezza (piccolissimo il saldo di altre uve a bacca bianca) che nasce su colline ricche di minerali e calcari. Se devo indicare due caratteristiche dico: freschezza e salinità. È un vino semplice, un “peso leggero” la cui beva è tutta condotta dall’acidità. Una ventata iodata ne impreziosisce il finale, per una bevuta spensierata e appagante. Conseguimento da apprezzare specie considerando le difficoltà dell’annata 2017. Prezzo: 10€ o giù di lì.

Il motivo per cui mi sono innamorato dei vini di Noelia Ricci sta però tutto nel Sangiovese. Se consideriamo anche la “casa madre” Tenuta La Pandolfa, adottano una gestione che potremmo dire alla “borgognona”: dai vigneti più bassi e pianeggianti escono i vini base, poi man mano che si sale le cose si fanno più serie, fino ad arrivare al Godenza, un vero e proprio cru, a mio avviso (ma non solo mio) uno dei più buoni Sangiovese di Romagna in circolazione.

noelia ricci godenza

Il Romagna Sangiovese Doc 2017 è ottenuto da vigneti che sono già in collina, intorno ai 250/300 mslm. Parte al naso con un leggero sbuffo di riduzione, che sparisce dopo qualche minuto nel bicchiere, rivelando tutti i suoi profumi freschi e vinosi di gioventù. In bocca è snello, fresco, leggiadro, dal tono leggermente rustico ma divertente. Il suo pregio è senza dubbio la facilità di beva: la bottiglia finisce in un batter d’occhi! Intorno ai 12-13 euro in enoteca.

Col Sangiovese di Romagna Superiore “Godenza” 2016 la musica sale di ritmo. Se la beva trascinante lo accomuna al precedente, qui c’è maggior piglio, complessità, texture ed eleganza. Nasce da biotipi selezionati coltivati nella porzione migliore dei terreni dell’azienda, su una collina più ricca di marne e calcari. E’ un sorso affilato il suo, che scende giù dritto al cuore e allo stomaco, con un finale lungo e pulito. Un vino che dovrebbe diventare un vero e proprio “manifesto” di quel territorio e che non mi stancherò mai di tracannare!
Prezzo: tra i 15 e i 20 euro.

AZIENDA AGRICOLA NOELIA RICCI
Via Pandolfa, 35 – Fiumana di Predappio (FC)
www.noeliaricci.com

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Scritto da

Abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, con cui ancora collabora. Quasi subito, da argomenti tecnico-scientifici (su cui continua ogni tanto a sbattere la testa) è passato al vino e turismo enogastronomico. Nel tempo libero (poco) prova a fare il piccolo editore, gestendo una società di portali di news e comunicazione con un bel seguito in Abruzzo e a Roma. Da una decina d'anni collabora con la guida Vinibuoni d'Italia del Touring Club, seguendo soprattutto la regione Abruzzo (ma va?). Da una quindicina scrive su Acquabuona, una delle più longeve testate web italiane. Organizza eventi e corsi sul vino, spesso in Abruzzo (si vabbè...lo abbiamo capito!). Ultimamente, visto che il tenore alcolico del vino non lo confortava più, è passato ai distillati, con i quali spera di trovare la meritata (secondo lui...meno secondo sua moglie!) pace.

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