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La Verticale di Poggio ai Chiari a Sangiovese Purosangue

Abbiamo già avuto modo di parlare dell’azienda Colle Santa Mustiola su questa testata. Oggi torniamo sull’argomento per raccontarvi di una verticale cui abbiamo partecipato durante l’evento Sangiovese Purosangue, in scena a Siena ad inizio novembre.

Per pochi chilometri la zona rimane fuori dalla denominazione del Vino Nobile di Montepulciano. Siamo in quel di Chiusi, dove Fabio Cenni ha lasciato al sua professione di medico per dedicarsi alla vigna con risultati straordinari.

Abbiamo già sottolineato, ma lo ribadiamo fermamente, che i vini di Fabio Cenni a Chiusi sono troppo poco celebrati, ed andrebbe dedicata una maggiore attenzione da parte della stampa e degli operatori a questa straordinaria realtà toscana. E sì perchè il Poggio ai Chiari di Colle Santa Mustiola non ha molto da invidiare ai vini delle denominazioni blasonate della regione a base di Sangiovese. E se mai avessimo avuto dei dubbi, la verticale di questo straordinario vino ci ha confermato in maniera inequivocabile le nostre impressioni.

Ed allora mettevi comodi che vi raccontiamo le nostre sensazioni:

 

Poggio ai Chiari 1997: austero, con note speziate, di tabacco e di frutti rossi con finale di cuoio e pepe. Tannino di grande finezza e profndità. 94
Poggio ai Chiari 2002: note di  liquirizia e ricordi balsamici ed agrumati che anticipano un bellissimo finale di macchia mediterranea. Un grande Sangiovese a dispetto dell’annata.91
Poggio ai Chiari 2003: risente di un’annata difficile e presenta un tannino ruvido e toni  leggermente alcolici. 85
Poggio ai Chiari 2004: un piccolo capolavoro, con succosità, toni speziati e grande materia in evidenza, seguiti da un lungo finale di eucalipto e ricordi balsamici. 96
Poggio ai Chiari 2005: gioca le sue carte sulla freschezza e bevibilità, piuttosto che sulla struttura. Lascia sensazioni fruttate e speziate. 87
Poggio ai Chiari 2006: sapidità, eleganza e potenza, unite a succosità e persistenza per un quadro organolettico molto ricco, che si completa con splendido finale di macchia mediterranea. 95
Poggio ai Chiari 2007: La buona sapidità, la succosità e la grande lunghezza balsamica non riescono a far dimenticare una nota alcolica un pochino fuori dalle righe. 87
Poggio ai Chiari 2008: elegante con finale di liquirizia ed eucalipto. Inizialmente ritroso, manifesta in seguito complessità e grande carattere. 92
Poggio ai Chiari 2009: Succoso, speziato, ricco, dal sorso pieno, dinamico, progressivo e piacevolmente sapido, chiude con un piacevolissimo finale di macchia mediterranea. 96
Poggio ai Chiari 2010: austero e di grande profondità presenta succosità e toni speziati. Elegante e complesso, presenta nel finale una bellissima scia sapido-iodata. 95

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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