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Irpinia – Salvatore Molettieri insignito di benemerenza dal Comune di Montemarano

La locuzione latina “Nemo propheta acceptus est in patria sua” (nessun profeta è accettato/benvoluto nella sua patria) è stata sicuramente smentita a Montemarano, piccolo comune dell’Irpinia, dove è nato, cresciuto e opera uno dei più noti produttori campani, Salvatore Molettieri. Con dedizione, pervicacia, abnegazione, Salvatore ha deciso più di 30 anni fa di smettere di fare il conferitore di uva e di mettersi in proprio, iniziando una vera e propria avventura che, grazie anche all’aiuto di Marc De Grazia (noto importatore negli USA e da diversi anni anche produttore sull’Etna), lo ha portato a far conoscere i suoi vini in ogni angolo del pianeta. Parliamo prevalentemente di Aglianico ed in particolare di Taurasi, denominazione di origine controllata e garantita, nata anche grazie all’impegno di Salvatore.

Il sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri tra i coniugi Molettieri

Oggi l’azienda conta circa 14 ettari e produce 70 mila bottiglie.

Il Comune di Montemarano ha consegnato il 14 settembre scorso a Salvatore Molettieri, con cerimonia solenne, un attestato di benemerenza.

Durante il pranzo di festeggiamento abbiamo assaggiato 4 splendidi vini:

Irpinia Aglianico Cinque Querce 2015: Salvatore sa valorizzare anche un “secondo vino”, con materia, polpa e potenza in evidenza, seguite da freschezza, balsamicità ed uno splendido finale speziato. Un’etichetta che non ha nulla da invidiare a molti Taurasi in circolazione. 92/100

Taurasi Vigna Cinque Querce 2012: la nuova annata del Taurasi di Molettieri sta riscuotendo già grande successo all’estero. E noi capiamo il motivo. Vibrante, fresco e scalpitante, mette al centro dell’assaggio sontuosità ed eleganza ed un fantastico finale di macchia mediterranea. Per noi 94/100.

 

Taurasi Vigna Cinque Querce 2007: sentori fruttati e speziati, seguiti da ricordi sottobosco e richiami di cuoio e tabacco. Tannino di ottima qualità e chiusura balsamica. 91/100.

 

Taurasi Vigna Cinque Querce 1992: è la terza volta nel corso di questi ultimi 10 anni che abbiamo modo di assaggiare quest’annata. Ed ogni volta lo stupore aumenta. Ancora integro e con possibilità di ulteriore evoluzione, colpisce per freschezza e struttura, seguiti da piccoli accenni di toni terziari e da un lunghissimo finale di macchia mediterranea. 95/100

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