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Cataldi Madonna: una storia di famiglia nel cuore dell’Abruzzo raccontata da Giulia e dai suoi vini

Vinitaly è sicuramente un’ottima occasione per viaggiare tra le eccellenze enoiche del nostro paese: attraversando i padiglioni si riesce a raggiungere in poco tempo, territori per me lontani, come per esempio l’Abruzzo.

Ho avuto il piacere di conoscere Giulia Cataldi Madonna durante l’evento “Sbarbatelle 2023” organizzato da Ais Piemonte. È una enologa dinamica, solare che racconta il suo territorio e i vini con grande entusiasmo.

 

Allo stand dedicato, presso il Padiglione 12 a Verona, ho potuto assaggiare e dialogare con Giulia che mi ha narrato la storia della cantina.

L’azienda ha infatti origini antiche: il primo a produrre vino nel 1920 fu il Barone Lugi Cataldi Madonna, il bisnonno di Giulia.

Al figlio Antonio nel 1975 si deve però il primo imbottigliamento mentre Luigi, padre di Giulia prende in mano le redini dell’azienda nel 1990, unica realtà vitivinicola nel territorio di Ofena, in provincia de L’Aquila.

Oggi l’azienda, di proprietà di Giulia, è composta da 30 ettari, localizzati tra i 320 e i 440 metri di altitudine sul livello del mare, in cui sono a dimora solo vitigni autoctoni e tradizionali quali Montepulciano, Pecorino e Trebbiano. In campagna le lavorazioni in biologico hanno l’obiettivo di proteggere l’espressività varietale delle uve mentre in  cantina si vuole conservare nel vino la grinta, la sapidità e la freschezza presenti nelle uve raccolte.

I vigneti si trovano su di un piccolo altopiano di circa 10 kmq che ha come centro Ofena, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, che è chiamato il Forno d’Abruzzo: come dice Giulia, è un forno molto particolare, con annesso un frigorifero, perché giace sotto il ghiacciaio Calderone, unico degli Appennini.

L’aria infatti che spira dalla montagna rinfresca le giornate estive e questa particolarità ha reso questo luogo ideale per la coltivazione della vite, dato che, come testimoniano gli annuari vitivinicoli, prima della Seconda Guerra Mondiale la zona di Ofena era tra le maggiori produttrici di vino.

Iniziamo la degustazione: mi colpisce subito l’etichetta, perché riporta, con un disegno stilizzato, la scultura in calcare tenero del Guerriero di Capestrano, un’opera del VI sec. a.C. , che venne rinvenuta non molto lontano dalla tenuta a Ofena.

 Trebbiano D’Abruzzo Doc Malandrino 2023: un vino che prevede solo l’acciaio per le fasi di vinificazione, di colore giallo paglierino tenue, con un profilo olfattivo fresco, una buona acidità che lo rende piacevole alla beva, con un finale quasi piccante.

Igt Terre Aquilane Pecorino Giulia 2023 : il vino che papà Luigi ha dedicato a Giulia per il suo diciottesimo compleanno. Ti conquista per le vibranti note agrumate e i cenni erbacei, la spiccata acidità e la chiusura salina: ha personalità da vendere, proprio come Giulia.

Igt Terre Aquilane Pecorino Frontone 2020 è ottenuto da uve di un antico clone che crescono a circa 500 metri di quota e che dopo la vendemmia subiscono un breve criomacerazione. Fermenta e affina in acciaio, ove rimane insieme alle fecce fini per 12 mesi prima dell’imbottigliamento. I processi vengono svolti in riduzione, proprio per evitare il contatto con l’ossigeno e preservare l’integrità del vino.

Giallo paglierino con riflessi dorati, luminoso. Il corredo olfattivo regala note di bergamotto, pesca, pepe bianco, melissa. Sorso pieno, caratterizzato da freschezza e sapidità marcata.

Igt Terre Aquilane Cataldino 2023 è il vino che è stato pensato da Giulia e sul quale ha fatto la tesi di Laurea in Enologia: le uve di Montepulciano provengono dalla località Macerone, a circa 380 metri di altezza. È un rosé particolare, ottenuto con una vinificazione in bianco del Montepulciano e che convince per i profumi puliti e nitidi di piccoli frutti rossi, di rosa e per la sua dinamicità gustativa, che lo rende adatto non solo all’aperitivo ma anche a piatti di pesce non eccessivamente strutturati.

Cerasuolo d’Abruzzo Doc Malandrino 2023: il bel color cerasa è proprio quello che ci si aspetta da questa tipologia e si esprime nel calice con una susseguirsi di frutti rossi succosi quali la ciliegia, il lampone, il ribes, seguiti da effluvi floreali. Giulia mi racconta che per produrlo si usa la tecnica della “Svacata” (in dialetto locale),  il 95% della massa fermenta in bianco e il 5% in rosso e prima della fine della fermentazione si uniscono le due quantità.

Montepulciano d’Abruzzo Doc Malandrino 2022  è da circa dieci anni un vino che non prevede l’uso del legno e si utilizza l’acciaio per la fermentazione e le vasche di cemento per l’affinamento. Il risultato è molto interessante dato che la frutta rimane succosa e croccante e, pur essendo sicuramente di corpo, risulta agile e gradevole, con una fine persistenza sulle note sapide e fruttate. Da segnalare inoltre l’ottimo rapporto qualità prezzo.

Montepulciano d’Abruzzo Doc Tonì 2021 (anteprima) in uscita a ottobre 2024, è dedicato da parte di Luigi Cataldi Madonna al padre Antonio; dal 2017 viene affinato in tonneau. Rosso rubino intenso e quasi impenetrabile, presenta sentori di prugna, marasca, mora, peonia, elicriso e una delicata speziatura dolce. Piacevolmente tannico, regala un finale su note balsamiche e amaricanti.

 

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Medico Psichiatra, stregata da Dioniso, divento sommelier nel 2013, Degustatore Ufficiale nel 2014 e Miglior sommelier della Liguria 2019. Nel 2016 nasce il mio blog wineloversitaly e dal 2018 sono molto attiva sui Social con il profilo @wineloversitaly. Nel 2021 sono la vincitrice del sondaggio proposto da The Fork nella categoria Wine Influencer. Ideatrice e Curatrice della prima guida Social " I vini del cuore" che uscirà a fine 2021. Collaboro come Social media coach con aziende e partners del mondo del vino. Non smetto mai di studiare: ho superato il Wset level 3 con il massimo dei voti. Comunicare il vino con passione e rispetto è il mio desiderio e il mio impegno.

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