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IO VINO: I vini delle Marche e della Campania in mostra a Roma

Dalle Marche alla Campania, tappa romana per la IX edizione di “IO VINO, Selezione da Vitigno Autoctono”, organizzato da Manilo Frattari, si è tenuto il 15 marzo presso l’hotel Courtyard by Marriott Rome Central Park.
L’Associazione IO VINO ha posto l’attenzione su una serie di produzioni vitivinicole e aziende di Marche e Campania, due regioni, due territori con posizione speculare, profonde caratteristiche morfologiche, ma differenti per clima, per tradizione, per ricerca. L’evento ha visto la partecipazione di produttori affermati e nuove generazioni di vignaioli appassionati, che hanno come unico comune denominatore rappresentare al meglio il territorio da cui provengono.


Il format della manifestazione ha previsto oltre alla presenza dei banchi d’assaggio, presidiati dai vari produttori, Masterclass dedicate ai vini ed all’abbinamento delle pietanze territoriali: per i vini in particolare
“La Nuova Via dei Rossi Marchigiani”, a cura di Pierpaolo Rastelli, responsabile per vini della regione Marche delle pubblicazioni del Gambero Rosso, ha posto l’accento sulle nuove tendenze degli appassionati di vino e su come i vignaioli stanno rispondendo a queste esigenze, tracciando la “nuova via” nella produzione del vino rosso marchigiano; mentre per i vini della Campania la masterclass “Il misterioso Sciascinoso”, a cura di Alessandro Marra, vice curatore e responsabile per la Campania e la Basilicata della guida Slow Wine, ha approfondito la conoscenza di questo vitigno, poco conosciuto fuori regione ma piuttosto diffuso all’interno della stessa. Usato perlopiù in blend con altri vini, negli ultimi anni lo Sciascinoso si sta facendo largo con vini slanciati e di bel dinamismo, contemporanei nella migliore accezione del termine.
Ecco le  cantine hanno partecipato all’evento:



Inoltre, l’evento ha visto la partecipazione come “ospite” della cantina Minnei, azienda agricola sarda che ha presentato il suo Crannaccia Arussa Isola dei Nuraghi bianco (IGT), ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono minore coltivato, in esclusiva, nella propria vigna Marciana di Assolo (OR).


Di seguito la descrizione di alcune delle Aziende intervistate e dei loro vini degustati. Come considerazioni generali dobbiamo rimarcare il livello qualitativo medio molto alto dei vini bianchi marchigiani, in particolare per il Verdicchio, con punte di assoluta eccellenza. D’altro canto, abbiamo anche degustato alcuni Fiano e Greco campani di grande levatura, che “convivono” con uno dei migliori rossi italiani ovvero l’Aglianico, che diventa Taurasi nell’areale irpino della provincia di Avellino, non trascurando la freschezza di alcuni Piedirosso della costiera amalfitana.



MARCHE

                    

                    MONTECAPPONE – MIRIZZI, JESI (AN) 

La famiglia Mirizzi, noti enotecari romani, hanno fondato l’azienda Montecappone nel 1968 a Jesi e l’Utopia è il loro vino di punta, Gianluca Mirizzi ha poi fondato la propria azienda Mirizzi, produttrice dell’Ergo. L’approccio delle due aziende è differente: Montecappone utilizza metodi agronomici tradizionali, Mirizzi è certificata biologica.



Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico “Utopia” 2022
Il vino affina un anno in cemento e poi 18/24 mesi in bottiglia. Sentori di grande complessità, fine, minerale, profumi di fiori bianchi, fiori secchi, mandorla, tiglio e nuance di burro fresco. Al gusto denota ampia ricchezza aromatica, con ricordi di susina acerba, pesca bianca, erbe officinali e sedano, dal finale sapido e minerale.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Ergo” 2023
Nasce da un singolo vigneto a Monte Roberto, frutto di una vendemmia tardiva, affina parte in anfora e parte in tonneaux. Profumi di superiore eleganza e finezza, agrume intenso, frutta secca e tropicale, sentori minerali. Sorso morbido, equilibratissimo, che associa la dolcezza del frutto ad una freschezza sapida che armonizza il sorso ed invoglia la beva.

                             CANTINE BELISARIO, MATELICA (MC)
Cantine Belisario, storica cooperativa nata nel 1971, oggi è un’azienda agricola di 300 ettari vitati, il 75% di tutta la denominazione, con 150 soci. È il più grande produttore di Verdicchio di Matelica DOC. Tutti i vigneti sono vicini alla cantina nell’Alta Valle Esina.


Verdicchio di Matelica Riserva ‘Cambrugiano’ 2022
Il Cambrugiano è stato tra i primi Verdicchio a portare la menzione “Riserva”, viene infatti prodotto dal 1988. Matura per due anni, parte in acciaio e parte in barrique di rovere. Al naso è ampio, con cenni floreali (fiori gialli), note di spezie dolci, con sbuffi sulfurei e balsamici. Nel palato risulta strutturato, ricco e avvolgente, con note di frutta tropicale, vaniglia e una sapidità fresca e salina che lo rende suadente ed armonico.

Molto convincente risulta anche il Verdicchio di Matelica ‘Meridia’ 2023
Con i suoi sottili sentori minerali di zolfo e pietra bagnata, dal gusto intenso e fruttato (cedro, pompelmo), con un’acidità elegante e dai ritorni minerali di idrocarburo.


                  MAROTTI CAMPI, MORRO D’ALBA (AN)
Nella metà dell’800 la famiglia Marotti acquistò la proprietà nella contrada Sant’Amico di Morro d’Alba dove vennero piantati i primi vigneti. Oggi l’azienda ha 120 ettari di proprietà, di cui 53 vitati, dove vengono coltivati principalmente Verdicchio e Lacrima di Morro d’Alba.


Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva “Salmariano” 2022
Ottenuto da vendemmia tardiva, affina 12 mesi in acciaio e parte (il 20%) in barrique. Profumi intensi di frutta bianca, cedro, note gessose e burrose con sfumature vanigliate. Al gusto rivela grande struttura, è morbido, saporito, con aromi di frutta agrumata bilanciati da sapidità e mineralità. Sorso armonico e persistente.
Abbiamo degustato anche le annate 2018-2017-2016-2015-2012-2011 a riprova delle doti di longevità del Verdicchio. Ci sono piaciute maggiormente: la 2016 con i suoi sentori eleganti e fini frutta bianca, note marine ed erbe aromatiche; la 2015 dagli intensi profumi floreali e dall’elegante sorso fresco e minerale.


                 

                    FATTORIA NANNÌ, APIRO (MC)

La tenuta della Fattoria Nannì di Roberto Cantori si trova nella campagna di Apiro, nell’entroterra marchigiano. Il podere dispone di 8,5 ettari di cui 5 vitati a Verdicchio. Le vigne sono gestite in regime di agricoltura biologica. Origini è il loro vino di punta.


Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico “Origini” 2023
Realizzato con le uve che provengono da vigne che hanno oltre 50 anni d’età, matura ed affina un anno sulle fecce fini in solo acciaio e sei mesi in bottiglia. Il naso offre un bouquet delicato di frutta bianca e fiori, con sentori di silice e iodio. Il sorso svela una buona struttura, un profilo tonico, fresco e teso, con note di anice, lime ed un elegante finale salino.


CAMPANIA

                  CANTINE DI MARZO
La famiglia Somma-Di Marzo ha fatto del Greco di Tufo una propria autorevole specialità, la sua azienda è la più antica cantina della Campania e tra le più antiche del Sud Italia. I vigneti, venti ettari circa, sono dislocati nell’area del Comune di Tufo (AV), su terreni ricchi di zolfo.


Greco di Tufo Riserva “Mulino Giardino” 2022
Prende il nome dell’antica fabbrica delle miniere di zolfo di Tufo. Profumi intensi, fruttati (susina, agrumi) misti a note di zolfo; sorso ricco, strutturato, sapido con ritorni agrumati. Tanta materia ed aromi che stanno evolvendo, con una prospettiva di lunga longevità.

Greco di Tufo Riserva “Vigna Serrone” 2023
Il vino rimane nove mesi sulle fecce. Ingresso al naso con note minerali, seguite da fiori, erbe selvatiche, frutta bianca e agrume; gusto ricco, ritorni sulfurei, beva molto equilibrata.


                 

                    CANTINA DEL BARONE

L’azienda fa parte di una piccola associazione, V.I.T.I. (Vignaioli in Terre d’Irpinia), che comprende tre produttori artigianali irpini, tutti locati in provincia di Avellino: Cantine dell’Angelo di Tufo, Il Cancelliere di Montemarano e appunto Cantina del Barone di Cesinali. Ognuna dedicata alla produzione di un solo vitigno autoctono della regione, nel caso di Cantina del Barone sono tre ettari dedicati al Fiano di Avellino.


Fiano “Particella 928” 2023
Profumi floreali, leggera mandorla, nuance gessose e con nota fumé; palato molto elegante, equilibrato, armonico, beva ricca e fluida, con un ritorno di mandorla molto fine e persistente.

Fiano “Paòne” 2023
12 mesi sulle fecce fini. Sentori freschi di fiori bianchi e mandorle; in bocca è saporito, denota spiccata acidità, ritorni di mandorla e frutta bianca macerata. Sorso agile che invoglia la beva.


                  TENUTA DEL MERIGGIO
L’azienda è nata nel 2009 sulle colline che attorniano Montemiletto in Irpinia, a cavallo degli areali del Greco di Tufo e del Taurasi. Tenuta del Meriggio adotta tutte le misure di sostenibilità ambientale atte al rispetto del territorio. Vengono coltivati i principali vitigni autoctoni della regione: Fiano, Greco, Coda di Volpe e Aglianico.


Fiano di Avellino Riserva “Colle delle Ginestre” 2019
Le uve provengono dall’omonima vigna, affina in acciaio sulle fecce fini per sei mesi cui segue una parte dell’affinamento in legno. Sentori floreali, di pesca bianca, pera e agrumi con nuance minerali; sorso ricco, fresco, molto sapido, fruttato con ricordi di pompelmo.

Greco di Tufo Riserva “Colle dei Lauri” 2020
Affinato in acciaio, ha profumi intensi, molto fruttati (pesca bianca, cedro, limone), abbinati a sensazioni sulfuree, di pietra pomice, con sfumature di miele di acacia; sorso di spiccata freschezza e persistenza, rivela un’acidità vibrante e citrina con note minerali.


                  CANTINE DELL’ANGELO
Angelo Muto e Franca Troisi gestiscono sette ettari di vigneti circondati da boschi ed in parte giacenti su antiche miniere di zolfo, nell’areale del comune di Tufo (AV). Il Greco di Tufo è il vitigno coltivato in esclusiva tranne una piccola vigna di Coda di Volpe, un vitigno che veniva aggiunto per consuetudine ai Greco ‘fatti in casa’ per levigarne le durezze e arricchirne i profumi.


Coda di Volpe “del Nonno” 2024
Affina in solo acciaio. Profumi dolci di miele, mandorle e nocciole tostate, di frutta gialla, con note di camomilla e sbuffi vegetali. Bocca sapida, di buona struttura, che mostra rotondità e scorrevolezza del sorso.

Greco di Tufo Riserva “Miniere” 2024
Affina 12 mesi in acciaio e 5 mesi in bottiglia. Sentori intensi di gesso e zolfo, seguiti da fiori gialli, frutta esotica e agrumi. Beva potente, sapida, acidità energica con ricordi di agrumi e iodio.


                  MILA VUOLO
Le vigne di Mila Vuolo si trovano sulle colline intorno a Salerno, ai Colli di Giovi. Fiano e Aglianico sono i vitigni principali che vengono coltivati. La proprietà consta di circa 13 ettari, che oltre ai vigneti (circa 4 ettari) comprende uliveti e noccioleti. La prima vendemmia risale al 2006.


Aglianico Colli di Salerno Pret a Porter 2021
Affina in solo acciaio. Sentori animali, di cuoio, tabacco, mirtilli, ribes e more; è morbido e scorrevole nel palato, rivela freschezza, ricordi di frutta scura, tannini fini e spezie. Molto territoriale.
Abbiamo degustato anche le annate 2018-2015-2011 che vengono affinate in legno. Denotano sentori ed aromi più intensi, con sfumature di vaniglia e rovere. Ci è piaciuta di più la 2011 dove il tannino importante è ben equilibrato dal frutto e dalla acidità, ne risulta una beva corposa ma armonica e piacevole.


                  CANTINA ANTONIO MOLETTIERI
L’azienda si trova sulle colline irpine di Castelfranci (AV), si estende su cinque ettari, dove vengono coltivate uve Aglianico, Coda di Volpe e Merlot. Fondata nel 2011 ha iniziato ad imbottigliare nel 2020. In questa edizione di IO VINO è stato presentato in anteprima il suo Taurasi D’Oreste.


Taurasi “D’Oreste” 2021
Presentato in anteprima, uscirà sul mercato tra minimo un anno. Affina 12 mesi in barrique di secondo passaggio. Sentori animali e di cuoio, note erbacee e di frutta scura; al gusto è sostanzioso, rivela un tannino levigato, il sorso, sapido e teso, fa presagire una potenziale eleganza e finezza di beva.

Irpinia Aglianico “Badius” 2022
Affina in solo acciaio per circa 15 mesi più due di bottiglia. Sentori molto fruttati di prugne e frutti di bosco, con sfumature balsamiche e speziate; sorso corposo e morbido, tannini vellutati, chiude con ricordi di cacao e pepe nero.

                  IL CANCELLIERE
L’azienda, fondata da Soccorso Romano detto il Cancelliere e oggi gestita dai figli e relativi consorti, possiede otto ettari di vigneti locati sulle colline di Montemarano (AV). L’intera produzione è dedicata all’Aglianico, seguendo criteri di sostenibilità, con l’intento di realizzare vini che siano espressione della tradizione e del territorio.


Taurasi Nero Né Riserva 2017
Affina sei mesi sulle fecce fini e tre anni in legno grande. Sentori ampi e complessi, ematici, di pietra focaia, radici, tabacco e frutta scura. Nel palato scorre energico, materico e avvolgente, si sente la struttura imponente ma al tempo stesso raffinata, con acidità ed alcol che si fondono con un tannino fine e levigato, dal finale persistente. Vino che riesce ad equilibrare la molteplicità di sapori e a domare la potenza alcolica; lascia in bocca una genuina impronta di territorialità.

Ci sono piaciuti anche
Vadiaperti- Greco di Tufo “Tornante” 2022 e Greco di Tufo “Fuori Limite” 2021
Giuseppe Apicella- Costa d’Amalfi Tramonti Rosso Riserva “A’SCIPPATA” 2021
Campanelli – Verdicchio Castelli di Jesi Cl. Sup.” Palombare” 2023
Le Divinità- Vino rosso classico “Zeus” 2024
Clementina Fabi – Offida Pecorino 2024


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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, "Wining (www.wining.it)" e 20 Italie (www.20italie.com)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore iscritto all'albo per la Regione Lazio.

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