Cagliari, la nuova stagione della Cantina Pala di Serdiana firmata da Lia Tolaini tra radici sarde e visione globale
L’imprenditrice italo-canadese da un anno e mezzo ha rilevato l’azienda che guida insieme ai figli e allo storico team: in una serata in cantina presentati Perlia, Nuragus in purezza, e Perloro, un Monica dedicato all’antica civiltà nuragica
Sessanta ettari di vigneti tra le colline di Serdiana, un patrimonio di biodiversità e microclimi che diventa il punto di partenza per una nuova fase della Cantina Pala. È qui che prende forma il progetto di rilancio guidato da Lia Tolaini, imprenditrice italo-canadese che da circa un anno e mezzo ha rilevato l’azienda, imprimendo una svolta che intreccia identità territoriale, innovazione e apertura ai mercati internazionali.
Un percorso che affonda le radici in un legame costruito nel tempo. “Ho amato Serdiana e le sue colline sin da quando, più di venti anni fa, iniziai a importare in Nord America questi vini straordinari”, racconta Tolaini, che oggi parla di un passaggio quasi naturale verso la proprietà diretta della cantina. “Considero un onore e un privilegio poter raccontare al mondo la storia della Cantina Pala e della Sardegna”.
Al centro della strategia c’è la valorizzazione dei vitigni autoctoni, in particolare Nuragus e Monica, interpretati come chiavi per raccontare l’anima più autentica del territorio. “Credo che uno dei modi migliori per conoscere una terra, la sua storia e la sua civiltà passi attraverso la cultura del vino”, sottolinea la proprietaria, che lega il progetto aziendale a una visione di lungo periodo basata su sostenibilità e rispetto della biodiversità.
Da questa filosofia nascono due nuove etichette destinate a rappresentare un ulteriore passo nell’evoluzione della cantina: Perlia è un Nuragus in purezza, ottenuto da vigneti storici di Is Crabilis, collina calcareo-sabbiosa, in passato sede di un villaggio neolitico. Concepito da Mario Pala nella vendemmia 2023 sotto suggerimento di Lia Tolaini (allora importatrice di Pala nel Nord America), che ne intravide le potenzialità: “Ne colsi subito le caratteristiche che rendono questo vitigno capace di confrontarsi con i bianchi più espressivi al mondo”.
Perloro è invece una nuova espressione del vitigno Monica, presentato all’ultimo Vinitaly. Anche in questo caso si tratta di un vino in purezza proveniente dall’areale di Sibiola e dedicato, come si evince dall’elegante design dell’etichetta, all’antica civiltà nuragica. “Siamo fra i primi in Sardegna a credere nella potenzialità di questo vitigno, e sono convinta di riuscire a dare nuova vita ad una varietà che ha grandi potenzialità di rinascita. Sono due dei segreti meglio custoditi della Sardegna li ho scoperti proprio qui, tra le colline di Serdiana”, afferma Tolaini, che punta a restituire centralità a varietà spesso considerate marginali ma ricche di potenzialità espressive.
I vini sono stati presentati durante una serata in cantina, a Serdiana, con una degustazione affiancata da piatti gourmet preparati dagli chef Maria Carta del ristorante Is Feminas e Luigi Pomata dell’omonimo ristorante. Un’apericena a quattro mani con due portate per ciascuno chef: per Maria Carta un gambero rosso con guanciale croccante di Seulo e dressing alla curcuma, e Raviolo ripieno di selvaggina sfumato con Cannonau riserva. Per Pomata Risotto con calamari marinati allo zenzero Tarantello di Tonno rosso su trito di erbe locali con salsa al Cannonau.
Il progetto di Tolaini, che ha raccontato il desiderio di acquisire la cantina coltivato per ben dieci anni prima di centrare l’obiettivo, si inserisce in un più ampio processo di rinnovamento avviato dopo il passaggio di proprietà nel 2024, che ha coinvolto investimenti produttivi, aggiornamento del brand e una nuova struttura manageriale. Accanto alla famiglia Tolaini, entrano anche nuove figure di coordinamento per rafforzare la presenza sui mercati esteri e consolidare il posizionamento del marchio.
“La nostra filosofia, forte dei successi del passato, vede la nostra famiglia impegnarsi nella crescita e nello sviluppo dell’azienda, rafforzando ulteriormente il marchio Pala nel mondo”. A quasi un anno e mezzo dal passaggio di proprietà, avvenuta il 17 ottobre 2024, Lia Tolaini esprime soddisfazione per il lavoro compiuto: “Abbiamo avviato il percorso di rinnovamento dell’azienda, rinnovato l’offerta grazie a nuovi investimenti e completato il restyling grafico della Cantina. Oggi, assieme a me, lavorano i miei figli Alexander, Alicia e Matt, affiancati dallo storico team della Cantina e dal nuovo management composto da Alessandro Pedini nel ruolo di direttore generale e da Giandomenico Zedde come direttore commerciale. Insieme continueremo a lavorare con passione, dedizione e volontà per uno sviluppo strategico dei brand, creando valore per le comunità locali e per l’economia globale di questa meravigliosa terra e per uno sviluppo strategico dei brand, creando valore per le comunità locali e per l’economia globale di questa meravigliosa terra. Siamo impegnati nella crescita e nello sviluppo dell’azienda, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il marchio Pala nel mondo”, afferma Tolaini, che lega il futuro della cantina a una duplice direttrice: radicamento nel territorio e crescita internazionale. Una strategia che guarda alla Sardegna non solo come origine, ma come identità da raccontare e valorizzare su scala globale.
Giornalista professionista, esploratrice food&wine a Cagliari e negli angoli più sorprendenti della Sardegna.
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