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Il Vermouth Bianco di Luigi Vico: tradizioni di Langa

Dai caffè della Torino sabauda, fino al cuore pulsante delle Langhe: la rinascita del Vermouth oggi passa per il terroir e una antica storia di famiglia. Scopriamo come Luigi Vico ha trasformato il rito dell’aperitivo in un’estensione liquida del prestigio di Serralunga d’Alba.

“La domenica, dopo la Santa Messa, accompagnavo nonno Gepin all’ostu di Serralunga per un Vermouth con gli amici. Lì ho scoperto il segreto della sua personale ricetta a base di Moscato con assenzio e tante altre erbe, fra queste il cardo mariano che cresce spontaneamente in vigna. Ora a voi l’assaggio, a me il compito di custodire il segreto della ricetta”

Il Vermouth di Torino: da rimedio officinale a icona della socialità

Il Vermouth di Torino è il risultato di una stratificazione culturale che affonda le proprie radici nella Torino del 1786, quando Antonio Benedetto Carpano codificò una ricetta capace di trasformare il “Wermut” tedesco — un vino aromatizzato con assenzio a scopo medicale — in un drink raffinato e piacevole.

Sebbene il vino aromatizzato esistesse fin dall’antichità con scopi prettamente medicinali, è nel XVIII secolo che avviene la transizione fondamentale: da rimedio per la digestione a pilastro della socialità moderna.

In quel periodo, il consumo quotidiano divenne un rito democratico e pervasivo. Nacque così l'”ora del Vermouth”, quel momento di sospensione tra il lavoro e la cena che ha anticipato il moderno concetto di aperitivo.

 Luigi Vico e l’eredità vinicola di Serralunga d’Alba

La rinascita contemporanea del Vermouth di Torino passa attraverso il ritorno ai piccoli lotti e una valorizzazione attenta del prodotto attraverso la scelta del vino e delle botaniche.

In questo solco si inserisce la visione di Luigi Vico, che trasla la severità e il prestigio di Serralunga d’Alba in una dimensione liquoristica d’eccellenza.

La cantina, pur vantando radici storiche familiari che risalgono al 1694, ha vissuto una nuova genesi nel 2016, anno in cui Luigi ha deciso di vinificare in proprio le uve provenienti dai circa due ettari di proprietà, inclusi i celebri vigneti del cru Prapò.

Il Vermouth di Vico nasce dunque come una naturale estensione della filosofia di cantina.

Il Vermouth Bianco: in memoria di Nonno Gepin

Analizzando le specifiche tecniche del Vermouth Bianco di Torino firmato Luigi Vico, emerge un profilo di rara coerenza che affonda le radici nei ricordi d’infanzia legati alla figura di “Nonno Gepin”. La base di partenza è un Moscato Bianco indispensabile per dialogare con le erbe officinali grazie alla sua dolcezza naturale e al corredo aromatico primario.

La ricetta prevede l’uso dell’Assenzio Maggiore arricchito da una botanica insolita e fortemente territoriale: il cardo mariano, che cresce spontaneamente tra i filari di Serralunga.

Al naso, i profumi tipici del Moscato, di rosa bianca, salvia e litchi, si fondono con note di scorza d’arancio candita, cardamomo e spezie. Al palato, il sorso è magistralmente bilanciato tra la dotazione zuccherina e un finale amaricante di china e genziana, sostenuto da una freschezza acida che invita immediatamente al secondo assaggio. Con una gradazione di 16% vol., questo bianco invita a un sorso lento, recuperando il rito della pausa quotidiana ottocentesca.

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Scritto da

Michelangelo Fani, da oltre 15 anni appassionato di vino, distillati e gastronomia. Nel 2010 scrive occasionalmente su Dissapore. Nel 2012 collabora alla guida Bibenda 2013. Negli anni successivi partecipa ai panel per le Guide “ai sapori e ai piaceri regionali” di Repubblica (Lazio, Abruzzo, Marche Umbria, Puglia, Sardegna) e collabora con l’associazione Ateneo dei Sapori. Dal 2019 scrive sulla guida ViniBuoni d’Italia, edita dal Touring Club. Degwineandspirits.com è il suo taccuino di viaggio nel mondo del vino e dei distillati. Perché in fin dei conti, “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla” (Danny Boodman T.D. Lemon Novecento – Novecento, A. Baricco).

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