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Il ‘Trou Normand’ nel cenone di fine anno: il conforto di un’acquavite

Ci siamo! Si avvicina a grandi passi la fine d’anno e, come di consueto, ci apprestiamo al rito di passaggio dal vecchio al nuovo tra malinconia e speranza.
E quindi al cenone. Ognuno lo interpreta a modo suo, chi punta sulla sostanza chi sull’eleganza ma tutti con un punto in comune: l’abbondanza.

E  allora è importante pensare anche a una piccola pausa tra le portate. Per questo aiuta un’usanza consueta in Normandia e in genere propiziata dal Calvados: il cosiddetto “trou normand” o se preferite “norman hole” oppure “buco normanno”, vale a dire il bere tutti insieme un piccolo calice di distillato per fare spazio nello stomaco (Il famoso “buco”) e renderlo pronto a ricevere le nuove pietanze.

Blanche de Normandie,

In genere si utilizza per l’appunto il Calvados, distillato dal sidro di mele (e a volte anche di pere, come si fa a Domfront) e successivamente invecchiato in legno. Ma tra la distillazione e l’invecchiamento c’è una tappa intermedia il cui prodotto è il semplice distillato di frutta: in questo caso un’acquavite derivata da una trentina di varietà diverse di mele e pere chiamata Blanche de Normandie, distillata due volte in alambicco discontinuo e ricca di profumi varietali.

Appena sperimentata a Natale, confermo che funziona benissimo.
Quest’acquavite è prodotta da Christian Drouin, nome famoso e importante per la produzione del Calvados e, pur non avendo la morbidezza e la dolcezza conferite dal legno durante l’invecchiamento, ha un suo carattere distintivo piuttosto interessante.

Al naso offre i profumi varietali del frutto venati da note balsamiche e floreali con toni agrumati e un pizzico di anice.

Tanta freschezza quindi che può anche essere esaltata con l’aggiunta di ghiaccio. Al palato invece, superata l’iniziale ruvidezza e asprezza del tannino (ebbene sì, anche alcune varietà di mele sono tanniche) regala note dolci di confetto, cannella e canditi che accompagnano gradevolmente i sentori di mela e pera.

Felice anno!

 

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Carlo Bertilaccio vive a Roma ed è attualmente curatore della rubrica "di...stillati" per la testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collabora anche con Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it) e ha collaborato per le edizioni 2017/2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Ha collaborato per le edizioni 2015-2016 con la guida Slow Wine, e con la guida "Vini buoni d'Italia" dall'edizione 2010 fino all'edizione 2013. È autore di diversi articoli su distillati e vini su Scatti di Gusto (www.scattidigusto.it). Ha infine scritto diversi libri per Palombi editore su cocktails e altri argomenti, e prodotto inoltre quattro dischi di giovani talenti italiani nonché le canzoni per un musical su Marilyn Monroe, recentemente premiato al teatro Sistina di Roma. Giudice per Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles.

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