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Il Minissale FarmHouse a Calatabiano attrae nella suite e nell’Hub esperienziale di cucina, a due passi da Taormina e guardando l’Etna

Dal picnic con tour in mongolfiera al tramonto fino alla possibilità di imparare a cucinare le tagliatelle in stile emiliano fatte in casa oppure creare oggetti dal riciclo di materie prime agroalimentari, magari dopo aver pernottato in una delle camere più lussuose, con vasca da bagno vintage accanto al letto.

Cosa può racchiudere tutto questo? Un Agriturismo in Sicilia che abbia tutta la natura del mondo a circondarlo: dalla brezza marina alla montagna, dalla vegetazione all’aspetto monumentale.

Minissale FarmHouse (per essere anglofoni) a Calatabiano (in provincia di Catania), appartenente all’imprenditore e chef  Tino Di Nuzzo non è solo un luogo per il relax ma è il luogo ideale per spostarsi dalla città ed avere e a portata di mano un orto genuino e una permanenza molto confortevole.

In un appezzamento di 5 ettari tra alberi di limoni, aranci, mandarini e ulivi, il casale e la sua terra sono localizzati a pochi passi dalla spiaggia di San Marco e dall’antico Castello di Calatabiano, a soli 15 minuti da Taormina e Giardini Naxos e a 20 minuti dalle Gole dell’Alcantara, offre 8+1 appartamenti elegantemente arredati con vista sul giardino, alcuni con vista sulla Perla dello Jonio, il mare o il vulcano Etna. Da apprezzare moltissimo la suite Cruyllas con vasca d’altri tempi, in camera da letto, sotto la finestra che sporge nell’area verdeggiante. L’avvento del cosiddetto Hub esperienziale ha permesso all’azienda FarmHouse Minissale – Di Nuzzo di imbastire itinerari di cucina come la preparazione delle tagliatelle emiliane (grazie alla mamma di origine mantovana Nicoletta) ed anche di agrumicoltura non solo ai gruppi ma anche in modalità individuale – privata (un “face to face” per ottenere la massima concentrazione rivolta a comitive ristrette che viaggiano insieme, alternandole di giorno in giorno), per tracciare l’idea della full immersion campestre agli utenti ed inserirli come parte attiva nella preparazione del pasto per il quale proveranno più gusto e piacere nel consumarlo (una volta realizzato con le proprie mani).

 

Agriturismo FarmHouse Minissale

Non possono mancare, per via della vocazione territoriale, anche la “Fish Cooking Class” quindi con il pesce oppure con le polpette di carne (data la vicinanza con la montagna), con il cannolo e varie paste. Da quest’anno, si sono aggiunte le preparazioni live della Pizza e del Pane Cunzato: insomma, chi più ne ha più ne metta. Le visite negli uliveti sono un ulteriore “must have” per spiegare come le varie cultivar si coltivano e crescono e quali siano le avversità in questo clima; se è periodo di raccolta, si procede con il lavoro materiale sul posto oppure si illustra con una parte video ed ovviamente l’assaggio delle DOP siciliane, facendo il dovuto paragone con un olio non raffinato.

Tino Di Nuzzo con i genitori (Nicoletta e Luciano)

Il proprietario Tino deve parecchio per l’avvio dell’agriturismo all’impegno dei suoi genitori, la mamma – la signora Nicoletta Righelli e il papà Luciano Di Nuzzo che, a suo tempo, ha conosciuto l’attuale consorte nel nord Italia in “terra rossa” e l’ha conquistata facendola trasferire in Sicilia. Il papà svolgeva tutt’altro mestiere nei grandi marchi della cosmetica dell’hair styling mentre la mamma era erede di una rinomata bottega di generi alimentari, sin da giovanissima con la passione per la cucina e le ricette dell’Emilia Romagna (tutto è stato tramandato a suo figlio).

La ‘private experience’ è un esercizio di trasmissione della nostra pratica professionale e naturalmente della competenza con cui siamo invogliati a scendere in quel campo che è la nostra casa ogni mattina – precisa Tino Di Nuzzo -. Il nostro sapere è servito ai fruitori della nostra struttura come continuità delle nostre tradizioni: lo metto, lo mettiamo a disposizione per i clienti che restano a soggiornare nella pace della campagna ma anche per chi ci cerca tramite accordi con gli hotel di Taormina, i tour operator e altre realtà ricettive, con cui si è sparsa la voce della bontà del nostro pacchetto accoglienza e dei nostri prodotti agroalimentari, fatti tra le mura di questo casale”.

La proposta è a dir poco varia che passa dall’esperienza della realizzazione delle marmellate al sapone artigianale con olio d’oliva, fino ai bijoux creato con la foglia del fico d’India e alla ceramica.

Presente anche una piscina solarium in mezzo agli alberi e la frescura.      

Oltre ad essere agricoltore – imprenditore, Tino si occupa dunque di Cooking Class all’interno dell’agriturismo, in collaborazione con qualche albergo dell’hinterland ma anche di altre zone d’Italia, insegna Cucina a Catania in un ente di formazione privato accreditato dalla Regione, ha lavorato in prestigiosi hotel e ha frequentato un master di Cucina a Giarre. L’enorme apertura verso l’allestimento di laboratori didattici e turistici, solo su prenotazione, di ogni tipologia inerente al concetto di ruralità per la trasformazione di oggetti utili per l’igiene e/o accessori per l’outfit o l’arredo è una marcia in più ed un’attrattiva per quella che è la mission dell’agriturismo. Tino ricopre anche l’incarico di Presidente dell’Associazione San Marco, realtà fondata con altri commercianti del suo comune per rafforzare il concetto di Filiera Turistica e insistere sul ragionamento che l’unione di più teste, qualità e competenze rende liberi di esprimersi ma di avere anche più appeal e presa nei confronti del pubblico.

Il ristorante di MInissale FarmHouse suggerisce ed elabora tipicità culinarie della Sicilia preparate con ingredienti freschi, che provengono dall’orto biologico dell’attività contadina. La colazione si serve ogni mattina dalle ore 7:30 alle 10, con prodotti locali sulla terrazza vista giardino. A campeggiare sul tavolo di un’ampia sala interna da pranzo sono le confetture al gusto di melagrana, nespola e marmellate di arancia, yogurt, noci pecan, torte artigianali.

Il principio è fornire tante opportunità di agio e di sentirsi impegnati sia all’utente esterno sia all’ospite del resort che pernotta sia a chi vuole trascorrere qualche ora solo per il pranzo o la cena, mediante una macchina operativa ben oleata, con il circuito antico del passaparola.

Il consiglio è di prenotare in anticipo per godere della cucina e di tutti i servizi, tra cui ampio parcheggio e WiFi gratuito ed anche per organizzare gite nei dintorni in quad o a cavallo e scoprire la bellezza della Sicilia tra spiagge, percorsi montani e autentiche memorie.

In due occasioni diverse (anche a distanza di un anno per stimare l’interessante evoluzione), siamo voluti andare a trovare questa entusiastica struttura e la sua compagine familiare. La prima volta, un menu a base di pesce ma con gli immancabili elementi della terra di Minissale Farmhouse. Una bella attenzione anche alle cantine etnee e della Sicilia in generale.

-All’entrée, Bruschette Miste con pomodoro scuro detto “pomodoro cioccolato” julienne, basilico, cipollotto del proprio orto, olive in salamoia con peperoncino secco e spolverata di origano, pomodori secchi sbollentati e messi sott’olio, fatti con l’ortaggio che non arriva a maturazione e viene messo sott’aceto. Olio homemade Nocellara dell’Etna e Biancolilla. Quattro tipologie di oli molinati agli agrumi (mandarino, linone, arancia) azienda agricola Torrisi. Selezionati due vini: uno di Al-Cantara Occhi di Ciumi e poi un Etna Doc rosso.

-Per antipasto, Insalata Siciliana con finocchio leggermente marinato in limone, carciofi saltati con olio e aglio e pepe nero e gamberetti con pepe rosa battuto.

-Riso con una super tostatura (fatta dalla chef Nicoletta) che viene mantecato con olio Evo e burro alla Marinara (cozze e totano) condito con timo e maggiorana. La fase importante è quella del soffritto con Verdure del proprio orto: carote, aglio e sedano a cui si aggiunge del vino bianco o cognac per sfumare per dare la croccantezza, senza fare sfaldare il chicco e poi il condimento del pesce.

-Tagliatelle fatte in casa con ragù di totano fatto come il ragù bolognese, solo che viene aromatizzato con tutte ciò che c’è tra le erbe profumate della propria cucina: maggiorana, timo, salvia, alloro, origano.

-Tonno su foglia di limone e miele, condito con succo e zest di limone e noce pecan. Carciofo bollito, impanato e fritto e finocchio impanato e fritto.

-Gelo di mandarino del proprio terreno, mandarino candito, marmellata di mandarino e noci pecan. Per finire con i liquori, Macerati ai petali di zagara dei propri agrumeti, alla Nespola detto Nespolino e al limone.

In una seconda alternativa primaverile, una serata più semplice e a tarda ora ha richiesto un ricco tagliere di salumi e formaggi locali di alta qualità e le famose confetture e marmellate “homemade” e in abbinamento il vino rosso. Per il pranzo del giorno successivo, il menu a base di carne nella terrazza esterna fronte giardino non si poteva non sperimentare: bruschette tradizionali con le verdure scelte della casa con un’etichetta Etna Doc che ha accompagnato tutto il pasto (Etna Doc rosso Nicosia Lenza Di Munti), a seguire il risotto con ortaggi e zest di limone, ancora gustosissime e polpette di vitello servite su foglia di limone e pomodorino insalata e, in conclusione, meringhe con arancia candita.

 

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Mi immergo ed entro in sintonia da Giornalista nelle storie di cibo, vino, birra, beverage, di campi di grano così come di uliveti e di prodotti agroalimentari e poi le racconto con i loro creatori e i loro territori, fornendo la curiosità e il fascino che meritano. E questo lo faccio con la predisposizione della notizia di chi è cronista del settore “bianca” (e di politica) da un ventennio ma anche conduttrice televisiva, di telegiornale e di trasmissioni TV e di rassegne artistico – culturali, enogastronomiche (anche itineranti con interviste, talk-show e promozione turistica). Degusto vino da sommelier ma lo degustavo ancora prima per passione. Organizzo eventi e mi occupo di uffici stampa e pubbliche relazioni in maniera trasversale dal sociale allo spettacolo, dalle grosse segreterie politiche a quelle sindacali, passando persino per lo sport. Sono convinta che ogni giornata bella o brutta debba concludersi con un vino superlativo nel calice adatto (MAI quello sbagliato!) che ti può fare svoltare la nottata. La libertà è anche questo e alla libertà non si rinuncia MAI, soprattutto a quella di esprimere e scrivere qualunque cosa con competenza.

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