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Gentù Porto Cervo Dry Gin by Silvio Carta: una pozione magica per ritrovarsi in Sardegna

Abbiamo più volte su Vinodabere parlato di Silvio Carta e dei suoi spirits. Si tratta di  una distilleria (e di una cantina) che ha saputo negli anni distinguersi per innovazione e qualità, riuscendo a far scoprire tutta la magia che questa bellissima isola, la Sardegna, sa creare in coloro che vi giungono, ricreando innanzitutto il desiderio di tornarci anno dopo anno.

Il distillato che abbiamo avuto il piacere di provare è il Gentù Porto Cervo Dry Gin capace di mostrare a coloro che hanno il piacere di assaggiarlo, gli scorci e i profumi di questa isola meravigliosa.

Il progetto che Acquaspiritosa s.r.l.s. ha commissionato alla distilleria Silvio Carta è apparso inizialmente arduo e affascinante allo stesso tempo, ricreare quelle sensazioni, che provano i turisti appena sbarcati dall’aereo o dal traghetto,  quando i sensi percepiscono quei profumi unici  che riescono nella mente ad identificare un luogo, un’emozione attraverso i ricordi, non era facile.

Il prodotto doveva essere diretto, coinvolgente, fresco, capace di sposarsi, a tavola, con tutte le ricette di un’isola la cui gastronomia è unica e proprio per questo indimenticabile.

É così nato un Gin gastronomico che comprende ginepro, timo, rosmarino e cristalli di sale, ottenendo un connubio di profumi e sapori che ne fanno un portale temporale, in grado di trasportarti in men che non si dica nel luogo dove hai passato momenti indimenticabili.


Un’edizione limitata, la nostra era la n. 563 di 600 prodotte, pensata più  per l’abbinamento a tutto pasto che per un aperitivo,  Gentù ha il compito di incorniciare e allo stesso tempo esaltare i cibi a cui viene abbinato esaltandosi quando il cibo è importante e la sfida si fa dura.

Vi riportiamo le nostre note degustative: i profumi tipici dell’isola, ginepro e mirto, si fondono a note di erbe aromatiche, evidente il rosmarino, miele e assenzio. L’assaggio è  stupefacente, l’armonia dei sapori che avevano inebriato i nostri sensi inizialmente, si unisce a note sapide evidentissime, come quando poniamo un grano di sale sulla nostra lingua, riportando alla mente ricordi di quel mare che ci lascia sulla pelle e sulla bocca un suo ricordo. Interminabile e accattivante allo stesso tempo nel finale, tanto da spingerci in un nuovo assaggio.

Immaginiamo di gustarlo insieme a ostriche e frutti di mare, per esaltare le note sapide che li caratterizzano.

 

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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