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Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lugana!

Il vitigno Turbiana (i.e. Trebbiano di Lugana), così come il Verdicchio, suo stretto parente, ha dalla sua diverse virtù ma soprattutto una natura proteiforme ed eclettica, grazie alla quale è in grado di esprimersi su livelli di eccellenza spumantizzato, come vino fermo giovane e beverino, da grande bianco da invecchiamento e infine anche nella versione vendemmia tardiva. Tutte doti che sono emerse chiaramente nella recente Masterclass cui ho partecipato, organizzata a Roma dal consorzio del Lugana a margine dell’evento “Lugana, armonie senza tempo”, ospitato a Villa Aurelia sul colle del Gianicolo.

Nove vini, presentati dal direttore del Consorzio Carlo Veronese e raccontati da una delle firme di punta del “Gambero Rosso”, Marco Sabellico, hanno confermato l’assunto e spiegato direttamente nel bicchiere i motivi del suo attuale successo. In Italia, infatti, tra i vini bianchi sembra proprio il momento del Lugana: duemila ettari di vigna (il doppio rispetto a dieci anni fa), 17,4 milioni di bottiglie immesse sul mercato nel 2018 (nel 2008 erano 7,3 milioni), un prezzo dell’uva in crescita costante. Le province coinvolte sono Brescia e Verona: un’anima divisa in due, lombardo-veneta, che però si riscontra più nelle cifre dell’imbottigliato (50% e 50%) che nell’estensione del vigneto, dove il Veneto rappresenta circa il 10% (200 ettari) del totale. Sul piano commerciale il marchio Lugana, a Doc da poco più di 50 anni, sembra avere ottimi margini di espansione, visto che la sua diffusione, finora, si è limitata prevalentemente alle zone vicine al luogo di produzione, sulla sponda meridionale del lago di Garda, e in Germania. L’intento degli associati al Consorzio è aumentare la penetrazione nel resto d’Italia e nei mercati più appetibili all’estero, Usa e Cina in particolare. Intanto, anche nell’ambito della grande distribuzione il Lugana viene segnalato tra i vini più in crescita degli ultimi anni.

Le vigne sono situate tra i 60 e 135 metri s.l.m., su terreni composti da argilla bianca, ma più calcarei e sabbiosi man mano che ci si allontana dalle sponde del lago. Il clima generalmente è mite, moderato da una frequente brezza che ha effetti benefici su temperature e umidità, a tutto vantaggio della sanità delle uve. Questi elementi, combinati assieme, regalano ai migliori Lugana un notevole carattere sapido e minerale, con discreta struttura e ottime possibilità di invecchiamento.

Si diceva della parentela con il Verdicchio, anche se Veronese afferma che il Trebbiano locale è comunque un altro vitigno. E ci mancherebbe, visto che nell’areale di produzione sono stati individuati finora 65 cloni di Turbiana, con caratteristiche spesso molto diverse. Nel disciplinare, aggiornato per l’ultima volta nel 2011, è consentito l’utilizzo fino a un massimo del 10% di altre uve a bacca bianca, anche se la maggior parte dei produttori preferisce proporre versioni in purezza di Turbiana e puntare sulla particolare energia acida del vitigno. Come detto in apertura, le tipologie sono ben cinque: Lugana Spumante (da Metodo Classico o da Martinotti), annata, Superiore, Riserva e Vendemmia Tardiva.

I vini della Masterclass

Lugana Spumante Metodo Classico s.a.

Lugana Spumante Metodo Classico s.a. – Famiglia Olivini. Azienda ormai storica di Desenzano. Gesso e agrumi gialli al naso, bolla fine e bel sapore fruttato che prevale sull’acidità. Di discreta struttura, finale di sale, iodio e frutta gialla matura. Da aperitivo.

Lugana 2018

Lugana 2018 – Oselara. Da una piccola azienda familiare bresciana che ha incominciato di recente a proporre le proprie etichette. Erbe aromatiche, pera, agrumi e frutta secca all’olfatto. Sorso pulito, fresco e minerale, lineare, semplice. Mandarino e mandorla in persistenza.

Lugana 2018

Lugana 2018 – Ottella. Blasonata azienda veneta, quella della famiglia Montresor. Si narra che il nome derivi dalla nascita di otto gemelli nel Cinquecento… Profumi vegetali, sauvignoneggianti, peperone crudo, pesca bianca, foglia di pomodoro. In bocca ha grande acidità e ottima persistenza, su toni di mela ed erbe di campo.

Lugana Molin 2017

Lugana Molin 2017 – Ca’ Maiol. Siamo di nuovo a Desenzano: il fondatore Walter Contato fu tra coloro che diedero vita, 50 anni fa, al Consorzio di Tutela. Naso minerale e leggermente sulfureo, frutta secca; di discreta complessità al palato, molto sapido, un po’ rugoso, chiude balsamico su un frutto appena candito (cedro).

Lugana Superiore Ca’ Vaibò 2016

Lugana Superiore Ca’ Vaibò 2016 – Bulgarini Fausto. Tipologia poco frequentata, ormai soppiantata dalla Riserva, proposta nella versione di questa cantina bresciana. Le uve subiscono 40 giorni di appassimento, poi il vino si affina in parte in piccole botti di rovere. Susina molto matura all’olfatto, lieve tendenza ossidativa, toni tostati. Dolce e maturo anche in bocca, sembra mancare di dinamica in chiusura. Un po’ stanco, il leggero residuo zuccherino non aiuta a favorire la beva.

Lugana Riserva Sergio Zenato 2016

Lugana Riserva Sergio Zenato 2016 – Zenato. Ogni produttore di Lugana deve dire grazie a questo precursore che ha reso famoso il nome del vino, puntando in epoca non sospetta, circa ottanta anni fa, sui vitigni autoctoni del Garda e del veronese. Profumi molto puliti, leggermente tostati, cipria, vaniglia, note tropicali e di frutta secca. Grande gestione del legno, sorso elegante ed agrumato, bel finale in stile borgognone. Davvero ben fatto.

Lugana Riserva Gemma 2015

Lugana Riserva Gemma 2015 – Colli Vaibò. Siamo alla terza generazione di questa solida azienda di Pozzolengo, qui presente con una Riserva che presenta un naso già evoluto, terziarizzato, leggermente fumé, con toni caseari, fieno, camomilla, spezie. Molto complesso al palato, bel contrasto acido-sapido, frutto integro, un po’ asciutto in persistenza ma di buona lunghezza, fresco e tonico.

Lugana Vendemmia Tardiva Rabbiosa 2015

Lugana Vendemmia Tardiva Rabbiosa 2015 – Marangona. Le uve di questa tipologia vengono raccolte tradizionalmente l’11 novembre (festa di San Martino) in seguito a un leggero appassimento, un mese dopo la vendemmia “ordinaria”. Olfatto segnato da botrite e bucce candite di agrumi, fiori gialli, gelatina di frutta. Bocca delicata, fresca, gentile, dolcezza sorvegliata, chiusura precisa su note di pasticceria e di lieve tostatura.

Lugana Annata Storica 1999

Lugana Annata Storica 1999 – Ca’ Lojera. Si tratta di una realtà, come altre nei paraggi, a doppia anima lombardo-veneta. L’episodio in questione è davvero singolare: una partita di vino rimasta casualmente in cantina dopo essere rimasta invenduta e che è ancora possibile acquistare presso l’azienda di Peschiera del Garda. Farete un affare: è un vino che ha vissuto un’evoluzione perfetta e che oggi rilascia con classe sentori di salamoia, capperi, liquore, tabacco; sorso segnato da sale e iodio, la spinta acida e minerale riesce a tenere in tensione tutta l’impalcatura gustativa. Finale lunghissimo e struggente di frutta gialla, mandorla tostata e agrumi canditi.

Nato nel Luglio del 1969, formazione classica, astemio fino a 14 anni. Giornalista professionista dal 2001. Cronista e poi addetto stampa nei meandri dei palazzi del potere romano, non ha ancora trovato la scritta EXIT. Nel frattempo s’innamora di vini e cibi, ma solo quelli buoni. Scrive qua e là su internet, ha degustato per le guide Vini Buoni d’Italia edita dal Touring Club, Slow Wine edita da Slow Food, I Vini d’Italia dell’Espresso, fa parte dal 2018 della giuria del concorso Grenaches du Monde. Sogna spesso di vivere in Langa (o in Toscana) per essere più vicino agli “oggetti” dei suoi desideri. Ma soprattutto, prima o poi, tornerà in Francia e ci resterà parecchi mesi…

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