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Alto-Adige – Tenuta Dolomytos, uno scrigno nelle Dolomiti

Oggi voglio presentare qualcosa di davvero speciale nel panorama locale dell’ Alto-Adige/Südtirol.

Ci troviamo a Bolzano, più precisamente sull’altipiano del Renon luogo caratteristico e veramente speciale sul quale si inerpica questa tenuta. A dire la verità, non c’è molta strada, ma quella per arrivare in cima all’Ansitz Dolomytos Sacker è molto impervia e ripida e ci si impiega tempo, ma anche per questo è meritevole di essere descritta.

Ad ogni tornante si apre un nuovo scenario, la fanno da padroni i rilievi del Catinaccio e dello Sciliar, tanto che merita fermarsi spesso per scattare una foto. E’ davvero difficile resistere.

I grafiti di Zierock

Attualmente alla guida del maso c’é Norbert Marginter e appena si arriva a destinazione se ne coglie il valore, perché parliamo di una struttura dall’aspetto antico, sulle pareti  della quale ci sono alcuni dipinti di chiara estrazione esoterica che incuriosiscono.

Siamo in un vecchio maso, una volta chiamato Sacker, di proprietà della Chiesa, dove è documentata la produzione di vino già dal 1320.

Il nome Dolomytos è stato scelto da Rainer Zierock alla fine degli anni ’90, quando lavorava qui portando avanti i suoi esperimenti enologici. Zierock è stato decisamente un personaggio particolare, che ha attraversato come una meteora il paesaggio dell’enologia italiana.

Enologo tedesco, ma mai definizione è stata più riduttiva perché gli si può attribuire anche la creazione di molti altri vini come ad esempio: il “Granato” del Az. Agricola Foradori (creato con l’ex moglie Elisabetta), il primo “Blauwal” Spumante del azienda trentina Cesconi, il primo “Phineas I” di Arunda nonché la mano precisa su alcuni vini di Lageder Alois per citarne solo alcuni.

Sono arrivato troppo tardi nel mondo del vino per conoscerlo, ma se ne parla come di un genio, coraggioso ed estremo nelle sue scelte. Studioso di filosofia e di discipline esoteriche, capace di mescolare interessi da più parti ed adattarli al mondo che lo circondava.

Tutto parla di Zierock, in quest’azienda, sono infatti sue le scelte architettoniche e le decorazioni simboliche, suoi gli impianti dei vigneti con più di 150 vitigni diversi per poter sperimentare più liberamente, nonché l’attuale proprietario Norbert che ne parla spesso divertito e ammirato, senza tralasciare quel suo scintillio che esaltava gli occhi di quel genio sregolato di Rainer.

In totale l’azienda dispone in vigna di due ettari e mezzo a 500 metri d’altitudine, caratterizzati da un paesaggio davvero incredibile. Mi chiedo se ci si potrà mai abituare a lavorare in un contesto così bello, ma la famiglia Marginter (Norbert e la figlia Brunilde) che ha acquistato la proprietà nel 2013 e che la porta avanti cercando di rispettarne la storia, è ben conscia dell’unicità di questa esperienza.

Hanno ripreso a produrre il Dolomytos, la creazione di Zierock dopo l’acquisto della tenuta; parliamo di un bianco fatto con uve Sauvignon Blanc, Riesling, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Assyrtico, vitigno greco introdotto in Alto Adige proprio dal professore tedesco, più altre uve varie.

Il vino viene poi invecchiato due anni in cigaryllos, botti da 150 litri, misura che Zierock riteneva ideale per questo vino.

Inoltre Rainer per lo stesso vino realizzava numerose etichette in edizione limitata. Molte di queste le potete vedere qui in basso:

Le varie etichette dei suoi vini, cambiavano ogni anno.

Ma parliamo dei vini.

Dolomytos 2007 creato da Rainer Zierock:

Il vino si presenta con un bellissimo colore giallo ambrato intenso e brillantissimo. Al naso rivela straordinaria freschezza che si esprime in sentori di frutta candita, fiori appassiti e note di noce moscata fino ad arrivare allo zenzero. Un vino non per tutti, in cui le erbe aromatiche regalano una grande spinta aromatica, che a distanza di anni sta dando il meglio di sé. Al sorso è avvolgente, rotondo ed allo stesso tempo energico, tanto da pensarlo come un vino da meditazione in grado di stupire in grandi abbinamenti, al fine di creare nuove sensazioni gustative.

Abbinamento con Risotto mantecato con la cipolla bionda, spuma al Graukäse (formaggio tipico della Valle Aurina) e erba cipollina.

Dolomytos 2014 creato da Norbert Marginter:

Colore giallo dorato intenso e vivace. Al naso emergono la ginestra appassita e frutta di pesca, mela cotogna, lieve sensazione speziata di pepe bianco. Al sorso teso, con la stoffa per invecchiare ed avvicinare il suo antenato creato dal genio di Rainer Zierock.

Abbinamento con Risotto alle mele, speck del contadino e polvere di cardamomo.

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Sommelier originario della Val Gardena nel cuore delle Dolomiti, gli studi sono stati illuminanti: è da questi che nasce il suo amore per il mondo del vino. Il suo trampolino di lancio è stato il ristorante tristellato St. Hubertus - Rosalpina a San Cassiano in Alta Badia, dove ha ricoperto il ruolo di Capo Sommelier e durante il lavoro consegue il diploma WSET (Wine and Spirits Education Trust) nel 2019. La sua voglia di mettersi in gioco lo ha spinto a partecipare anche ad alcune competizioni, classificandosi 1° al Trofeo del Soave 2019; 1° al Master Chianti Classico 2020 premio comunicazione; 1° al Master dell’Albana 2020; 1° italiano a vincere il Master del Pinot Nero nel 2021 e arrivando tre volte in finale ai Campionati Italiani Sommelier 2018, 2019 e 2021. Oggi, è relatore presso l’Associazione Italiana Sommelier e docente all’Istituto alberghiero di Merano, partecipa alla stesura della Guida Vitae - I migliori vini d’Italia, brand ambassador per il marchio Cedea luxurywater della Val di Fassa. Svolge attualmente il ruolo di Wine & Beverage Consultant per molte realtà italiane attraverso: costruzione/assistenza delle carte da vino, formazione del personale ristorativo, recensione vini, guida di masterclass per cantine e consorzi di tutela.

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