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Alto Adige: 5 vini bianchi e una Schiava per comprendere l’annata 2020

L’Alto Adige è pieno di posti dall’incredibile fascino, dove la natura scolpisce le ripide pareti e le dipinge con valli di color verde ammaliante ed in alcuni casi, si scorge una venatura celeste, data dal fiume o da un lago.

Il territorio vinicolo dell’Alto Adige forma una specie di Y sulla mappa geografica ed è fatto di vere proprie unicità.

Un’espansione in altezza  piuttosto che in larghezza per  vigneti che fanno dell’altitudine il loro punto di forza, grazie ad un’escursione termica eccezionale che garantisce la freschezza e i profumi che solo un terroir così speciale può permettersi di creare.

Un territorio, quello dell’alto Adige, così variegato per terreni e microclimi che i diversi vitigni altoatesini esprimono caratteristiche diverse  se situati a pochi chilometri di distanza tra loro.

Così grazie al Consorzio Vini Alto Adige,  abbiamo avuto la possibilità di provare alcune espressioni vinicole dell’annata in corso la 2020 del territorio, di alcune tra le cantine più rappresentative.

Iniziamo con il riportare le parole di Eduard Bernhart, direttore del Consorzio, per avere un idea su come sia stata l’annata in Alto Adige:

Trattasi di un’annata impegnativa che ha richiesto ai viticoltori molto lavoro e dedizione nei vigneti, ma che si è poi rivelata buona sia per i vini bianchi che rossi, con il Pinot Nero e il Lagrein che hanno raggiunto risultati eccellenti e una Schiava che è risultata meno corposa delle annate precedenti.

Ma parliamo dei vini che abbiamo avuto la possibilità di assaggiare durante la video degustazione guidata da  Eros Teboni con la partecipazione dell’enologo della Cantina di Bolzano Stephan Filippi:

Pinot Bianco Mediaevum 2020 Gumphof

A Sud della Valle Isarco su morene calcaree e porfido quarzifero, nasce un vino che affina sulle fecce fini per 6 mesi in serbatoi di acciaio.

Si presenta con note di albicocca, pera e mela a cui si accompagnano profumi di fiori bianchi. Sapido, minerale, elegante, chiude con un lungo finale su note di pesca bianca.

Pinot Grigio Vigna Castel Ringberg 2020 – Elena Walch

Una vigna posta a 350 metri s.l.m. su un terreno dove troviamo il pietrisco del fiume Adige e residui di pietra calcarea, e un vino che fermenta per il 15% in barrique di rovere francese mentre la restante parte fa acciaio per poi essere assemblato in primavera.

Ci mostra la sua piacevolezza non appena avviciniamo il bicchiere al naso. Note di pera e frutta secca ci introducono ad un sorso sapido e fresco allo stesso tempo, per poi chiudere con bellissime note di mela renetta ed erbe officinali.

Kerner 2020 – Cantina Valle Isarco

Le vigne che si trovano a circa 850 metri s.l.m. di media su di un terreno alluvionale pietroso contenente diorite e quarzite, danno vita ad un vino che fa esclusivamente acciaio senza fermentazione malolattica.

Il meno blasonato dei Kerner della Cantina Valle Isarco, con l’annata 2020 non sfigura con i suoi fratelli maggiori. Erbe officinali, con la menta in evidenza, aprono le danze per poi lasciare spazio a note di mela e pera. Elegante, fresco sapido, di grande piacevolezza nel sorso, chiude con ricordi di mandorla e frutta secca.

Sauvignon Winki 2020 – Cantina Terlan

Vinificato in purezza dal 1956 su terreni posti da 280 a 580 metri di altitudine, una fermentazione in fusti di acciaio ( 80%) sui lieviti per 7-8 mesi e il restante 20% in botti grandi.

Le note vegetali sono predominanti nel bicchiere (ortica in evidenza) per poi lasciar spazio a profumi di frutta esotica (melone). Ricchezza accompagnata a sapidità e freschezza  per un sorso che termina in un finale con note di melone. Non brilla per finezza.

Gewurztraminer Kleinstein 2020 – Cantina Bolzano   

Le vigne ubicate su ripidi pendii porfirici danno vita ad un vino che sosta esclusivamente in acciaio.

Forse la bottiglia che ci è arrivata non era in perfette condizioni, preferiamo quindi sospendere il giudizio.

St. Magdalener Classico 2020 – Ansitz Waldgries   (92% Schiava – 8% Lagrein)

Da terreni ad appena 250 metri s.l.m. su terreni sabbiosi e ghiaiosi di natura porfirica, nasce un vino che sosta in acciaio e grandi botti di legno, con la particolarità che il 20% fermenta con i propri raspi.

Note floreali si accompagnano a frutti rossi , elegante, succoso, speziato, di grande bevibilità, con un tannino vellutato che si accompagna ad una freschezza intrigante.

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