Rimani in contatto con noi
[the_ad id="81458"]

I Cru d'Italia

Altemasi Week da CrudoRe’ a Napoli: bollicine di montagna in una cena verticale con il meglio del pescato locale

Si scrive Altemasi, si legge Cavit la Cooperativa Vitivinicola trentina capace di evolversi e trasformare l’idea stessa dei vini proposti, qualche decennio or sono, in tante piccole nicchie in grado di valorizzare territorio e varietà di provenienza.

La creazione di un vero e proprio stile e di uno standard medio di qualità sempre più elevata nella cooperazione è un pregio di questi luoghi al confine con le alpi e di pochi altri distretti italiani. Dal 1950, anno di fondazione di Cavit, gli ettari vitati sono attualmente 6500 per oltre 5300 soci, che significa una media di poco superiore a un ettaro per singolo conferitore. Nel 1993 arriva l’idea vincente di puntare sulla spumantistica grazie ai promettenti risultati dei primi Trentodoc, sulla scia di quanto avevano compiuto sin lì altre storiche aziende.

Nasce quindi Altemasi e, negli anni successivi, arriverà l’acquisizione della prestigiosa Kessler Sekt e di Cesarini Sforza. Lo sforzo comunicativo per narrare il lungo percorso di crescita ha portato il marchio oltre i confini regionali, in un viaggio ipotetico nelle grandi città italiane con l’ideazione del format Altemasi Week. Dal 12 al 18 ottobre anche Napoli è stata toccata dalle bollicine di montagna in una serie di incontri tra enoteche e ristoranti di riferimento nell’enogastronomia partenopea.

CrudoRe’, a pochi passi dal lungomare di Chiaia, è stato il luogo deputato alla presentazione per la stampa di 4 prodotti abbinati ai piatti eleganti della brigata di cucina di Gianni Lotti, patron del ristorante che da quasi un ventennio rappresenta un punto fermo per la qualità del pescato e per la formidabile cantina vini sotterranea. Si parte dall’aperitivo di benvenuto e Altemasi Trentodoc Brut Millesimato 2022, il blanc de blancs della casa da Chardonnay in purezza.  Grande equilibrio e ottimo rapporto con il prezzo finale a scaffale compreso tra i 16 e i 18 euro.

Dai 450 fino a 650 metri di altitudine, dalle atmosfere mediterranee del Lago di Garda al clima alpino delle Dolomiti, 5 macro-aree viticole, diversi microclimi e oltre 170 tipologie di suoli su 5 conformazioni geologiche riescono a creare le condizioni ideali per la coltivazione di una vasta gamma di vitigni, conferendo a ogni grappolo carattere, complessità e ricchezza espressiva. Il 95% del mosto viene fermentato in acciaio cui segue una sosta per 30 mesi a contatto sui lieviti in bottiglia. Note di zagara e pesca succosa unite a sensazioni iodate sul finire del sorso garantiscono un abbinamento duttile alle pietanze a base di pesce, salumi e carni bianche.

Il Trentodoc pas dosé 2020 risulta perfetto e mai invadente con la variazione di tartare e sashimi composta da tartare di salmone Coda Nera delle isole Fær Øer, sashimi di tonno rosso Balfegò, tagliata di ombrina locale e sashimi di dentice. Con il primo piatto, i bigoli all’astice e tartufo nero, è stato servito invece il sorpredente Trentodoc Rosé senza annata di riferimento, concepito commercialmente 18 anni fa e ora giunto ai massimi livelli di piacevolezza.

La base di partenza è pari al 60% di Pinot Nero proveniente da vecchi impianti, lavorato con diversi stili (direttamente in pressa o con lieve macerazione sulle bucce) e dal 40% di Chardonnay per 24 mesi totali sur lie. Vengono utilizzati anche vini di riserva per completare il quadro organolettico. Piccoli frutti di bosco ed erbe mediterranee su finale quasi salmastro accarezzano il palato in una lunga persistenza.

Finale con il pescato del giorno alla mugnaia con verdure al vapore unito al Trentodoc Riserva Graal 2018 prodotto sin dal 1982, pluripremiato dalle guide di settore come Gambero Rosso. Blend per il 70% di Chardonnay e 30% di Pinot Nero dalla zona collinare della Ponca nei pressi di Lavis, che prende maggior ore di luce completando appieno la maturazione delle uve.

Circa 60 mesi sui lieviti e altri 6 in bottiglia dopo la sboccatura. Nuance tipiche da spezie bianche e frutta essiccata o disidratata con un lieve tocco tropicale in chiusura. A tavola ci si ritrova sempre uniti nel segno della buona cucina… e delle bollicine di montagna.

avatar
Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia

NELLA CLASSIFICA DEI 10 CAFFÈ PIU’ COSTOSI AL MONDO 4 DERIVANO DALLA MASTICAZIONE DEGLI ANIMALI

News

La classifica dei migliori 10 Panettoni d’Italia del 2019 secondo Vinodabere

News

La Classifica dei migliori Cannonau della Piccola Guida della Sardegna di Vinodabere – Seconda Edizione (assaggi effettuati nel 2019)

News

La classifica dei migliori 20 Panettoni d’Italia del 2021 secondo Vinodabere

News

Connect
Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia