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VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO: LA DEGUSTAZIONE ON LINE DEI VINI DELLA FATTORIA DELLA TALOSA

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di poter partecipare ad un evento online organizzato da AB Comunicazione, per presentare le nuove annate di Fattoria della Talosa.
L’azienda è comparsa già nelle nostre cronache di Vinodabere, ricevendo un riconoscimento tra gli assaggi più interessanti per il Filai Lunghi 2015 e Alboreto 2016 entrambi ricadenti nella DOCG Vino Nobile di Montepulciano, durante l’Anteprima 2019, ultima edizione sinora in presenza.


La Fattoria è della Famiglia Jacorossi dal lontano 1972, quando Angelo acquisì un impianto storico già esistente. Le prime etichette vennero imbottigliate dal 1979 e negli anni successivi gli investimenti aumentarono, sempre nell’ottica di modernizzare la produzione, conservando la bellezza di alcune tradizioni antichissime.
Le vigne vennero completamente rinnovate nella prima decade del nuovo millennio e nel 2014 Edoardo Mottini Jacorossi divenne ufficialmente la terza generazione ad occuparsi dell’azienda, da qualche tempo aperta anche al pubblico.
Dalle vasche di vetroresina si passò ai classici contenitori in acciaio per la fermentazione e, grazie all’impegno del direttore generale Michele Merola, si optò per una sorta di precisa zonazione, con l’individuazione di 13 parcelle diverse per esposizione e morfologia del terreno.

Anche la filosofia dell’utilizzo dei legni, essenziale per i tannini del Prugnolo Gentile, venne modificata, con affinamenti più brevi in legni di varie dimensioni e passaggi.
La bellezza (e la forza) dell’areale di Montepulciano è proprio questa: una grande variabilità, l’impegno di produttori e Consorzio a tutelarne marchio ed identità, che sta generando consensi nella critica e nei gusti dei consumatori.
Le morbide colline tipiche della Toscana cambiano da poggio a poggio tra sabbie ricche di scheletro, tufo ed argille compatte ideali per quel giusto mix di complessità gusto-olfattiva dei migliori vini.
Fattoria della Talosa è anche tutela della memoria storica, con il recupero, giusto 11 anni fa e dopo anni di ristrutturazione, della Cantina Storica del 1500 (probabilmente di origine etrusca attorno al quinto secolo A.C.), iniziando così una nuova fase di attenzione verso l’accoglienza e l’enoturismo.

I lavori di ammodernamento si svolsero seguendo rigidi protocolli, nel rispetto del valore artistico e culturale della grotta, coinvolgendo anche le grandi botti in cui matura il Vino Nobile di Montepulciano: 7 nuove botti da 50 ettolitri e 10 botti da 10 ettolitri a sostituire quelle più datate, già utilizzate da decenni.


Abbiamo infine degustato i CRU Alboreto 2017, Filai Lunghi 2016 e la strepitosa Riserva 2015, ciascuna con le proprie peculiarità espressive.


Alboreto 2017 – Vino Nobile di Montepulciano: la zona dei vigneti è sabbiosa, il colore del vino si fa intenso e scuro e a primo naso si chiude a riccio, richiedendo qualche minuto per aprirsi. Poi cambia, diventa un’altro, dalla prugna matura tipica dell’annata torrida si rivedono le freschezze di arancia sanguinella, seppur in scorza. Se la si vuol vedere da un certo lato, con la sua speziatura intensa è anche quello che ricalca una concezione in vecchio stile del Vino Nobile. Vino di pancia, non filtrato, assolutamente godibile, un’occasione non sprecata di trarre il massimo da una annata per nulla semplice. I top player si vedono proprio nelle situazioni meno facili.


Filai Lunghi 2016 – Vino Nobile di Montepulciano: l’unico che utilizza legni nuovi per il riposo. Rese per ettaro bassissime, intorno ai 20 quintali per meno di 8000 bottiglie prodotte. Proprio per la 2016 più fresca, l’assaggio è ancora non perfettamente equilibrato; d’obbligo aspettare ancora per capirne potenzialità e futuro. Di certo è che emerge una forte linea verde, diretta verso sensazioni di macchia (timo, rosmarino), qualche petalo di violetta macerata e frutta gelatinosa di amarena. Inoltre fino al 2015 si utilizzava un saldo di Merlot ad arrotondarne il gusto, non presente invece in questo campione.


Riserva 2015 – Vino Nobile di Montepulciano: dalle zone argillose, il più in forma ed elegante dei tre. Fresco, di ottima beva in equilibrio tra rosso e nero come sul tavolo della roulette. L’impasto duro e povero del suolo fa spuntare una traccia di sempiterno balsamico eucalipto, di cui il Sangiovese talvolta si fregia assieme al sentore di ciliegia ed al gusto agrumato, tutte cose qui presenti e nitide. Chiosa su sensazioni saline e iodate molto persistenti. Bello fin da subito e in prospettiva.

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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