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Vapolicella -Tedeschi presenta il nuovo Maternigo Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2016

Il ruolo dei vini della Valpolicella è mutato nel corso degli anni ed ancora oggi assistiamo ad un cambiamento continuo di rotta e di indirizzo. Il mercato internazionale ha influito pesantemente sulla strada intrapresa dalla denominazione, richiedendo per un lungo periodo vini più concentrati e più morbidi (in particolare Nord Europa e Stati Uniti). Negli ultimi anni assistiamo invece ad una maggior ricerca di freschezza e sapidità, un percorso al contrario dunque, che riavvicina soprattutto L’Amarone a quello che era il modello tradizionale. La famiglia Tedeschi invece ha sempre cercato di produrre vini molto fedeli alla storia della denominazione e con forte aderenza territoriale. Ne è un esempio il nuovo Maternigo Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2016, presentato recentemente a Roma, che coniuga perfettamente potenza ed eleganza, intensità e persistenza, sapidità, freschezza e presenta un fantastico finale su ricordi di spezie, iodio e frutti rossi.

Il nome Maternigo significa “terra della madre”: un tempo, infatti, nella proprietà sorgeva una struttura di accoglienza per le ragazze partorienti. In etichetta si è deciso quindi di rendere omaggio a questo territorio ricco di storia, rappresentando simbolicamente le quattro strade che portavano all’antica tenuta, così densa di significato. L’intera area della Tenuta copre circa 33 ettari nei comuni di Tregnago e Mezzane di Sotto. È una zona di alta collina con altezze che variano dai 290 ai 480 metri s.l.m., caratterizzata da terreni calcarei marnosi grigi e rosei e da marne bianche e rosa del Cretacico. L’Amarone Maternigo nasce dal vigneto Barila, situato a 310 metri d’altezza con esposizione sud est.

“L’attento e meticoloso lavoro aziendale deve andare a risaltare le caratteristiche del vigneto”, dichiara soddisfatto Riccardo Tedeschi. “Ed è così che abbiamo operato e operiamo da sempre: questo nuovo traguardo è quindi la somma del lavoro, della ricerca e della passione di tutti noi, un simbolo di continuità familiare. Abbiamo portato avanti, insieme ad Antonietta e Sabrina, il sogno e lo stile di nostro padre con la creazione di un vino distintivo: l’Amarone Maternigo dove il marchio Tedeschi è riconoscibile e inconfondibile, un prodotto capace di sorprendere per la sua unicità e di migliorare con il tempo”.

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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