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Valoritalia: al via “DIONISO”, nuovo sistema per la certificazione e la tracciabilità dei vini D.O.

 

Il 26 Giugno 2018 si è tenuto presso l’hotel Regina Baglioni di Roma, l’incontro con la stampa della società ValorItalia, ente leader in Italia della certificazione in campo enologico.

L’evento, introdotto dal presidente Francesco Liantonio, è stata l’occasione per raccontare lo stato dell’arte dell’innovazione tecnologica, utilizzata nel compito di tracciare i vini prodotti nelle D.O., asseverate tramite tale ente.

da sx Farncesco Liantonio e Giuseppe Liberatore

A seguire vi è stato l’intervento di Riccardo Ricci Curbastro, Consigliere di Valoritalia nonchè Presidente di FederDoc che di Valoritalia è socio di riferimento, il quale ha sottolineato l’importanza di creare e salvaguardare la tradizione della produzione enologica italiana, come asset del sistema paese, con un occhio sempre più indirizzato alla sostenibilità di tale coltura nel territorio in cui trova ospitalità.

 

 

E’ stata la volta del Direttore generale Giuseppe Liberatore, che ha illustrato come la società, giunta oramai al suo decimo anno di vita, si avvalga della collaborazione di 200 dipendenti e di oltre 1100 collaboratori esterni, tutti impegnati nel controllare la filiera della produzione enologica dalla vite fino allo scaffale.
Questo ad oggi avviene per i vini appartenenti alle D.O. aderenti, che rappresentano circa il 47% della produzione enologica italiana, e più in particolare: 228 DOC, 179 DOCG e 49 IGT.
Snocciolando altri interessanti numeri utili a descrivere ulteriormente il fenomeno, si arriva fino al “censimento” di ca. 1,5 mld di bottiglie l’anno, procedendo operativamente alla distribuzione di ca. 950 mln. di contrassegni di Stato (meglio conosciute come fascette), riferibili ad un totale di circa 5000 etichette di vini.

Partendo da uno scenario come questo, che implica aver a che fare con un elevato numero di oggetti ad alta cardinalità, è stato necessario organizzare un sistema informatico, in grado di poter sostenere i workflow con cui vengono date le certificazioni, vengono gestite le ispezioni (circa 13.000 all’anno) e verificate le conformità dei vini, relativamente ai disciplinari dettati dai consorzi, sia a livello chimico che organolettico.

Questa enorme mole dei dati, ha sollecitato Valoritalia a sviluppare un sistema informatico (Dioniso) dedicato alla “navigazione” di tali dati accumulati nelle attività operative, cercando di mettere a disposizione del consumatore, per esempio funzioni quali la rintracciabilità della singola bottiglia di vino (vedi qui Link), e dando l’accesso profilato ai vari enti che hanno a che fare a vario titolo con tale mole di dati, quali i Consorzi stessi, gli enti predisposti all’antifrode (ICQRF), etc. Il sistema è anche predisposto per interfacciarsi al registro SIAN, mentre una delle sfide che si sono posti è la “smaterializzazione” delle fascette, ovvero rendere il processo della loro distribuzione in formato elettronico e non più tramite invii cartacei.

Per la costruzione di tale sistema è stato necessario creare un progetto affidato a due partner tecnologici quali CISCO e Hitachi.
Nei suoi interventi, CISCO ha enfatizzato il lungo “cammino” intrapreso per affrontare al meglio la problematica informatica, affrontata con l’approccio cosiddetto “one of a kind”, ovvero partendo da un foglio di carta bianco, non essendoci a livello worldwide, alcun riferimento sfruttabile, su cui impostare una tale fattispecie.

Il responsabile di Hitachi, ha invece sottolineato le sfide di gestire i dati, non solo come esercizio di collezionamento, utile al processo operativo, ma layer da cui trarre informazioni utili da fornire come “servizio”, con i dovuti livelli di privacy e security necessari.

Lo schema di certificazione nato ed impostato per i vini, in realtà è stato esportato ad altre tipologie di certificazioni presenti nel panorama gastronomico quale quelle riferibili ai prodotti IGP e DOP, o quelle riferibili alla determinazione della denominazione “Biologico”.

I lavori si sono chiusi con una prova sul campo, con cui è stata identificata sulla opportuna pagina web, l’origine di una delle bottiglie presa a caso tra quelle presenti in sala.

Personalmente ho sollecitato il presidente Liantonio a valorizzare tale asset informativo, consentendone un più ampio utilizzo rispetto all’attuale, ad una platea interessata, come quella che dei winelover, che affolla oramai Internet assetata di conoscenza.

esempio report basato su sistema Dioniso

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Approccia il mondo del vino seguendo corsi di avvicinamento nel 2003. Già da quegli anni partecipa a manifestazioni enologiche come visitatore assiduo. Inizia poi a collaborare nei panel di assaggio della guida "vini buoni d'Italia" per varie regioni, per poi passare per un paio di anni in Slowine per la regione Sardegna. Nel biennio 2016/2017 entra nell'organizzazione e nel panel di assaggio dei "I vini dell'Espresso". In questi anni ha partecipato alle più importanti anteprime di vini per la stampa. Negli ultimi anni partecipa come giurato in vari concorsi quali Grenache du Monde, Radici del Sud, Lucio Mastroberardino. Dal 2018 partecipa al progetto di alcune testate giornalistiche. Oltre che cultore del mondo del vino lo è anche del mondo dei whisky

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