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antonelli degustazione 2019

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Umbria – Antonelli San Marco: sperimentazione al servizio di eleganza e aderenza territoriale

Filippo Antonelli non ha bisogno di troppe presentazioni. Da più di trent’anni ormai gestisce una delle aziende simbolo del territorio di Montefalco, in Umbria, avendo guadagnato nel tempo una stima trasversale, che va oltre mode e tendenze.

La tenuta di Montefalco è della famiglia Antonelli da cinque generazioni: era infatti il 1881 l’anno in cui gli Antonelli, originari di Spoleto, acquistarono l’azienda, trasformandola in impresa vitivinicola.

Negli ultimi decenni, proprio sotto la guida illuminata di Filippo, il salto di qualità che, dopo un lungo e serio lavoro di ricerca e sperimentazione continua, ha condotto ad uno stile di vini inconfondibile, che fa dell’eleganza e dell’aderenza territoriale il suo tratto distintivo. Col risultato di portare nel bicchiere prodotti che giocano più sull’equilibrio e sulla bevibilità, piuttosto che sulla potenza.

antonelli cantina

Un corpus unico di 170 ettari di cui 50 vitati (in biologico), nel cuore del territorio della DOCG del  Montefalco Sagrantino, con al centro l’antica casa padronale, oggi adibita a splendida cantina.

Le varietà sono quelle classiche della zona, dal Sangiovese al Trebbiano Spoletino, passando ovviamente per sua maestà il Sagrantino.

La cosa che sorprende, visitando la cantina, è vedere in maniera tangibile come la voglia di sperimentare ed esplorare nuove strade sia più viva che mai: vinificatori di ogni forma, materiale e dimensione, dalla ceramica all’anfora, dall’acciaio al cemento, passando per vari tipi e forme di legno.

Un processo inarrestabile, come Filippo per l’appunto.

Qui il risultato dei nostri ultimi assaggi.

grechetto antonelli

Grechetto 2018

Grechetto 2018
Il Grechetto è la principale varietà bianca autoctona dell’Umbria. Se ne ottengono vini spesso sottovalutati, e questo è uno di quei casi. Un bellissimo esempio di come dovrebbe essere fatto un vino quotidiano. Fresco, sapido, dritto, senza fronzoli, sapido e divertente.

Trebbiano Spoletino Trebium 2008
Seconda annata di produzione. Era ancora in via sperimentale. Assaggio in cui il legno, ai tempi nuovo, ha lasciato il suo marchio, anche se oggi, a distanza di una decina d’anni, appare ben integrato. Al naso cera e camomilla, frutta stramatura, bocca grassa e glicerica, ricca e piacevole. Bella storia.

Montefalco Rosso 2001
Esempio di come il “fratellino” minore dei rossi montefalchesi, il Rosso, possa evolvere nel tempo. Vino pazzesco! Naso con sottobosco, humus e foglie secche. Poi confettura di ciliegia e pepe nero. Bocca minerale, quasi salata. Una parte vegetale gli dà ancora freschezza, poi un tannino maturo, finissimo, che ne sorregge una beva ora davvero appagante.

antonelli montefalco rosso

Montefalco Rosso Riserva 2015

 

Montefalco Rosso Riserva 2015
Vino di grande impatto. 70% Sangiovese, poi saldo di Sagrantino, Montepulciano e altre uve rosse. Frutta scura, marmellata di amarena, spezie. Denso, materico, ma molto fresco e succoso, con finale lungo di liquirizia. Un rosso moderno fatto molto bene.

Montefalco Sagrantino 2015
Vino di grande spessore e potenza, ancora in divenire e in questa fase complicato da valutare. C’è la ciliegia matura, la liquirizia, un leggero tocco speziato…poi poco altro, sta ancora un po’ sulle sue. Si percepisce però la gran finezza di un tannino potente ed integrato, perfettamente maturo, senza il minimo accenno di toni verdi…e questo è buon auspicio per una grande evoluzione.

Montefalco Sagrantino Chiusa di Pannone 2005
Austero. Naso di china e liquirizia, con note terziarie di goudron e tabacco, vino che ha virato quindi su toni scuri ed evoluti. Il sorso è lungo e sapido, i tannini ancora di grande impatto, come la tipologia impone, ma integratissimi, con un finale dove l’acidità dona ancora freschezza e la liquirizia chiude il cerchio.

chiusa di pannone sagrantino antonelli

Montefalco Sagrantino Chiusa di Pannone 2005

Montefalco Sagrantino 1999
Odora di camino acceso, poi le classiche note scure, terziarie. Succo e beva di grande fascino, sapidità, freschezza incredibile, con finale lungo, elegante e pulito. Vino di una vitalità ancora pazzesca, che soprattutto regala una beva in questa fase davvero completa e appagante. Grandissimo vino…monumentale!

Montefalco Sagrantino 1996
Naso molto simile al precedente, con le note terziarie che hanno ormai preso il sopravvento. Anche qui la cosa che sorprende è la freschezza e la sapidità al palato. Vino godibilissimo e ancora perfettamente integro, anche se a mio avviso non ha la complessità e la lunghezza del 1999.

Per chiudere una chicca per appassionati: Antica Torino. Un imperdibile Vermouth, che coniuga uno stile tradizionale ad una beva più contemporanea e moderna. Ottenuto da una lunga macerazione in alcol di circa un mese di ben tredici botaniche (a memoria ricordo, ben avvertibili al naso e al palato, genziana, aloe, rosmarino, vaniglia, rabarbaro, timo, assenzio…), a cui si aggiunge zucchero di canna, mosto di moscato e vino Trebbiano, è un prodotto che va assolutamente bevuto così com’è, senza aggiunte o miscelazioni di alcun genere…unica avvertenza: crea dipendenza!

vermut antonelli

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Scritto da

Abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, con cui ancora collabora. Vino, distillati e turismo enogastronomico sono la sua specializzazione. Nel tempo libero (poco) prova a fare il piccolo editore, gestendo una società di portali di news e comunicazione con un bel seguito in Abruzzo e a Roma. Da una decina d'anni collabora con la guida Vinibuoni d'Italia del Touring Club, seguendo soprattutto la regione Abruzzo (ma va?). Da una quindicina scrive su Acquabuona, la più longeva testata web di enogastronomia in Italia. Organizza eventi e corsi sul vino, spesso in Abruzzo (si vabbè...lo abbiamo capito!).

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