Per presentare l’ultimo nato della Tenuta Rottensteiner, era necessaria una serata dedicata al Lagrein, il vitigno che ne è unico protagonista, così il Trigon Lagrein Gries Riserva 2022 diventa l’ospite principale di una verticale del Lagrein Select, con annate pari che passano dalla 2022 alla 2014.
Questo accade a Roma in una sera di gennaio presso il ristorante giapponese Taki dove ci si accinge a verificare se i cibi, di stampo orientale, sanno accogliere con sapienza i vini altoatesini.
La cantina altoatesina Tenuta Rottensteiner racconta una lunga storia di tradizione vitivinicola, iniziata con Hans Rottensteiner, passata poi a suo figlio Toni e infine Hannes che oggi insieme alla moglie Judith è a capo dell’azienda. Vini verticali che nascono su suoli sabbiosi, argillosi e ricchi di porfido, la tipica roccia rossa che dà il nome alla famiglia. E pendenze che sfidano il tempo e il clima, caldo infernale d’estate e freddo d’inverno. Il legame col territorio è fortissimo ed è raccontato dai masi che sono intorno alla cantina e ne costituiscono la trama principale, dove nascono due vini in particolare protetti dalla denominazione Vigna (cru) che si trova in etichetta.
Gries, piccolo borgo abbracciato dalla città di Bolzano, segna il tracciato di questa produzione che sfida i confini cittadini segnando un vero spartiacque tra quello che è il centro abitato e i vigneti. Una combinazione che ha sempre connotato questo territorio, in un contesto di grande unione tra cantina e conferitori. Perché fin dalle origini Tenuta Rottensteiner, che conta una dozzina di ettari, ha voluto essere punto di conferimento delle uve dei piccoli produttori vicini, andando a completare un mosaico di ben 60 ettari.
Tenuta Rottensteiner è pioniera nella coltivazione del Lagrein, e apripista insieme a pochi altri produttori. Un vino che si identifica con grande struttura e un tannino che lavorato bene alla fine si addomestica.
Il Trigon è il risultato di una lunga ricerca iniziata ancor prima di Hannes, grazie a suo papà Toni che ha sempre creduto nel potenziale di questa varietà, prima identificata con il kretzer, il Lagrein rosato e Gries, dove si trovano i vigneti, è la sua zona di elezione. Si tratta di un autoctono vigoroso, che ha bisogno di terreni profondi e ricchi di acqua. La combinazione tra porfido e granito in questo senso è perfetta. Infine, il Lagrein ha un tannino difficile. Per questo le uve che vengono oggi utilizzate per il Trigon, da un appezzamento su terreni alluvionali e diradato a 60 quintali ettaro, prima erano usate per il taglio. Il Trigon, pertanto, è frutto della scelta tra venticinque campioni di barrique selezionate. Viene vinificato in cemento, segue un anno di barrique e infine va subito in bottiglia, dove trascorre altri 18 mesi.
Trigon, Lagrein Gries Riserva 2022. Si apre su uno scenario di frutti di bosco, fiori scuri, note tostate. Il gusto è complesso, i tannini sono presenti con eleganza e il finale è ricco di note speziate. Vino di grande personalità e di struttura vigorosa che accompagnata all’acidità regala al vino un’ottima persistenza.
Come premessa della degustazione del Trigon, Hannes ha proposto un’interessante verticale di Lagrein Select, la linea principale di questa varietà in Tenuta Rottensteiner.
Il Select è il Lagrein storico, il papà di Hannes è stato il primo a metterlo in barrique. Come varietà è antica ma solo dagli anni Ottanta è stata recuperata e studiata per produrne una versione di eccellenza. Non avendo campioni affidabili nel passato, il suo potenziale di invecchiamento può essere seguito solo attraverso le ultime annate e rimane quindi una sfida per il futuro.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2022 – annata molto calda e secca. Olfatto e gusto sono coerenti, frutto dominante, tannino vellutato, una freschezza appagante che rende il sorso piacevole. Un vino da bere subito.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2020 – annata stentata, partita bene ma finita con piogge eccessive. Il tannino risulta meno vellutato, le sensazioni sono molto minerali, ferrose, le note rimandano a sottobosco e humus, al naso elegante, un equilibrio che si trova nel corpo del vino. Intrigante e con ottime prospettive.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2018 – annata molto difficile da gestire ma ha comunque dato risultati coerenti. Qui il frutto è molto maturo, il tannino non del tutto in linea con l’evoluzione, un sorso leggermente chiuso, timido, sentori erbacei si fanno spazio sul finale insieme a note mentolate.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2016 – annata difficile ma tra le migliori, complice un autunno ideale. Il vino è piacevole, elegante, equilibratissimo, sorso fine, naso raffinato, la parte fruttata è accompagnata da note di fiori scuri, cenni vegetali. Col tempo si susseguono sentori di cuoio, boiserie, spezie. Un vino che esalta appieno il vitigno che ne dà la vita.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2014 – un’annata senza sole. Lo stile sempre teso, sorso verticale, con acidità ancora in forma. Un vino che affronta il tempo senza paura.
Classe 1976, mi laureo in filologia classica alla Sapienza di Roma. Da sempre appassionata alla storia antica e alle lingue classiche, inizio a scrivere per giornali e testate online fin da molto giovane, occupandomi di costume e spettacoli. Divento prima pubblicista e poi professionista nel 2024, occupandomi di vino dal 2019, quando inizio a curare la rubrica Sulla Strada del Vino insieme al mio collaboratore Massimo Casali. Non ho ancora un blog e scrivo per chi ha voglia di approfondire e capire il vino non solo come consumatore, convinta che questo settore possa aprire scenari e mondi magnifici e inaspettati.
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