Rimani in contatto con noi
[the_ad id="81458"]

News

SURPRISING CALABRIA: anno zero – Viaggio nel territorio di Enotria – parte seconda: dalle olimpiadi alla terra del Cirò

A pochi chilometri da Cirò Marina, in un antico villaggio completamente ristrutturato e ora sede di meeting e banchetti di matrimonio con mille metri quadrati a disposizione, circondati da venti ettari di uliveti e vigneti e denominato Borgo Saverona, si è svolto il banco d’assaggio d’alcune aziende produttrici di vino di zona. L’evento è stato la seconda tappa di Surprising Calabria (della prima abbiamo scritto qui: link), viaggio nei luoghi del vino calabrese organizzato da Cronache di Gusto. La qualità elevata e la sensazione d’una volontà interpretativa del territorio pur nelle varie difformità produttive, è stata la cardinale impressione sui vini di Cirò, doc dal 1969 e nella versione Classico l’unica docg della regione giunta solamente nel 2025.

Circa le realtà enologiche regolamentate in Calabria, ne abbiamo già ampiamente diffuso nella prima parte del resoconto su Surprising Calabria che trovate qui:

 

SURPRISING CALABRIA: anno zero – Viaggio nel territorio di Enotria – parte prima

Ci troviamo in un suolo che vanta una lunga storia enologica, due millenni e mezzo, e di cui tanti hanno già parlato associando il vino prodotto al Krimisa, quello ufficiale donato agli atleti vincitori delle antiche Olimpiadi elleniche e del quale ha goduto anche Milone, natio a Crotone, che ne vinse ben sette. Ed è anche il vino che ha permesso, poco prima della doc, non si dimenticasse della Calabria enoica: fu regalato agli atleti partecipanti alle Olimpiadi svoltesi in Messico nel 1968, che vide straordinari e memorabili risultati, come gli 8 metri e novanta centimetri raggiunti dallo statunitense Bob Beamon, a tutt’oggi la seconda misura di sempre, seconda solo e per cinque centimetri a quanto fece Mike Powell nel 1991. Tuttavia di quei giochi olimpici permettetteci di ricordare un gesto più rilevante, quello contro il razzismo, terribilmente attuale, avvenuto durante la premiazione dei 200 metri maschili di atletica leggera, con il pugno chiuso guantato di nero rivolto verso il cielo da parte degli afromericani Tommie Smith (oro con 19.83 e primo uomo a scendere sotto i venti secondi) e John Carlos (bronzo).

Oltre ai vini dell’azienda Librandi di cui si è già scritto in un articolo dedicato:

Calabria – La TENUTA ROSANETI di Librandi

abbiamo avuto conferma di molte altre aziende degne di nota presenti nel tasting, realtà interessanti che hanno reso piacevole il percorso d’assaggi. Per tale ragione siamo dispiaciuti che il tempo a disposizione non abbia consentito di provare i vini di tutti i partecipanti. Si tratta di cantine condotte dalla nuova generazione, quella della svolta e della rivoluzione del Cirò, iniziato quasi dieci anni fa.

A’ VITA

Ci attendono al banco Laura Vionino e Francesco de Franco empatici e sorridenti. L’azienda nata nel 2008 si compone di otto ettari condotti in regime biologico, dove il vino attua la fermentazione spontanea, la decantazioni naturale e un basso uso di solforosa, con l’utilizzo di uve provenienti da quattro vigne: Fego, Frassà, Muzzunetto, Sant’Anastasia. I vitigni sono quelli autoctoni della regione: Gaglioppo, Magliocco, Mantonico e Greco Bianco. La regola del quattro si completa con il numero delle etichette in attivo: un bianco, un rosato, e due rossi.

LEUKO’ 2024 Vino da tavola 11.5%

Da Greco Bianco al 70% e Gaglioppo vinificato in bianco 30%, affina per sei mesi in contenitori d’acciaio sui lieviti da uve pressate in modo leggero, senza macerazione. L’età media delle viti è di ventidue anni con produzione di circa 6.900 bottiglie.

Apporto sostanzioso delle note floreali all’olfatto che si vestono d’eleganza, aromaticità e struttura. Al palato troviamo una lieve nota pétillant, che funge d’aiuto a un sorso piacevole, scorrevole e certamente sapido.

ROSATO 2024 Calabria Igp 13.4%

Proviene da Gaglioppo in purezza che esegue la fermentazione del solo mosto fiore dopo una macerazione di dodici ore cui segue un affinamento in serbatoi d’acciaio per sette mesi. Età media delle viti ventidue anni e produzione di circa 7.500 bottiglie.

È un vino di straordinaria eleganza, fiore all’occhiello della categoria cui appartiene, tra i migliori rosati prodotti nello Stivale. È un trionfo del floreale, dove la rosa primeggia, ma non solo, poiché l’olfatto si correda di piccola bacca rossa, lampone, fragolina di bosco, ciliegia e ribes rosso, e infine di note di macchia mediterranea. Al palato si presenta gustoso e succoso con un’imponente sapidità bilanciata dall’apporto glicerico, e con un prolungato ritorno di piccoli frutti rossi e di note floreali.

ROSATO MAGNUM 2018

La versione in grande bottiglia di un’annata più retrò ha definito la longevità che ha il vino, risultando profondo, intensamente minerale, e con evidenti note di frutta secca e d’un fruttato maturo. Al palato è ancora teso, succoso, glicerico con prolungati ritorni di fiori e frutta secca.

IL ROSSO 2023 Calabria Igp 13.7%

Il vino è a base di Gaglioppo per il 92% al quale dopo trentasei ore di macerazione è aggiunto un saldo di Magliocco per il residuale 8%, procedura che serve a ravvivare il colore del vino e smorzare la forza tannica. L’affinamento avviene in contenitori d’acciaio per circa diciotto mesi. Età media delle viti è ventidue anni con la produzione di circa 6.900 bottiglie.

L’olfatto è dominato dai piccoli frutti rossi di bosco con il lampone in evidenza, e da eleganti nuance di rosa. Al palato si dimostra succoso, con note pétillant e la presenza di un tannino che col tempo tenderà a polimerizzare e donerà al vino una serbevolezza ancor maggiore di quanto già abbia.

A’Vita vini

 

Laura Vionino e Francesco de Franco di A’Vita

CERAUDO azienda agricola

Nel 1973 in contrada Dattilo, nel territorio di Strongoli Marina, Roberto Ceraudo fonda l’azienda che oggi consta di sessanta ettari così suddivisi: trentasette di uliveti, venti di vigneti, tre di agrumeti e di orto. Rilevante quindi la presenza dell’olio e.v.o., più volte premiato, proveniente da 14.000 piante coltivate a Carolea, Tonda di Strongoli e Fidusa. Anno importante è il 1991 con la certificazione biologica ICEA e quello successivo con l’inizio della produzione del vino in bottiglia. Chi si recasse in azienda, prima di varcare la soglia, è accolto da una scritta posta su una meridiana che riporta queste esatte parole: Felice è colui che fa felice gli altri. Il motto di famiglia, assolutamente condivisibile, è quello di Roberto cui oggi si affiancano i figli Giuseppe, Caterina chef una stella Michelin del ristorante Dattilo, e Susy che abbiamo conosciuto, solare e gentilissima, primogenita e pianificatrice aziendale. Nove sono le etichette prodotte (otto assaggiate) per un totale di circa 100.000 bottiglie l’anno, tutte con l’indicazione di Calabria I.g.t.

Quattro sono quelle che abbiamo apprezzato in maggior modo.

GRISARA 2024

È un vino da Pecorello in purezza fermentato naturalmente con i lieviti indigeni, macerazione sulle bucce per un giorno, e affinamento in serbatoi d’acciaio. Circa 6.500 bottiglie prodotte l’anno.

Intenso e fresco all’olfatto, con note che spaziano dal floreale al minerale, poi sensazioni gessose e iodate, e infine richiami alle erbe aromatiche. Al palato è teso e sapido, corposo e dotato di un lungo finale tracciato sugli agrumi asprigni come il pompelmo.

IMYR 2024

Da Chardonnay in purezza vinificato naturalmente con lieviti indigeni, fermenta in barrique nuove e usate ove poi matura.

È un vino di grande struttura, morbido, vanigliato, fresco con percezioni d’agrumi e floreali. Il sorso è teso, acido e citrino, ricco, che quando avrà interamente assorbito la presenza del legno diverrà maggiormente godibile e gastronomico.

GRAYASUSI 2024 etichetta nera

Un rosato da Gaglioppo vinificato naturalmente con lieviti indigeni che compie la fermentazione in barrique per quattro mesi con frequenti bâtonnage.

Vino deciso, s’impone per la struttura, ampie sono le note floreali e le minerali. Al palato è piacevolmente sapido, con ritorni di fiori secchi, ricco, con sorso teso, e dotato di un lungo e gradevole finale declinato al rasposo e al sentore delle bucce dell’uva.

DATTILO 2022.

Il vino deriva dal Gaglioppo, vinificato in purezza con lieviti indigeni, con macerazione sulle bucce per quindici giorni. Matura per due anni in botti di legno grande per poi trascorrere un successivo anno in bottiglia. Circa 10.000 bottiglie prodotte all’anno.

Il vino si prospetta ampio e ricco, provvisto d’intensa freschezza e con note di piccoli frutti a bacca rossa. Al palato è rotondo, con tannini ben svolti, di ottima persistenza durante la quale si percepiscono le note speziate.

CERAUDO vini

 

Susy Ceraudo

ENOTRIA

La cantina Enotria nasce oltre cinquant’anni fa nel 1974, grazie alla volontà di tre imprenditori, Cataldo Calabretta, Gaetano Cianciaruso e Armando Susanna, la cui famiglia di quest’ultimo è ora proprietaria del marchio. La filosofia produttiva è rimasta inalterata dalle origini: produzione di un vino accessibile, definito democratico, che appaghi le persone per semplicità, e privo di sovrastrutture. Vien da sè quindi anche dai prezzi contenuti che non guasta mai quando si è dei consumatori. In trenta ettari di suoli argillosi, spesso a medio impasto, sono coltivati i vitigni tipici del luogo, Greco Bianco, Pecorello, Magliocco, Gaglioppo, e alcuni internazionali. L’azienda è situata presso la strada statale Ionica 106, ad appena tre chilometri dal mare nella contrada di San Gennaro, e produce dieci etichette di vino per un complessivo medio di 160.000 bottiglie l’anno.

CIRÒ BIANCO 2024.

Interamente da Greco Bianco da terreni a medio impasto d’argilla e che vinifica in serbatoi d’acciaio.

Di questo vino abbiamo apprezzato la freschezza e la fragranza, le note iodate e le sapide-marine, quelle d’erbe aromatiche come la salvia, e infine le floreali. Cercavamo del frutto e lo troviamo al palato, con pera e pesca in evidenza, poi torna la sapidità nel sorso che è teso e fresco, di ottima persistenza.

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE 2023.

La composizione del vino è Gaglioppo 80% e Magliocco Dolce 20% da terreni a medio impasto d’argilla. La macerazione con cappello di bucce e rimontaggi avviene per otto giorni in serbatoi d’acciaio.

Grazie all’assenza della vinificazione in legno si esprime per la sua carica fruttata di piccoli frutti a bacca rossa, dove pensiamo di riconoscere il lampone, le ciliegie, ma non è privo di note speziate, pepe nero e liquirizia e con una apprezzabile freschezza. Al palato è elegante, si riconosce la lavorazione in sottrazione, e con la presenza di un tannino ancora ruvido ma non fastidioso.

ENOTRIA vini

 

VIGNETI VUMBACA

È un’azienda nuova che opera dal 2019 grazie a Christian Vumbaca che abbiamo incontrato e con piacere scambiato alcune parole. Dopo aver studiato e lavorato a Roma come avvocato, ha deciso che la toga non faceva per lui preferendo difendere le vigne della sua terra, acquistate dalla mamma e dallo zio nel 1984. Ora l’azienda è in conduzione biologica, ha sei ettari vitati, situati nella primigenia zona di Sant’Anastasia e nelle contrade di Fedduaro, Frandina e Piana di Franze che sono giunte in seguito, e le quattro etichette prodotte danno luogo a circa 28.000 bottiglie l’anno. I due rossi sono svolti con la fermentazione spontanea.

La materia non è nulla, quello che conta è il gesto che l’ha fatta. È una frase scritta nella brochure aziendale, adoperata con frequenza nel mondo dei vini così detti naturali, e spesso attribuita a Johann Wolfgang von Goethe, sebbene analizzando l’intera opera dello scrittore, poeta, filosofo e tant’altro germanico, non la si trova. Quando si menziona il più insigne dei tedeschi, siamo sempre molto felici e non solo perché ne abbiamo in comune la data di nascita. La citazione è messa lì a significare i principi di accettazione, rispetto e sensibilità che Christian invoca nella produzione del suo vino.

CIRÒ BIANCO 2024

Dalla Piana di Franze provengono le uve di Greco Bianco di un vigneto di ventidue anni allevato a cordone speronato. L’affinamento avviene in serbatoi d’acciaio per cinque mesi, con bâtonnage sulle fecce fini, e un mese di riposo in bottiglia.

Il vino si presenta elegante fin dall’olfatto, con sentori tenui e delicati che ci rimandano espressamente al floreale e a note minerali. In effetti al palato risulta fresco, teso, glicerico, e con finale deciso, persistente e asciutto.

CIRÒ ROSATO 2024

Il Gaglioppo del vino deriva dalla contrada di Fedduraro, da vigne allevate a cordone speronato, e vinifica dopo una macerazione di 4/5 ore in contenitori d’acciaio per cinque mesi, e in seguito uno in bottiglia.

Il bevante regala un vino con molta freschezza, sapidità marina, iodio, e toni floreali. Al palato esce il frutto, continua la nota fresca nel sorso, e si avverte una lieve nota ruvida che rimanda alla buccia dell’uva.

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE 2023

Le uve Gaglioppo di un vigneto con cinquanta anni di vita in zona Sant’Anastasia allevato ad alberello, sono l’origine del vino che fermenta spontaneamente e con macerazione per circa sei giorni. L’affinamento è in serbatoi d’acciaio per sedici mesi di media, più altri due in bottiglia.

Gli aromi sono molto intensi, profumati e persistenti. Ci conducono ai vari piccoli frutti a bacca rossa ben maturi, con sensazioni di rosa essiccata, erbe aromatiche dalla traccia balsamica come menta, timo e lavanda.  L’ottimo equilibro gustativo è dettato dal tannino presente ma levigato, e dal sorso teso che induce a un’ottima e succosa beva. Vino gradevole e gastronomico.

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA 2022

È frutto di una selezione dei migliori grappoli di Gaglioppo provenienti dalla medesima vigna del vino che precede, e si differenzia per la maggiore macerazione di tredici giorni, e l’affinamento sempre in serbatoi d’acciaio per ventinove mesi, circa un anno in più. Solo 1.000 le bottiglie prodotte nel 2022, più che la precedente aneddotica con i suoi 650 esemplari.

Ne emerge un vino ancora più strutturato e ricco, molto intenso, con tanti frutti rossi fra i quali la ciliegia molto matura, che al palato diventa masticabile, caldo e persistente, gustoso e munito di un tannino leggermente ruvido.

VIGNERI VUMBACA vini

Christian Vumbaca e Max di Vigneti Vumbaca

 

L’ARCIGLIONE – CALABRETTA CATALDO

Cataldo Calabretta rappresenta la quarta generazione di una famiglia di viticoltori. L’Arciglione, il nome dell’azienda, riproduce la ronca per la potatura, il simbolo del lavoro dell’uomo in vigna, uno strumento della tradizione maneggiato con abilità dai vecchi contadini. Ufficialmente L’Arciglione nasce nel 2012, quattro anni dopo aver ripreso le vigne del nonno omonimo, e al ritorno nella terra natia con laurea in Enologia e Viticoltura presso la facoltà di Agraria a Milano al seguito. Possiede undici ettari vitati che producono circa 40.000 bottiglie l’anno con sei etichette in commercio. Aderisce all’associazione FI.VI. dei vignaioli indipendenti e i vini non utilizzano lieviti selezionati per la fermentazione, con la riduzione al minimo dell’impiego d’anidride solforosa. Sono coltivati oltre ai consueti Greco Bianco e Gaglioppo, anche altri vitigni come la Malvasia Bianca, Ansonica e Alicante.

CIRÒ BIANCO 2024

Il vino è prodotto da un giovane vigneto allevato a spalliera situato nel comune di Melissa, da Greco Bianco 80% e Malvasia 20%. Mentre del primo vitigno si utilizza solo il mosto fiore, la Malvasia è messa a macerare per quattro giorni sulle bucce, per poi riunire a fermentazione effettuata i due vini, che seguono sei mesi sulle fecce in vasca di acciaio.

Le sensazioni di freschezza e sapidità, con evocazioni marine, note floreali e officinali di timo, fruttate di pesca bianca, sono le caratteristiche principali del vino. Al palato diventa mordido e lineare, con ritorni sapidi e con grande persistenza.

ANSONICA 2024

Le uve di Ansonica allevate a guyot da vigne trentennali nei pressi di Strongoli, subiscono una macerazione di ventiquattro ore sulle bucce con successivo affinamento in vasca di acciaio per otto mesi.

Quanta aromaticità si sprigiona nel bevante. Il profilo è ricco, con molte note floreali fra le quali certamente la camomilla, oltre a sensazioni minerali e vegetali riconducibili al cucunci, né manca del fruttato di melone e di pesca succosa. Al palato il sorso è morbido e gustoso, croccante nel frutto, con un ritorno fragrante e sapido persistente.

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE 2023

Prodotto interamente con Gaglioppo da ventennali vigneti collinari condotti ad alberello, le cui uve subiscono una macerazione sulle bucce da tre a quattro giorni, con fermentazione spontanea, e un anno e mezzo o due di affinamento in vasca di cemento, recuperata da Cataldo che considera il vaso, il migliore possibile nella produzione di Cirò.

Un olfatto accattivante, dove percepiamo i piccoli frutti rossi, con il lampone che primeggia, e poi certamente marasca, entrambi in versione molto succosa. Note floreali impinguano il bouquet e l’ulteriore apporto di spezie e di liquirizia. Al palato il vino è sapido e si conferma succoso, persistente e con ritorni pellicolari d’uva e ciliegia.

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA 2019

Il vigneto di Gaglioppo allevato ad alberello in zona collinare ha venticinque anni, e dopo due settimane di macerazione delle bucce e fermentazione spontanea, il vino affina per un anno in grandi botti di rovere per un anno, per due anni in vasca di cemento, e infine per un altro anno in bottiglia.

Vino di struttura, ricco, differente dal precedente per il contributo del legno, dove spicca la frutta a bacca rossa molto matura, che qui protagonista è sicuramente la marasca, e poi le note speziate e di cuoio. Al palato il sorso è in progressione, teso, con tannini avvolgenti e di grande persistenza.

Cataldo Calabretta e i suoi vini

Prima d’introdurre la prossima azienda, una mezione speciale va doverosamente a un vino metodo classico. Si tratta di un prodotto audace ma convincente della CANTINA FRANCESCO MALENA, una società cooperativa agricola condotta da Francesco assieme a Cataldo che abbiamo conosciuto, che provengono da una famiglia nota in zona per la produzione del vino da oltre un secolo. Hanno trentatré ettari vitati che danno luogo a circa 350.000 bottiglie l’anno.

Il vino in questione è il PRESTIGE 2017 Brut Rosé, interamente da uve Gaglioppo, che permane ottanta mesi sui lieviti.

Il profilo aromatico olfattivo ci ricorda da vicino a quello ottenuto da un Pinot Nero, in una degustazione al coperto, sbagliando, lo avremmo di sicuro tirato in ballo. Invece è tutto frutto di questo vitigno autoctono calabrese, se il vino è fornito di un perlage sottile e numeroso, con rimandi olfattivi ai piccoli frutti a bacca rossa, fragranti e invitanti, la freschezza è rilevante e sapida, e allo stesso tempo è cremoso con note di crosta di pane e altri lievitati, fiori bianchi e miele di agrumi. Al palato è ancora cremoso, glicerico e succoso, con persistenza finale di frutta rossa e minerale. Davvero una piacevole scoperta.

Cataldo Malena e il suo Prestige 2017 Brut

MIMMO VINCI

Realtà vinicola giovanissima, molto interessante e da tenere sott’occhio, nata nel 2022 grazie a Domenico (Mimmo) Vinci che sceglie d’occuparsi dei vigneti di famiglia appartenuti ai suoi avi dalla fine del 1800. Mimmo racconta il territorio decidendo di uscire col vino in bottiglia, il Gaglioppo essenzialmente, vitigno che storicamente meglio si esprime in queste terre. I vigneti sono situati tra i comuni di Cirò e Cirò Marina e ammontano soltanto a due ettari e mezzo vitati, con conseguente limitatissima produzione che non supera mai le 4.000 bottiglie l’anno. Tre sono le etichette prodotte, un bianco da Pecorello e Mantonico, mentre il rosato e il rosso da Gaglioppo. Le fermentazioni avvengono spontaneamente e l’azienda aderisce alla Federeazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Il sistema di allevamento delle viti è il cordone speronato.

LACINIO 2024 Calabria bianco igt.

Il vino è dedicato a un glorioso natio di Cirò, Giano Lacinio, fu un illustre alchimista dello xvi secolo. Questo frate francescano pubblicò un testo di riferimento nella storia alchemica, una miscellanea dal titolo Pretiosa Margarita Novella, un trattato in latino sulla pietra filosofale stampato a Venezia nel 1546 e tradotto in tedesco e in inglese. Per avere l’edizione in italiano è occorso molto tempo: pubblicato dieci anni fa.

Il Lacinio è prodotto con i due vitigni autoctoni Pecorello 60% e Mantonico 40% e vinifica in serbatoi d’acciaio, dove affina per cinque mesi.

Ci accoglie un bouquet fresco e floreale, intenso, con note gessose e minerali, un profilo aromatico che ci ha rammentato alcuni Chenin Blanc. Al palato si presenta materico, glicerico, d’estrema morbidezza, in sostanza un calice sorbevole ed elegante.

CIRÒ ROSATO JOSEPH 47 2024

Questo rosato interamente da Gaglioppo è dedicato invece da Mimmo a suo padre Giuseppe nato nel 1947. Come il precedente vino, vinifica in serbatoi d’acciaio, dove affina per cinque mesi.

L’olfatto è floreale e di piccoli frutti di bosco a bacca rossa, amplificato da note di freschezza iodata e marina, e con un cenno agli agrumi. Al palato è pieno e ricco, di buona materia, il sorso è teso e persistente.

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE CHONE 2022

Il nome greco di Chone è quello attribuito all’insediamento collinare della Cirò del tempo. È anche un omaggio a Filottète, figura mitologica omerica, l’arciere detentore dell’arco di Eracle col quale sopravvisse cacciando per dieci anni sull’isola deserta di Lemno, quando fu abbandonato ferito da un impietoso Ulisse.

Il Gaglioppo compie una macerazione sulle bucce per dieci giorni e vinifica passando tredici mesi in serbatoi di acciaio e due in bottiglia. L’annata è la prima prodotta.

Se il buongiorno si vede dal mattino… Si esprime molto intensamente nelle sue note di fiori rossi, iris, violetta del pensiero, e di piccoli frutti a bacca rossa, fra questi si riconosce la ciliegia, il ribes e il lampone. Al palato il sorso è teso, con note minerali e di grafite, e percepibili tannini ancora da svolgere dei quali il vitigno eccede, ma il vino ben promette.

Mimmo Vinci vini

 

Mimmo Vinci

 

BRIGANTE

Enzo Sestito e Stefania Carè, sono gli eredi di una storia di viticoltura di famiglia che ha cent’anni d’esperienza. Dal 2007 la produzione del vino avviene con il nome di Brigante dal toponimo della località, dove in un’estensione di tredici ettari vitati le undici etichette aziendali danno luogo a circa 55.000 bottiglie l’anno. Greco Bianco, Pecorello e Gaglioppo sono i vitigni utilizzati. La linea denominata Zero, è composta da tre vini tutti a base di Gaglioppo, bianco, rosato e rosso, e si distingue nella presentazione della bottiglia, da un litro e avvolta in carta paglia dove sono stampate le nozioni del vino. La fermentazione avviene spontaneamente, non si aggiungono solfiti, e non si eseguono filtrazioni. Alla manifestazione abbiamo conosciuto il direttore delle vendite della Brigante Vini, Luigi Ceraudo.

CIRÒ BIANCO PHEMINA 2024

Il vino dedicato alle donne è prodotto in 13.000 bottiglie.

È un Greco Bianco in purezza che vinifica per tre mesi in serbatoi di acciaio e due in bottiglia. Ha una decisa intensità di fiori violacei, lillà, iris, campanula, violetta, e piacevoli note citrine e agrumate anche esotiche, come il pompelmo. Poi mineralità e cenni vegetali, mentre al palato è ricco, glicerico, con ritorni floreali e sapidi.

ZERO BIANCO 2024

Il Gaglioppo è vinificato in bianco da solo mosto fiore e affina per tre mesi in serbatoi di acciaio e due in bottiglia. È prodotto in 1.800 bottiglie.

Si tratta di un vino elegante, sottile, con note fruttate e floreali di zagara, cenni di mineralità e vegetali. Al palato ha sorso teso, fresco e vivace, con ritorni floreali, asciutto e con una lieve astringenza.

CIRÒ CLASSICO SUPERIORE 0727 RISERVA 2020

I numeri di questa riserva di Cirò prodotta in 2.500 bottiglie, non appartengono a una parcella ma sono la crasi di due anni di nascita: 07 è quello del primogenito di Enzo e Stefania, mentre 27 del secolo precedente, del nonno Cataldo che rappresenta la storia aziendale. Il Gaglioppo proviene da una singola vigna di 45 anni, allevata a palmetta, un sistema che consiste in una struttura con un asse centrale sul quale sono disposti a intervalli regolari 3 o 4 palchi di branche inclinati di 45° rispetto alla verticale, che ottimizza l’esposizione solare della pianta. La fermentazione con le bucce dura una settimana, in seguito il vino affina prima in serbatoi di acciaio, poi in botti grandi di quercia da 15 ettolitri, e infine 18 mesi in bottiglia.

L’olfatto è intenso e profondo, con fiori rossi e violacei essiccati, piccoli frutti a bacca rossa, ribes, mirtillo e uva spina, poi la prugna disidratata, e note speziate di cardamono e liquirizia. Al palato è ricco, materico, succoso, molto persistente e fornito di setosi tannini che prolungano il sorso.

ZERO ROSSO 2024

Prodotto in 3.000 bottiglie, proviene interamente dal vitigno Gaglioppo che dopo la fermentazione spontanea affina per sei mesi in serbatoi di acciaio e due in bottiglia.

I fiori rossi sono l’apertura olfattiva, poi piccoli frutti rossi, lampone e mirtillo, e soprattutto l’uva. Al palato è un vino sicuramente ricco e materico, con sorso teso, persistente, e tannini ancora un po’ troppo vigorosi, da polimerizzare.

Luigi Ceraudo direttore commerciale di Brigante e i vini

avatar
Scritto da

Pino Perrone, classe 1964, è un sommelier specializzatosi nel whisky, in particolar modo lo scotch, passione che coltiva da 30 anni. Di pari passo è fortemente interessato ad altre forme d'arti più convenzionali (il whisky come il vino lo sono) quali letteratura, cinema e musica. È giudice internazionale in due concorsi che riguardano i distillati, lo Spirits Selection del Concours Mondial de Bruxelles, e l'International Sugarcane Spirits Awards che si svolge interamente in via telematica. Nel 2016 assieme a Emiko Kaji e Charles Schumann è stato giudice a Roma nella finale europea del Nikka Perfect Serve. Per dieci anni è stato uno degli organizzatori del Roma Whisky Festival, ed è autore di numerosi articoli per varie riviste del settore, docente di corsi sul whisky e relatore di centinaia di degustazioni. Ha curato editorialmente tre libri sul distillato di cereali: le versioni italiane di "Whisky" e "Iconic Whisky" di Cyrille Mald, pubblicate da L'Ippocampo, e il libro a quattordici mani intitolato "Il Whisky nel Mondo" per la Readrink.

Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia

NELLA CLASSIFICA DEI 10 CAFFÈ PIU’ COSTOSI AL MONDO 4 DERIVANO DALLA MASTICAZIONE DEGLI ANIMALI

News

La classifica dei migliori 10 Panettoni d’Italia del 2019 secondo Vinodabere

News

La Classifica dei migliori Cannonau della Piccola Guida della Sardegna di Vinodabere – Seconda Edizione (assaggi effettuati nel 2019)

News

La classifica dei migliori 20 Panettoni d’Italia del 2021 secondo Vinodabere

News

Connect
Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia