Rimani in contatto con noi
[the_ad id="81458"]

News

Roma Whisky Festival – XIV edizione della storica manifestazione romana dedicata al più nobile dei distillati

Due giornate ad alta gradazione alcolica – gli appassionati whisky lover direbbero “a grado pieno” – al Salone delle Fontane, zona Eur di Roma, per la l’edizione 2026 del Roma Whisky Festival.

Noi di Vinodabere abbiamo partecipato, con grande soddisfazione, a questa XIV edizione del Festival, che si è svolto il 28 febbraio e il 1° marzo.

Celebrare il più nobile dei distillati è l’intento del Roma Whisky Festival & Brown Spirits, che riconosce al whisky il suo ruolo culturale prima ancora che commerciale e che lavora da oltre 15 anni per la sua valorizzazione con un occhio di riguardo al bere responsabile. Una vetrina, un punto di incontro, che consente ai visitatori di dialogare, confrontarsi, creare sinergie con i rappresentanti delle distillerie e gli altri operatori del settore, pronti a soddisfare ogni curiosità sui loro distillati…naturalmente davanti a un buon dram di whisky e non solo (si potevano degustare anche altri distillati).

Pino Perrone – grande esperto del mondo del whisky, è uno degli autori di Vinodabere – al desk dei whisky Bladnoch, Whisky Cellar e Pintail

 

Sfilata di whisky al desk della distilleria Glenfarclas, una delle più famose dello Speyside,

 

Come ogni anno, gli appassionati whisky lover hanno potuto scegliere tra masterclass di approfondimento su prodotti, territori e tipologie dei distillati, stand espositivi e banchi di assaggio dove degustare whisky e chiedere informazioni e curiosità sulla genesi delle singole etichette. Si sono tenuti anche corsi di formazione sul whisky, oppure, per i più esperti e curiosi, era a disposizione un’area Vintage a cura di Oro Room, dove poter degustare whisky rari e preziosi malti del secolo scorso, per scoprire (o ricordare) anche lo stile dei whisky anni ’70 e ’80;

L’area Vintage dove poter degustare whisky rari e preziosi malti del secolo scorso.

 

ORO Room ha anche curato Il Cocktail Bar, dove venivano serviti drink a base whisky. Non ultima l’area Brown Spirits, la famiglia di distillati cui appartiene anche il whisky, dedicata in questo caso agli altri spirits: Brandy, Cognac, Armagnac, Rum.

Le tre categorie del premio Whiky & Lode assegnato durante il festival

 

Nell’ambito della manifestazione viene assegnato anche il premio  Whisky&lode, che elegge, tramite una giuria di esperti, i migliori whisky del Festival (ve ne abbiamo parlato nel nostro precedente articolo).

Tra le novità di questa XIV edizione del Festival, segnaliamo:

Nuovi prodotti, come ad esempio la presentazione in anteprima del primo whisky della nuova distilleria Aberargie, locata nelle Lowland scozzesi.

Novità di tendenza: la suddivisione per tipologia di distillato dell’area di  produzione di whisky più conosciuta e storica, Scozia e Irlanda, che tradizionalmente attribuisce alle isole scozzesi la potestà dei whisky torbati, alle nordiche Highland scozzesi  quella dei whisky  ad alta gradazione ed a larga maggioranza non torbati, alle Lowland della parte meridionale della Scozia la prevalenza di whisky leggeri di grado, profumati e non torbati, simili per tipologia  ai  whisky irlandesi, bene, questa ripartizione sta diventando sempre meno netta e contaminazioni sempre più frequenti si manifestano da una zona all’altra delle sopraccitata area.

 

 

Di seguito una descrizione di alcuni whisky che abbiamo assaggiato.

Molto interessanti le selezioni dell’imbottigliatore indipendente Berry Bros & Rudd, che Diego Malaspina, consulente della categoria whisky per Pallini SpA, ci ha fatto assaggiare. Ci è piaciuto in particolare:

Orkney Island 2005 Single Cask16 yo, 61,4% Vol- BERRY BROS &RUDD

Un distillato da singola botte proveniente dalla distilleria Highland Park, tra le più settentrionali della Scozia e anche tra le più antiche e tradizionali. Olfatto complesso e raffinato: la torba fine e fumosa anticipa sentori di miele, scorza di limone, salsedine e cuoio vecchio. Al gusto permane la torba delicata, con note di cenere, frutta secca, ananas e uva spina; l’alcol è perfettamente integrato, emerge lo zenzero per un finale elegante e persistente.

Aberargie Inaugural Release 2017, 48,2%

Aberargie è la nuova distilleria della Morrison Scotch Whisky Distillers Ltd, situata nell’omonima località al confine tra le Highland e le Lowland scozzesi. Questo whisky è il primo imbottigliamento della distilleria. Distillato nel 2017 e imbottigliato nel 2025, è un single malt prodotto con orzo coltivato in azienda – 52% varietà Golden Promise (quella utilizzata negli anni ’60 e ’70 dal whisky Macallan, che ha contribuito al successo di quel whisky) e 48% Laureate – maturato in botti di primo riempimento ex bourbon ed ex sherry. Nonostante sia una new entry il whisky ha una sorprendente “maturità” stilistica, intesa come equilibrio tra le componenti organolettiche: ha sentori dolci e profumati di sherry, caramello, frutta secca, rovere e cannella; al gusto è morbido, speziato, con aromi di noce moscata e pepe, seguiti da note di prugne, zibibbo e cenni di cacao. Scorre fluido nel palato, gradevole, senza asperità.

Annandale – Man O‘ Words 2016 Single Malt, 61% vol.

Distilleria situata ad Annandale, all’estremo sud delle Lowland e della Scozia. Maturato 8 anni in botte ex bourbon di primo riempimento è un single cask a grado pieno. Una torba delicata, vegetale e fumosa avvolge il naso, accompagnata da profumi dolci di vaniglia, mela matura e noce moscata. Nel palato la torba si fa più intensa, ben bilanciata da aromi dolci quali caramello, mela cotta e crema pasticciera; chiude con un finale elegante di spezie piccanti, frutta secca e rovere leggero. L’elevata gradazione è perfettamente integrata nella beva. Da sottolineare le “anomalie” di questo distillato: stiamo parlando di un whisky delle Lowland, che però è un grado pieno (61% di alcol) e piuttosto corposo, è anche torbato, di una complessità sicuramente diversa dalla tradizione delle Lowland, che lo vorrebbe leggero, profumato e beverino. È uno dei whisky vincitori del premio Whisky & Lode che si tiene all’interno del Festival.

Bruichladdich Octomore 16.1 Islay Whisky, 59,3% vol.

Bruichladdich è una distilleria di Islay, forse meno conosciuta e famosa nel mondo rispetto ad altre sue conterranee (Laphroaig, Lagavulin, Ardbeg, Bowmore), ma conosciutissima dagli amanti dello scotch whisky torbato, che realizza dei gioielli che gli appassionati non si lasciano sfuggire. Jim McEwan, una specie di guru del whisky prodotto ad Islay, ha contribuito alla rinascita di questa distilleria negli anni 2000, creando linee innovative di whisky improntate alla valorizzazione del terroir e in particolare dei diversi tipi di malto (tra cui quello originario dell’isola, sempre più raro) utilizzati per differenti tipi di whisky. La linea di whisky “Octomore” ha una torbatura che si attesta in media sui 160 ppm di fenoli con alcune versioni (Octomore 08.3) che arrivano a 309 ppm ( Ardbeg arriva a 170 ppm con il suo Hypernova). Ma l’intensità della torba non è l’unica caratteristica dell’Octomore, uno dei migliori whisky di Islay. La 16.1 è una delle ultime versioni prodotte.

Invecchiato 5 anni in botti ex-bourbon di primo riempimento, ha una torbatura meno estrema delle altre versioni (101.4 ppm). All’intenso ma fine fumo di torba si associano sentori floreali (gelsomino) e agrumati, con note marine, erbacee e vanigliate. In bocca è pulitissimo, una torba elegante insieme ad un alcol importante accompagnano note di vaniglia, crema pasticciera e frutta gialla dolce, con sfumature iodate. Nel finale, lungo e persistente, emergono note salmastre e di pepe nero.

  Mac-Talla Flora Islay Single Malt Scotch Whisky, 48,2% vol.

 

Proveniente dalla distilleria Bowmore sull’isola di Islay, imbottigliato dalla Morrison Scotch Whisky Distillers Ltd, è un whisky differente rispetto ai classici torbati “duri e puri” di Islay. È un single malt leggermente torbato, che matura per circa il 70% in botti di ex-sherry (Oloroso e Pedro Ximénez) e per il 30% in ex-bourbon. Ha un profilo raffinato, che punta più sull’eleganza che sulla forza della torba. L’ingresso al naso rivela una torba gentile con sfumature marine, seguita da profumi floreali, di pera e mela mature, di cannella e noce moscata, accompagnati da sentori di rovere e cuoio. Nel palato scorre elegante e delicato, con aromi di frutta secca, miele, spezie, note tostate e un retrolfatto di fiori ed erbe di campo. La torba leggera e salmastra conduce ad un finale pulito e di buona persistenza. È uno dei whisky vincitori del premio Whisky & Lode che si tiene all’interno del Festival.

Clonakilty 15-Year Old Single Malt, 48% vol.

La cittadina di Clonakilty, con annessa distilleria, si trova sulla costa meridionale dell’Irlanda. Lì la famiglia Scully imbottiglia questo single malt irish whiskey, distillato tre volte (invece delle classiche due dello scotch whisky), invecchiato in botti ex-bourbon ed affinato per tre anni in ex-sherry. Molto profumato, sentori di acacia, frutta secca, cuoio. Nel palato conferma i toni dolci di noci, nocciole e caramello, con sfumature di pan di spagna e uvetta. Il sorso è morbido, elegante, l’alcol perfettamente integrato, di grande bevibilità. È uno dei whisky vincitori del premio  Whisky & Lode che si tiene all’interno del Festival.

 Strada Ferrata 4TH Release Single Malt Whisky 45,5% vol.

Andrea Agostini di Strada Ferrata

Vogliamo citare anche questa nuova e giovane distilleria italiana – Strada Ferrata -, una distilleria artigianale che affonda le sue radici nel mondo della birra e la cui esperienza decennale nell’uso di cereali, lieviti e fermentazioni ha indotto nel 2020 al passaggio successivo, la distillazione. Si utilizzano orzi coltivati e maltati in Italia. Questo whisky è la loro quarta release. Invecchiato 3 anni, imbottigliato nel 2025 e affinato in botti ex-Bourbon con finishing in ex-Marsala. Ha profumi dolci di frutta secca, vaniglia, caramella mou e rovere. La beva è morbida, equilibrata, con spezie dolci in evidenza, aromi di prugna, albicocca e una nota finale di marsala. La filosofia aziendale è produrre un “whisky italiano”, cioè che abbia un’impronta gustativa indotta dall’utilizzo di materie prime locali e tecniche di fermentazione, distillazione ed invecchiamento “autoctone”.

 

Ci sono molto piaciuti anche:

Glenfarclas 25 Years Old, 43% Vol.

Laphroaig 25 Years Old, 47,3% Vol.

Port Charlotte 10 Years Old ,50% Vol.

Old Ezra – Ezra Brooks 7 Years – Kentucky straight bourbon Whiskey, 58,5% vol.

Glenfarclas 15 Years Old, 46% Vol.

Dunville Belfast Three Crowns peated, 43.5% Vol.

Pintail Single Grain scotch whisky 17 yo, 53.7 % Vol.

Kilkerran Heavily Peated, 58.4% Vol.

Ardnahoe Infinite Loch Islay Single Malt Scotch Whisky, 50% Vol.

Hibiki Suntory Whisky Japanese Harmony, 43.5% Vol.

 

 

 

avatar
Scritto da

Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, "Wining (www.wining.it)" e 20 Italie (www.20italie.com)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore iscritto all'albo per la Regione Lazio.

Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia

NELLA CLASSIFICA DEI 10 CAFFÈ PIU’ COSTOSI AL MONDO 4 DERIVANO DALLA MASTICAZIONE DEGLI ANIMALI

News

La classifica dei migliori 10 Panettoni d’Italia del 2019 secondo Vinodabere

News

La Classifica dei migliori Cannonau della Piccola Guida della Sardegna di Vinodabere – Seconda Edizione (assaggi effettuati nel 2019)

News

La classifica dei migliori 20 Panettoni d’Italia del 2021 secondo Vinodabere

News

Connect
Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia