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ROMA WHISKY FESTIVAL X Edizione – 5 e 6 marzo 2022: il racconto dei nostri assaggi

Finalmente, dopo due anni di astinenza causa Covid, si è svolto a Roma l’atteso Festival del whisky che ormai da un decennio si tiene nella capitale. Grande partecipazione di pubblico, suddiviso in varie categorie di “bevitori”: neofiti, appassionati, esperti, stampa, professionisti del settore ..tutti insieme appassionatamente in un parterre ricco di ”fornitori”: rappresentanti di distillerie, distributori, importatori, whisky shop e whisky bar presso cui degustare dai whisky più comuni fino ad alcune introvabili bottiglie dei più rari e celebrati whisky al mondo. Ecco i numeri che testimoniano il successo delle due giornate del ROMA WHISKY FESTIVAL 2022: 4050 visitatori, 60 espositori, oltre 200 brand presenti e 1500 diverse referenze, 25 Masterclass effettuate, 600 cocktail serviti.

Vi abbiamo già fatto un primo racconto delle due giornate di assaggi che abbiamo avuto il piacere di fare (link), proseguiamo con una descrizione di alcuni ( ce ne sono stati tanti!) degli assaggi che ci hanno più colpito e che vi andiamo a raccontare.

The Glenturret 30 anni 41,6 vol. Highlands

Una distilleria situata nella cittadina di Crieff, al centro della Scozia, vicino al fiume Turret da cui prende il nome. All’entrata una scritta informa che siamo in presenza della più vecchia distilleria di Scozia: un documento di affitto di terreni del 1763, a firma di Sir Patrick Murray di Ochtertyre, cita la Thurot Distillery, il primo nome conosciuto per Glenturret. Nel 2021 la distilleria ha rilasciato sul mercato sei nuovi whisky tra cui una “chicca” con 30 anni di invecchiamento che abbiamo avuto il piacere di assaggiare grazie alla disponibilità del distributore per l’Italia, il Gruppo Meregalli. Invecchiato in diverse tipologie di botti americane e francesi. L’olfatto è morbido, delicato, con profumi di frutta secca (dattero, fichi secchi), prugna, vaniglia, rovere e sfumature agrumate. Nel palato emergono le spezie (noce moscata, cannella, zenzero), insieme alla frutta scura. Il finale è caldo, armonico, con note dolci di frutta e toffee.

Octomore 10.1  5 anni 59,8% vol. Islay

Octomore ha fama (giustificata) di essere il whisky più torbato al mondo. Il grado di torba si misura in ppm (parti per milione), la versione di Octomore che abbiamo assaggiato (la 10.1) ha 107 ppm, ma altre versioni arrivano a oltre 300 ppm (Ardbeg o Laphroaig hanno intorno a 50 ppm). Con queste premesse ci si aspetterebbe un impatto gustativo simile a un pugno sul naso.. e invece non è così. Invecchiato in botti di ex-bourbon first fill, l’ingresso al naso è delicato, la torba è morbida, perfettamente fusa e bilanciata da sentori dolci e puliti di vaniglia, miele e frutta bianca (limone, pesca, melone), con sfumature marine. In bocca risalta un minimo di pungenza dell’alcol (è un grado pieno) ma poi la dolcezza intensa del malto, la frutta (arancia) e gli aromi speziati ammortizzano e integrano benissimo le note fumose e alcoliche. Si beve senza particolari difficoltà e qui sta la bravura della distilleria Bruichladdich.

Whisky “Segretario di Stato” 43 vol. – Distilleria Poli 1898

La storia della famiglia Poli è la storia di tante famiglie venete, dalle radici profondamente inserite nel territorio – in questo caso Schiavon, piccolo paese nel cuore del Veneto – e che hanno contribuito alla diffusione di un prodotto simbolo del made in Italy come la Grappa. Negli anni si è dato spazio anche all’innovazione con alambicchi unici, specializzati per tipologia di distillato; realizzando quindi un apposito alambicco è stato creato un whisky di puro malto (leggermente torbato) invecchiato 5 anni in botti che hanno contenuto il vino Amarone. Questo del 2021 è il primo imbottigliamento. Il nome vuole celebrare la nomina nel 2013 di un illustre cittadino di Schiavon a Segretario di Stato della Santa Sede. Al naso emerge subito la frutta secca a guscio, l’uvetta, il dattero, le prugne, il cioccolato e le spezie, contornate da leggere note fumose. In bocca emergono note dolci di malto, caramello, zucchero di canna, frutta matura; il finale è persistente, speziato, potente, con retrogusto mediamente affumicato.

Ben Nevis 24 anni single cask by Edition Spirits 57% vol. Highlands

Edition Spirits è un’azienda indipendente di imbottigliamento di whisky che dalla sua creazione, nel 2010, ha rilasciato oltre 150 imbottigliamenti di whisky a botte singola, tutti imbottigliati cask strenght e rilasciati sotto la serie First Editions. Questo whisky proviene quindi da un’unica botte, della distilleria Ben Nevis, nelle Highlands occidentali, adiacente la più alta montagna di Scozia, il Ben Nevis, da cui prende il nome. Un whisky di grande morbidezza ed eleganza. Al naso ha sentori di caramello, fragole e vaniglia. Nel palato scorre morbido e dolce (zucchero di canna, caramello), con note fruttate (mela, arancia); il finale è fine, persistente, con aromi di pepe e liquirizia.

Abbiamo anche partecipato ad una “masterclass” (degustazione guidata) molto interessante sulla distilleria Isle of Arran, a cura di Gabriele Rondani (Marketing manager e PR Director di Rinaldi 1957) e Lucy Coomber (Regional Sales Manager presso Isle of Arran Distillers Ltd) organizzata con Rinaldi 1957, uno dei più grossi importatori italiani di bevande.

Gabriele Rondani, Lucy Coomber e la gamma di whisky Isle of Arran, i cui brillanti colori sono quelli naturali, generati dai differenti tipi di botti, senza aggiunte di coloranti

Il titolo della degustazione “Un’isola, un microclima e due distillerie” focalizza la particolarità del territorio dove sorge la distilleria, a Lochranza, nell’isola di Arran, situata all’interno del Firth of Clyde, una profonda insenatura situata nella costa occidentale della Scozia (in zona Highlands).

Arran è un’isola di origine vulcanica, soprannominata la Scozia in miniatura per la varietà del suo paesaggio, che comprende montagne, vallate, cascate, boschi, laghi e castelli; qui hanno dimora due distillerie: Isle of Arran, in produzione dal 1995 – dei cui prodotti parleremo – a cui si è aggiunta nel 2019 la distilleria di Lagg facente capo alla stessa proprietà.

Questi i prodotti degustati:

Arran 10 anni single malt 46% vol. Highlands

È un single malt invecchiato 10 anni minimo in botti ex-bourbon con finish di 9 mesi in ex-sherry oloroso ed imbottigliato alla gradazione classica di 46% in uso alla distilleria. Rappresenta bene lo stile dei whisky di Arran, i cui marcatori principali sono la dolcezza (vaniglia e miele) e gli agrumi. Al naso emergono profumi fruttati freschi di arancia e pera contornati da intense note di vaniglia e miele. L’ingresso in bocca è leggermente piccante, con ritorni di arancia e spezie dolci ed un finale dolce e morbido di malto.

Arran 18 anni single malt 46% vol. Highlands

Una delle più pregiate espressioni della distilleria. Invecchiato in botti di diversa dimensione (Butts/Puncheons/Hogshead) di ex- sherry oloroso. Al naso profumi di frutta matura con cenni di marmellata, di spezie (cannella, noce moscata), uva passa e rovere. Al gusto tornano i toni fruttati: ciliegie, pera, pesca, poi vaniglia, spezie e un finale morbido e pepato, con tracce di cioccolato e una punta di alcol.

Arran “The Bodega” sherry cask single malt 55,8% vol. Highlands

Una dei nuovi rilasci della distilleria (2019); un whisky single malt non torbato, invecchiato per circa 7 anni in botti ex-bourbon ed ex-sherry hogshead con finish in first-fill ex-sherry oloroso e imbottigliato a gradazione piena (55,8%). Profumi speziati (cannella, noce moscata), di noce, uva passa, arancia, cioccolata amara e nuance balsamiche con un tocco di affumicato. Nel palato tornano le note dolci di ciliegie, fichi secchi, cioccolato con retrolfatto di caramello. L’aroma è netto, pulito molto gradevole, con un finale di zenzero e frutta secca.

Arran Quarter Cask single malt 56,2% vol. Highlands

È un whisky imbottigliato a grado pieno, invecchiato 8 anni in botti ex-bourbon di cui 2 in botte piccola chiamata “quarter” (125 Lt invece di 250 Lt), che consente un contatto maggiore tra il distillato e il legno delle botti; ne risulta un gusto più morbido e vellutato del distillato. Sentori intensi e dolci di vaniglia, miele con note balsamiche e di frutta fresca (ananas, limone). Al gusto è corposo, speziato (pepe, zenzero, cannella) con note dolci di vaniglia e zucchero di canna.

Machrie Moor single malt -cask strength- 56,2% vol. Highlands

La distilleria di Arran produce anche un whisky torbato (20 ppm) con il brand Machrie Moor (il nome della torbiera situata sull’Isola). Questa è la versione a grado pieno maturato in botti ex-bourbon first fill per circa 7 anni. All’olfatto si presenta con una leggera nota torbata mista a sentori floreali (fiori bianchi), seguiti da vaniglia e crema di limone. All’assaggio è coerente con il naso, con ritorni fruttati, mostra struttura ed alcol importanti, una torba più intensa che al naso, una piccantezza delicata (zenzero) e un finale pulito e dolce di frutta secca.

 

 

 

 

 

 

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, “Bordolese ( www.bordolese.it )” ed “Epulae (www.epulaenews.it)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore per la Regione Lazio.

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