Rimani in contatto con noi

ISCRIVITI

News

ROMA WHISKY FESTIVAL X Edizione – 5 e 6 marzo 2022: il racconto della prima giornata

Finalmente dopo due anni di astinenza causa Covid torna a Roma l’atteso Festival del whisky che ormai da un decennio si tiene nella capitale.

 

Grande partecipazione di pubblico, suddiviso in varie categorie di “bevitori”: neofiti, appassionati, esperti, stampa, professionisti del settore ..tutti insieme appassionatamente in un parterre ricco di ”fornitori”: rappresentanti di distillerie, distributori, importatori, whisky shop e whisky bar presso cui degustare dai whisky più comuni fino ad alcune introvabili bottiglie dei più rari e celebrati whisky al mondo.
In questa prima giornata abbiamo avuto la fortuna di partecipare appunto a due delle “masterclass” (degustazioni guidate) più ambite, che vi andiamo a raccontare.

Gabriele Rondani ( a sinistra) e Pino Perrone


La prima a cura di Gabriele Rondani (Marketing manager e PR Director di Rinaldi 1957) e Pino Perrone (uno dei maggiori esperti di whisky in Italia)  organizzata da Rinaldi 1957, uno dei più grossi importatori italiani di bevande. Il titolo della degustazione è tutto un programma: “Sei sicuro di sapere tutto sul whisky scozzese? In viaggio con Rinaldi 1957”. È stato come partecipare un fantastico tour della Scozia attraverso rare release di single malt invecchiati non meno di 17 anni. Questi i prodotti degustati:



♝ Glencadam 17 anni 46% vol. – Highlands
Una edizione limitata di un whisky maturato in botti ex-bourbon con un finish in botti ex-porto. All’olfatto si presenta con sentori intensi e puliti di frutta rossa (prugna, ciliegia) seguite da caramello e vaniglia. L’assaggio è coerente con il naso, rivelando note dolci di miele e malto in un sorso morbido e persistente.



♝ Rock Island 21 anni by Douglas Laing 46,8% vol. – Isole Jura, Arran, Islay e Orcadi.

È un “vatted” malt Scotch whisky, creato con diversi single malt provenienti dalle distillerie di varie isole scozzesi, tutti invecchiati per almeno 21 anni (imbottigliato nel 2019). Al naso emerge la torba, i toni salmastri, seguiti da note balsamiche (eucalipto), di agrumi, di miele e frutta secca. In bocca è vellutato, con una struttura finissima ed elegante che evidenzia aromi di vaniglia, malto e crema pasticcera, con un finale torbato e agrumato.



♝ Glenfarclas Family Cask 2001 19 anni 56,5% vol. – Speyside.

Celebre distilleria dello Speyside, l’unica con tutti gli alambicchi riscaldati a fiamma diretta. Solo le migliori singole botti di Glenfarclas diventano parte della serie “Family Cask”. Invecchiato in botte di sherry. Al naso conferma il profilo “sherry oriented” con note di uva passa, prugna, spezie dolci e scure, con sfumature di cuoio e fumo. Al gusto mostra una nota sulfurea, seguita da spezie (noce moscata e cannella) e frutta matura. Il finale è dolce, speziato, con note fumose.


♝ XOP – Xtra Old Particular ‘Probably Speyside’s Finest Distillery’ 50 Year Old Single Cask by Douglas Laing 52,2% vol. – Speyside.
Una bottiglia eccezionale, rarissima (dal costo di migliaia di euro), del famoso imbottigliatore Douglas Laing, che Gabriele Rondani ha deciso di aprire in onore del Festival ritrovato. L’etichetta gioca sul fatto che dopo 50 anni di invecchiamento si può non essere sicuri (probably) della distilleria di provenienza, comunque in zona Speyside. Diciamo che mostra delle caratteristiche vicine allo stile Glenfarclas… Nessuno in sala (e anche fuori probabilmente..) aveva mai bevuto un whisky di 50 anni. Al naso note finissime e dolci di uva passa, sciroppo d’acero, seguite da profumi balsamici e marini, con un sottofondo speziato ed ematico. Al gusto è morbido, delicato, con aromi perfettamente integrati e note finali di zucchero di canna e liquirizia.

Marco Gheza


La seconda Masterclass, a cura di Marco Gheza (Brand ambassador presso Beam Suntory), incentrata su una delle più iconiche e conosciute distillerie al mondo : “Alla scoperta di Laphroaig: a big peaty slap in the face”. Marco Gheza ci ha raccontato la storia della distilleria, i passaggi di produzione, aneddoti e curiosità. Il tutto ovviamente accompagnato alla degustazione di bottiglie fantastiche e rappresentative del mondo Laphroaig.
Prodotti in degustazione:


♝ Laphroaig 10 anni 40% vol. – Islay
Icona del whisky torbato che annovera migliaia di estimatori nel mondo. Ha profumi e aromi talmente particolari che sono il riconosciuto marchio di fabbrica della distilleria. Un single malt invecchiato in botte ex-bourbon. Al naso emergono le caratteristiche note medicinali, iodate e salmastre, con tracce erbacee miste ad una torba vivace, solo in parte bilanciate da una dolcezza vanigliata e di malto. Al gusto è corposo e secco, con la dolcezza della vaniglia ancora in primo piano a contrastare le intense note torbate e saline, abbinate a rovere e spezie.



♝ Laphroaig Quarter Cask 48% vol. – Islay
È un whisky simile al precedente 10 anni ma invecchiato in botte piccola – come si faceva fino agli anni ’80 -, chiamata “quarter” (125 Lt invece di 250 Lt), che consente un contatto maggiore tra il distillato e il legno delle botti; ne risulta un gusto più morbido e vellutato del whisky. Profumi dolci di vaniglia, caramello, frutta essiccata, toffee, rovere nuovo, torba leggera e sfumature di formaggio. Al gusto è morbido, con ritorni di frutta secca, caramello, vaniglia e finale piccante e affumicato.



♝ Laphroaig Lore 48% vol. – Islay
È un whisky single malt realizzato con un mix di botti ex-bourbon ed ex-sherry, invecchiate dai 10 ai 25 anni. Profumi sottili e delicati di frutta bianca (pera, mela, agrume), di sherry, contornati dai sentori di una torba discreta. Nel palato mostra grande eleganza e complessità, con ritorni di agrume candito, miele, malto, note marine, spezie e cenere di camino.



♝ Laphroaig 10 Cask Strength 58,6% vol. – Islay
È un whisky single malt realizzato a grado pieno, come esce dalla botte di ex-bourbon. Olfatto pungente, che apre con sentori di smalto, naftalina, acqua di mare, carbone, man mano bilanciati da profumi dolci di malto e cedro, con note di rovere nuovo. Nel palato è corposo, ritorna la pungenza dell’alcol e della torba, addomesticati da aromi intensi e dolci di frutta (arancia, pera matura), vaniglia, caramello e miele. Il finale richiama note maltate, speziate e affumicate.



♝ Laphroaig 25 anni 51,9% vol. – Islay
Un whisky single malt di grande pregio e valore. Invecchiato in botti ex-bourbon conservate per 25 anni minimo. Al naso si presenta con profumi dolci, avvolgenti e intensi di frutta (arancia, melone bianco, ciliege) e vaniglia, presto affiancati da una scia torbosa, salina con nuance medicinali. Nel palato scorre morbido, dolce (vaniglia, miele, cannella) e cremoso, con un finale di frutta (pera, mela) e torba marina di grandissima finezza ed armonia.



♝ Laphroaig 33 anni Ian Hunter Chapter 3
Siamo arrivati alla bottiglia – ad oggi in commercio – forse più rara e ricercata del festival, distribuita da pochi mesi in Italia da Stock Spirits in soli 62 esemplari (su 4800 prodotti). Dedicata a Ian Hunter che dall’inizio degli anni ’20 e per un trentennio circa guidò l’azienda, favorendone lo sviluppo sui mercati internazionali. Profumi finissimi e dolci di miele, vaniglia, frutta bianca e a guscio, fiori (glicine), fanno da contorno a una scia leggera di torba e sale. In bocca evidenzia ancora tanta dolcezza: pera matura, zucchero di canna, miele, con un tocco di liquirizia. Aromi che si sposano con i delicati sentori iodati e affumicati della torba in un finale di grandissimo equilibrio e armonia.


avatar
Scritto da

Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ognuno può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e collaboro con la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it, bordolese.it ed Epulae.

Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia

La classifica dei migliori 10 Panettoni d’Italia del 2019 secondo Vinodabere

News

NELLA CLASSIFICA DEI 10 CAFFÈ PIU’ COSTOSI AL MONDO 4 DERIVANO DALLA MASTICAZIONE DEGLI ANIMALI

News

La classifica dei migliori 20 Panettoni d’Italia del 2021 secondo Vinodabere

News

La Classifica dei migliori Cannonau della Piccola Guida della Sardegna di Vinodabere – Seconda Edizione (assaggi effettuati nel 2019)

News

Connect
Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia