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Poggio del Moro: un angolo di Russia nel cuore della Toscana

Ci troviamo a sud di Montepulciano a pochi chilometri da Chianciano Terme, cittadina in provincia di Siena. Qui una donna di origini russe nel 2007, Tania Kuznetsova, ha deciso di di investire tutte le sue energie per dar vita ad un progetto agricolo ad ampio respiro.

70 ettari dove  trovano dimora boschi, frutteti, vigneti, oliveti e campi  seminativi. Qui è sorta  una cantina che pian piano è divenuta una Boutique Winery. Stiamo parlando  dell’Azienda agricola Poggio del Moro.

Tania Kuznetsova

Tania, che fa parte dell’Associazione “Donne del vino”, ha  voluto un’azienda che abbracci il concetto di  ecosostenibilità dove il rispetto per il territorio diventa elemento principale per tutte le attività agricole che vengono praticate.

Una struttura costruita dal nulla che sa integrarsi così bene con il territorio da far pensare di appartenere ad un lontano passato.

Una cantina all’avanguardia che si estende per 1200 metri, un frantoio interno con attrezzature moderne che consentono di lavorare le olive entro trenta minuti dalla raccolta,  soddisfacendo appieno la necessità dell’azienda. Un laboratorio  per la  produzione della marmellata proveniente dai frutteti e del miele, la rendono un’azienda completa e  autonoma nello svolgere  tutte le fasi delle lavorazioni.

Tania che per le sue origini  ha fino ad oggi puntato tutto sui mercati esteri, Russia e Stati Uniti in particolare, con eccellenti risultati, vuole farsi  conoscere sempre più nel luogo dove risiede: l’Italia.

I vigneti

Nell’azienda trovano vita diverse varietà di uve, Sangiovese, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, con cloni in alcuni casi diversi per meglio sfruttare le caratteristiche del terreno e dell’esposizione. In vigna pur adottando pratiche biodinamiche (ancora non se ne è ottenuta la certificazione), si adotta la tecnica del sovescio e l’utilizzo dello scarto organico delle olive per fertilizzare i vigneti.

Il piede di fermentazione lo si ha direttamente in vigna utilizzando lieviti indigeni, poi vinificazioni in cantina separate per ogni vigneto per utilizzare le diverse uve in progetti tra loro diversi che necessitano caratteristiche anch’esse diverse.

La bottaia

Ma parliamo dei vini che abbiamo assaggiato, parecchi se consideriamo anche i campioni di botte, che ci hanno permesso di renderci conto delle potenzialità che l’azienda possiede.

Per l’annata 2018 ancora in affinamento abbiamo assaggiato il Sangiovese che produrrà Chianti Superiore, il  Merlot, il Cabernet Sauvignon e il Syrah. I diversi assaggi ci fanno pensare ad un’annata  interessante per la produzione vinicola dell’azienda, con un Sangiovese tutto incentrato su frutto rosso e spezia, dove il tannino pur se ancora acerbo promette veramente bene. Intrigante e tipico il Merlot tutto incentrato su note verdi e profumi speziati, aspettiamo con curiosità la sua uscita in commercio.

Concentriamoci ora sulle verticali di diversi vini prodotti dall’azienda,

Rosso Toscano IGP  2012-2013-2014-E Sicché 2015

Rosso Toscano IGP – E Sicché  – Syrah – Merlot – Cabernet Sauvignon – Sangiovese in uguali percentuali-

Il vino di presentazione per l’azienda, 26.000 bottiglie prodotte, un anno di affinamento in barriques poi 6 mesi di acciaio e ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia. Un vino che pur nella sua semplicità riesce ad esprimere appieno l’annata in cui è stato prodotto, passiamo da una 2015, che mostra complessità accompagnata da freschezza ed equilibrio, ad una 2014 dove la dinamicità lascia il passo ad un sorso ricco ma poco dinamico. Un balzo in avanti lo si fa con l’assaggio della 2013, intrigante, fresca, con un tannino vibrante. Incentrata su note mentolate a cui si accompagnano ricordi di macchia mediterranea e frutti di bosco. Terminiamo con l’annata 2012 che ci appare meno vibrante della precedente, pur presentando un’ottima bevibilità.

Rasea IGP Toscana 2012-2013.2014

Rasea IGP Toscana – Sangiovese 100%

Dai vigneti più vecchi dell’azienda, circa 30 anni, si producono appena 6.000 bottiglie.  Macerazione sulle bucce per 15 giorni, ben 18 mesi in piccole botti di rovere di terzo passaggio prima di rimanere ulterori 6 mesi in acciaio e affinare 24 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato.

Il nostro è stato un piccolo viaggio nel tempo che ci ha fatto partire dal 2014 con un vino dinamico incentrato su frutto e spezia dolce, passare per il 2013 dove troviamo le note balsamiche che ben si accompagnano a dinamicità e ricchezza. Terminiamo con l’annata 2012 dove questo vino dà il meglio di sè riprendendo per certi versi il percorso dell’annata precedente ma integrandolo con note evolutive. Bellissimo il finale su note balsamiche e spezia che ce ne lasciano un vivo ricordo.

Chianti Colli Senesi Riserva DOP 2011-2014-2015

Chianti Colli Senesi Riserva DOP – 90% Sangiovese – 10% Syrah – Macerazione per 13 giorni, pressatura soffice e successivo affinamento in piccole botti di rovere per 18 mesi. Successivamente si effettua un affinamento di almeno 6 mesi in acciaio e 12 mesi in bottiglia. Un vino che rappresenta l’azienda e il suo territorio appieno. L’annata 2015 come per gli altri vini assaggiati è risultata fresca ed elegante con note balsamiche e speziate a farla da padrone. il Passaggio alla 2014 risulta meno drastico rispetto alle altre tipologie di vino che abbiamo bevuto. equilibrato e ricco,  pur mantenendo un tannino e una freschezza che completano il tutto. Evidentemente il buon uso del Syrah è risultato vincente in questa annata. La 2011 ci appare stanca ma teniamo anche conto che è la prima annata prodotta e da allora tanti passi avanti sono stati fatti. Su nostra richiesta, ne avevamo sentito dire un gran bene, abbiamo assaggiato la 2016, ancora in affinamento. Quando arriva la bottiglia, ancora senza etichetta e ci viene versata nel bicchiere, capiamo che ci troviamo davanti ad un vino di notevole spessore. Ricco con profumi che spaziano dalla macchia mediterranea al balsamico a ricordi di olive in salamoia fino a spezie dolci. Avvolgente ed imponente, mantiene un’eleganza che lo esalta al massimo, per terminare con piacevoli ricordi di chiodo di garofano.

KAGOR

Terminiamo gli assaggi con il KAGOR Vino liquoroso Rosso, appena 5.000 bottiglie prodotte. L’uva, leggermente appassita in pianta, viene selezionata manualmente tramite tavolo di cernita. Macera con le bucce per 20 giorni a temperatura controllata, poi si fa un bollitura del mosto a cui si aggiunge altro mosto non trattato,  nuova bollitura fino a quando non si è raggiunto un grado alcolico di 16,5, infine un affinamento in piccole botti di rovere per circa 8 mesi. Trattasi di un vino tipico della Chiesa Ortodossa dove note di chiodi di garofano, macchia mediterranea e frutta anticipano una freschezza che sostiene appieno i toni dolci.

 

 

 

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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