Si è svolta nella sede romana del Gambero Rosso una interessantissima masterclass con degustazione di 19 etichette di Pinot Grigio del Collio. Un evento esclusivo, organizzato dal Gambero Rosso in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Collio, per approfondire la conoscenza del Pinot Grigio del Collio e soprattutto del territorio del Collio e dell’impronta aromatica che questo trasmette al vino, da cui emerge anche il potenziale di longevità del Pinot Grigio.
Presenti le prime linee del Gambero Rosso: Marco Moroni e Lorenzo Ruggeri (rispettivamente AD e Direttore del GR) e Giuseppe Carrus, curatore della Guida I Vini d’Italia e conduttore dell’evento; erano inoltre presenti il Presidente del Consorzio Collio Luca Raccaro (copresentatore) e una buona rappresentanza dei produttori friulani, che hanno presentato i loro vini.
C’è stato un confronto franco tra gli esponenti del Gambero Rosso e i produttori del Collio, con la partecipazione attiva della platea, tra cui molti giornalisti ed operatori del settore. Questi i temi e gli spunti più interessanti emersi:
• il Gambero Rosso si pone come primo obiettivo il ricevere suggerimenti dagli operatori del settore e dai giornalisti su come far evolvere il mondo del vino, in particolare identificare il “gusto italiano” del vino, creare cioè un riferimento in base al quale giudicare i vini italiani, ed inoltre come aiutare i consorzi ad aumentare la conoscenza del vino italiano nel mondo.
• oggi il concetto di vino territoriale è l’aspetto più importante per il vino e il Consorzio Collio ha la forza per promuovere questo aspetto. Bisogna parlare di un vino promuovendo il territorio, evitando di porre l’accento solo sulle varietà. Come abbiamo potuto verificare negli assaggi, il terroir emerge sempre, anche per un vino molto bistrattato come il Pinot Grigio, che negli USA è considerato un vino a basso costo, come un Prosecco.
Collio, il Territorio
Il Collio è una terra di confine, con una storia ricca di influenze e scambi culturali, crocevia di popoli e culture, di lingue e tradizioni, che si riflettono in una viticoltura di pregio e nella produzione di vini bianchi eccellenti. 
Il Collio Friulano, comprende la fascia collinare settentrionale della provincia di Gorizia, una delle zone d’Italia più vocate per la produzione dei vini bianchi fermi. Una piccola area geografica (1400 ettari di vigneti DOC) a forma di mezzaluna, estrema propaggine ad est del territorio italiano, estesa tra le alpi Giulie e l’Adriatico, i cui confini sono delimitati dal fiume Isonzo a est e il suo affluente Judrio a ovest, ripartita in otto comuni della provincia goriziana (Capriva del Friuli, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Gorizia, Mossa, San Floriano del Collio e San Lorenzo Isontino). I vigneti giacciono su una serie di colline lungo la direttrice est ovest, a un’altitudine che varia da 60 a 270 metri sul livello del mare, con ampie superfici esposte al sole, ideali per una viticoltura di qualità. Inoltre l’Adriatico favorisce le escursioni termiche e questo consente di preservare l’ossatura del vino: struttura, acidità e sapidità. La composizione dei suoli rappresenta una caratteristica peculiare dell’areale: i terreni sono composti da una miscela di marne e arenarie stratificate di origine eocenica che qui viene chiamata Ponca (o Flysch): si sbriciola tra le mani rivelando minuscoli fossili, e si ritiene apporti mineralità e salinità ai vini.
I Vini del Collio
La storia vitivinicola del Collio ha origini antiche, risalenti all’epoca romana (documenti dell’età imperiale romana, 238 d.C., testimoniano la pratica della viticoltura in quei luoghi già da allora) e perpetuatasi fino ai nostri giorni, con diverse tappe evolutive che hanno portato i vini del Collio ad essere tra i primi ad aver acquisito la denominazione DOC nel 1968. Le aziende sono di tipo artigianale, con dimensioni territoriali minori o uguali a 50 ettari. I principali vitigni coltivati in questa area, a grande maggioranza di uve bianche, si possono dividere in due grandi categorie: gli autoctoni – Friulano (ex Tocai), Ribolla Gialla, Malvasia e altri– e gli internazionali – Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco, Riesling, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Pinot Nero e Merlot.
Il Consorzio di Tutela Vini Collio
Nel 1964 nacque il Consorzio di tutela vini Collio, uno dei primi in Italia, e nel 1968 ottenne il riconoscimento della Denominazione d’Origine Controllata. Il Consorzio raccoglie oggi
• 288 aziende
• 175 soci
• 111 imbottigliatori
• 7 milioni di bottiglie
• 17 varietà più Collio Bianco e Collio Rosso
Il Consorzio si occupa in particolare di:
– curare la formazione tecnica, commerciale e di immagine, fornendo anche assistenza tecnica e professionale alle aziende ed ai produttori.
– collaborare con Enti pubblici e privati, organismi ed associazioni, istituti e scuole per promuovere e realizzare iniziative atte alla valorizzazione, all’educazione alimentare e al consumo corretto e responsabile dei prodotti tutelati, anche organizzando corsi di formazione, professionali e didattici.
– fornire supporto logistico ed organizzativo per eventi dedicati alla promozione ed alla valorizzazione delle denominazioni di competenza.
Collio Evolution
A testimonianza dell’importanza e della considerazione che le cantine friulane hanno per il Pinot Grigio, la Collio Evolution del prossimo ottobre sarà dedicata proprio a questi vini.
Collio Evolution è il grande evento dedicato alla DOC Collio, che si svolge ogni anno, tra Cormons e Gorizia, con l’intento di esplorare l’anima più autentica di un territorio di confine, vocato ai grandi vini bianchi. Ogni anno si sceglie un vitigno protagonista: si è partiti nel 2025 con il Friulano, si proseguirà nel 2026 – ci dice il Presidente del Consorzio Luca Raccaro – proprio con il Pinot Grigio. Un momento esclusivo per incontrare i produttori, degustare i migliori vini del Collio e partecipare a momenti di confronto, dove le aziende si raccontano.
Gli Assaggi
Abbiamo degustato l’annata 2025 in anteprima, risalendo fino al 2015; ben 19 annate di Pinot Grigio del Collio, per avere una panoramica esaustiva delle caratteristiche che i vini derivati da questa varietà assumono in un territorio particolare e altamente vocato per i bianchi. Come vedremo, le annate più giovani comunicano soprattutto la varietà (aromi primari), mentre con le annate più vecchie si rivelerà più il carattere e quindi la territorialità. 
Gli assaggi sono stati organizzati in tre batterie, rappresentanti un viaggio dalla giovinezza alla maturità del vino, per coglierne sfumature, evoluzione e identità. Tutti i vini assaggiati sono stati pensati per esser bevuti in tempi brevi (2-3 anni), ma ne abbiamo potuto verificare la notevole potenzialità di invecchiamento, legata ad un territorio irripetibile.
• L’ annata 2025 ha rappresentato l’espressione più giovane e fragrante del vino, fresca e immediata, capace di raccontare la vitalità del vitigno.
• le vendemmie dal 2024 al 2021 hanno rivelato, con diversi gradi, le interpretazioni più strutturate e complesse, frutto di affinamenti prolungati e diverse scelte stilistiche.
• le annate dal 2019 al 2015 erano le più evolute, ma integre, testimonianza concreta della capacità di invecchiamento del Pinot Grigio del Collio.
Etichette Degustate (in ordine di presentazione)
Collio Pinot Grigio 2025 – Humar
Fragranza floreale e fruttata più mineralità, che si traducono in freschezza e sapidità al gusto.
Collio Pinot Grigio 2025 – Russiz Superiore
Sentori intensi di frutta bianca (mela), in bocca è verticale, scarno, con note minerali.
Collio Pinot Grigio 2025 – Marco Scolaris
Sensazioni di frutta esotica e fiori gialli al naso, buona struttura con ritorni fruttati nel palato.
Collio Pinot Grigio Braide Grande 2024 – Livon
Bouquet di fiori bianchi e spezie, sorso cremoso, fruttato, equilibrato e di buona struttura
Collio Pinot Grigio 2024 – Fruscalzo
Sentori fruttati e di pietra pomice, in bocca mostra persistenza, con acidità e sapidità equilibrate.
Collio Pinot Grigio 2024 – Pighin
Profumi balsamici (menta, eucalipto) con nuance minerali. Gusto agrumato, di buon corpo.
Collio Pinot Grigio 2024 – Zorzon
Fiori bianchi ed erbe selvatiche caratterizzano il bouquet, insieme a sbuffi minerali; scorre verticale ed agile nel palato, sorretto da una acidità vibrante.
Collio Pinot Grigio 2024 – Ronco Blanchis
Profumi di caramella alla frutta, pera e fiori di campo, con cenni di pietra focaia. In bocca è sapido, di buona acidità, con note di frutta gialla e spezie.
Collio Pinot Grigio 2024 – Borgo Savaian
Sentori fini e variegati di fiori di acacia, mentuccia e frutta gialla, con tracce di miele. Il sorso denota freschezza ed eleganza, con ricordi di erbe selvatiche e frutta acerba.
Collio Pinot Grigio 2024 – Skok
La sosta del mosto sulle bucce conferisce al vino il caratteristico colore ramato. Profumi floreali, di susina gialla ed erbe selvatiche; aromi coerenti al gusto, dove mostra equilibrio ed eleganza.
Collio Pinot Grigio Jesera 2023 – Venica & Venica
Colore ramato. Ampio spettro olfattivo che spazia dalle erbe aromatiche alla frutta bianca, con sprazzi minerali (pomice). In bocca mostra carattere, è corposo, morbido, con acidità e sapidità equilibrate.
Collio Pinot Grigio 2023 – Ferruccio Sgubin
Profumi di media intensità di fiori di campo, salvia e frutta gialla acerba. Nel palato scorre agile ed armonico, acidità e sapidità si sposano con delicati aromi fruttati.
Collio Pinot Grigio 2022 – Colmello di Grotta
Intensi sentori floreali (gelsomino) con note minerali ed agrumate. Al gusto è fresco, slanciato, di buon corpo, con ricordi di frutta gialla e lime.
Collio Pinot Grigio NOT SVN Riserva 2021 – Paraschos
Colore ramato carico, dovuto a otto giorni di macerazione sulle bucce. Ha profumi di frutti rossi, frutta secca e macerata, con sbuffi ematici. Sorso secco, sapido ed elegante, con ricordi fruttati e note ferrose.
Collio Pinot Grigio Dar 2021 – Matijaž Terčič
Sensazioni balsamiche, di erbe selvatiche e frutta acerba. In bocca è energico, ha freschezza acida, fine ed elegante con un delicato retrogusto di frutta bianca.
Collio Pinot Grigio 2019 – Primosic
Un “orange wine” dal colore ramato. Profumi intensi di frutti rossi e frutti di bosco. Dal gusto aromatico, scorre fluido con ricordi di frutta secca, prugne ed una vena ammandorlata. Complesso ed elegante.
Collio Pinot Grigio 2018 – Renato Keber
Sentori di fiori bianchi, limone e cedro, con nuance minerali e speziate. Saporito e sapido, è morbido, corposo e persistente, con ricordi di frutta bianca matura.
Collio Pinot Grigio 2016 – Borgo Conventi
Profumi variegati di pera, erbe alpine e fiori di campo, con accentuate nuance di pietra focaia. Nel palato è materico, ha notevole struttura, bilanciata da altrettanta acidità, con un finale fruttato e sapido.
Collio Pinot Grigio 2015 – Muzic
Profumi ed aromi perfettamente integri, nonostante l’età. Sentori di fiori d’acacia, erbe spontanee e frutta gialla. Sorso di buon corpo, secco, con note ammandorlate ed una vena minerale che stimola la beva.
Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, "Wining (www.wining.it)" e 20 Italie (www.20italie.com)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore iscritto all'albo per la Regione Lazio.
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