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Cantine Patria, la nuova stagione di eventi dall’anfiteatro e con il Wine Cocktail: il vino etneo in pole position nella Mixology

Tra il fascino dell’anfiteatro in pietra lavica immerso nei vigneti etnei l’azienda Cantine Patria ha aperto la nuova stagione eventi con il progetto Wine Cocktail, tra mixology contemporanea, sperimentazione e creatività.

Protagonista assoluto della serata è stato l’anfiteatro della tenuta vitivinicola che si erge nel versante nord dell’Etna, nel comune di Castiglione di Sicilia: un’arena edificata nel 2005 in pietra lavica, oggi trasformatasi in palcoscenico spontaneo degli eventi di Cantine Patria. Inserito armoniosamente nel paesaggio vitato, questo spazio rappresenta il cuore culturale e identitario della struttura. I suoi gradoni, immersi nel verde, sono impreziositi da circa 100 varietà di viti, creando un connubio unico tra architettura, natura e viticoltura.

Lo scorso 20 aprile si è svolta la serata inaugurale della nuova stagione eventi alle Cantine Patria, sita esattamente a Solicchiata, Un appuntamento che ha segnato l’avvio ufficiale di un percorso dedicato a vino, musica e spettacolo, all’interno di una delle location più suggestive del panorama etneo.

Cuore dell’iniziativa è stato il progetto dei Wine Cocktail, concepito come un percorso di ricerca e sperimentazione volto a reinterpretare il vino in una chiave contemporanea, dinamica e inclusiva, ampliandone le modalità di somministrazione, senza modificare la “tessera di riconoscimento”, il corpo e la forte matrice territoriale. L’idea alla base del progetto è quella di superare i confini tradizionali del bere vino, introducendo un linguaggio nuovo capace di dialogare con la mixology e con le tendenze più attuali del settore beverage, sempre nel rispetto della materia prima e della sua qualità originaria.

Si tratta di un approccio che non sostituisce il vino ma lo reimmagina, valorizzandone le caratteristiche attraverso nuove combinazioni e tecniche di miscelazione, per creare esperienze sensoriali diverse ma coerenti con la sua identità.

A strutturare la drink list è un vero e proprio percorso sensoriale in tre livelli, ciascuno con un proprio marchio di fabbrica e propria filosofia. Il progresso di questa strategia è avvenuto con il supporto del Brand Ambassador Sicilia, Roberto Marchese. I cocktails “alcol free”, realizzati con UVÈ, sono stati pensati come proposte fresche, leggere e inclusive, in grado di esaltare la componente aromatica del vino, in una versione completamente analcolica, adatta a ogni tipologia di pubblico e contesto di consumo.

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Le alternative “low alcol”, a base di Prosit e Morgentino Rosato, si configurano invece come un equilibrio studiato tra delicatezza e robustezza: cocktail pensati per chi desidera un’esperienza gustativa completa ma con un contenuto alcolico ridotto, in linea con le nuove tendenze del consumo consapevole e moderato.

Infine, la sezione degli “hard cocktails”, realizzata con Syrah Sensi, grappa bianca e barricata e Passito Eneo, offre una mixology più intensa ed articolata, in cui il vino e i suoi derivati sono al primo posto del podio per le preparazioni strutturate, complesse e di forte personalità, capaci di approfondire l’aromaticità e la persistenza gustativa.

A guidare l’intero progetto è stato il barman Ernesto Ilic Marty La Rosa, professionista con oltre trent’anni di esperienza nel settore, riconosciuto per il suo approccio innovativo alla mixology e per la sperimentazione nel campo dei cocktail molecolari. Figura di riferimento nel panorama bartending siciliano, è attualmente tra i 25 finalisti della Campari Bartender Competition, selezionato tra centinaia di candidati a livello nazionale, a conferma del suo percorso professionale di alto profilo e della sua continua ricerca di innovazione nel settore della miscelazione contemporanea.

L’inaugurazione ha visto partecipare numerose aziende espositrici che consistono nel meglio della filiera gastronomica ed artigianale: Quaranta, Renzini Alta Norcineria, Forno Signorelli, A Putia Adrano, La Cava, Todo Noleggi, Barbuscia, Morselli e Piazza. Realtà diverse ma accomunate dalla qualità e dall’attenzione al territorio, che hanno contribuito a creare un percorso di gusto autentico e coinvolgente.

Fondamentale anche la collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Giarre, che ha messo a disposizione studenti e docenti tra cucina e sala, assicurando un contributo concreto e professionale alla riuscita dell’evento e rappresentando un importante ponte tra formazione e mondo del lavoro.

A chiusura della serata, il patron Bernardo Di Miceli ha dichiarato: “Questo appuntamento rappresenta per Cantine Patria l’inizio di una nuova stagione, in cui vino, cultura e intrattenimento si fondono in un’unica visione. L’introduzione dei wine cocktails nasce dal desiderio di proporre un nuovo linguaggio del vino, capace di preservarne la qualità e al tempo stesso renderlo più contemporaneo e accessibile. I vini di Cantine Patria selezionati per la realizzazione dei cocktails hanno riscosso un grande successo tra i presenti e la stampa, confermandosi perfettamente integrati in una proposta in cui mixology e identità enologica hanno dialogato in piena armonia”.

 

 

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Mi immergo ed entro in sintonia da Giornalista nelle storie di cibo, vino, birra, beverage, di campi di grano così come di uliveti e di prodotti agroalimentari e poi le racconto con i loro creatori e i loro territori, fornendo la curiosità e il fascino che meritano. E questo lo faccio con la predisposizione della notizia di chi è cronista del settore “bianca” (e di politica) da un ventennio ma anche conduttrice televisiva, di telegiornale e di trasmissioni TV e di rassegne artistico – culturali, enogastronomiche (anche itineranti con interviste, talk-show e promozione turistica). Degusto vino da sommelier ma lo degustavo ancora prima per passione. Organizzo eventi e mi occupo di uffici stampa e pubbliche relazioni in maniera trasversale dal sociale allo spettacolo, dalle grosse segreterie politiche a quelle sindacali, passando persino per lo sport. Sono convinta che ogni giornata bella o brutta debba concludersi con un vino superlativo nel calice adatto (MAI quello sbagliato!) che ti può fare svoltare la nottata. La libertà è anche questo e alla libertà non si rinuncia MAI, soprattutto a quella di esprimere e scrivere qualunque cosa con competenza.

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