Un’areale, il Grande Vulcano Laziale, modellato da un’intensa attività vulcanica ben 600.000 anni fa, che ha disegnato un paesaggio unico intorno con diversi crateri, quelli oggi divenuti laghi di Albano – Castel Gandolfo e Nemi, che ha saputo distribuire ovunque quella ricchezza costituita da ceneri, lapilli e tufi. Undici aziende vinicole in un territorio che attraverso la sua “matrice vulcanica” caratterizza l’appartenenza geografica come una profonda intuizione condivisa da chi il territorio lo vive e lo racconta ogni giorno.
Tutto ciò ha dato vita all’evento “La Scintilla”, svoltosi l’11 maggio nella cornice di Trapizzino a Trastevere, dove la spinta generata dall’unione di queste forze, ha dato vita ad un fuoco che vuole essere sempre più intenso, nel panorama sociale, culturale e vinicolo di una regione, il Lazio, che negli ultimi anni ha cambiato marcia nel mondo vitivinicolo.
Un’iniziativa nata quasi per caso, da una cena organizzata tra amici dove Ilaria Giardini sommelier e Matteo Giansanti, laureato in Beni Culturali e profondo conoscitore del patrimonio locale, si sono fatti promotori di questa “pazza idea” che oggi anno dopo anno sembra rafforzarsi sempre più.
Un progetto che ruota intorno alle caratteristiche di quel vecchio vulcano laziale che nel tempo ha dato vita a diversi crateri secondari espandendosi fin lungo la costa laziale, incentrato su una agricoltura rigenerativa, talvolta biologica o biodinamica, e fermentazioni spontanee che sono la base di questa nuova alleanza di viticoltori, attenti all’ambiente e al quotidiano modo di vivere, che vogliono valorizzare appieno tutte le potenzialità di questi luoghi così ricchi di minerali e materiali drenanti, capaci di generare potenzialità ancora non sfruttate appieno.
Un territorio quello dei Colli Albani che ha “tanto da dire, ma con ancora pochi cantori“.
“VVL nasce dal riconoscimento della matrice territoriale vulcanica come identità comune, capace di unire un territorio storicamente frammentato,” spiegano i due promotori.
La visione di Ilaria ha individuato in questa origine il filo conduttore per una voce collettiva, Matteo invece ha rafforzato questa prospettiva attraverso una lettura culturale del paesaggio.
Un collettivo che oggi si compone di appena 30 ettari di vigna, distribuiti sui tre versanti del vulcano, per una produzione che sfiora le 85.000 bottiglie annue, ma che vuole crescere con il passare del tempo.
Il collettivo è anche unito da un impegno etico che si propaga attraverso la rigenerazione dei suoli, attraverso un’agricoltura consapevole che vuole nutrire il suolo vulcanico per preservarne la vitalità.
In questo solco di consapevolezza si inserisce il “Diario d’annata”, un progetto sperimentale che nasce all’interno al gruppo. Più che un taccuino, è da considerare una mappa emotiva e tecnica in cui le undici aziende vinicole annotano le evoluzioni del clima e le risposte delle viti, trasformando la memoria individuale in un patrimonio per orientarsi in un tempo di cambiamenti profondi.
In questo contesto la collaborazione con una realtà come Trapizzino diviene elemento strategico per creare un ponte tra il territorio e la città e rendere i vini vulcanici parte integrante di un’offerta quotidiana consapevole e di qualità.
Il prossimo appuntamento del 14 giugno con “Tralci Vulcanici”, la grande festa che si terrà nella suggestiva cornice del Parco Archeologico del Tuscolo, sarà una nuova occasione di confronto e condivisione con il territorio.
Ecco come si distribuiscono le 11 aziende vinicole sui versanti del Vulcano Laziale.
Versante Nord
- Mattei Wines – (Frascati)
Azienda giovanissima, nata nel 2025, con un nome che nasce dal gioco semplice ma diretto di evidenziare il nome Matteo, uguale per entrambi i proprietari, ma con due percorsi di vita diversi che trovano un’identità simile nella visione enologica.
- Simone Pulcini – (Areale del Frascati)
Simone Pulcini, enologo e perito agrario, che ha scelto di recuperare vigneti abbandonati nell’areale di Frascati. Si caratterizza oltre alla piacevolezza dei vini da etichette che portano il nome in Braille.
Versante Ovest
- La Torretta – (Valle Marciana – Grottaferrata)
L’azienda biodinamica condotta oggi da Riccardo Magno e Maria Enqvist è nata nel 1864, la cantina sorge in un’antica cava di epoca romana scavata nel tufo vulcanico. Vinificazione in anfore interrate e botti di castagno caratterizzano la sua produzione enologica.
- Liane – (Valle Marciana – Grottaferrata)
Fondata nel 2021 con l’obiettivo di valorizzare la viticoltura di uno dei crateri del vulcano laziale, quello della valle Marciana. Praticano una viticoltura biodinamica che vuole valorizzare i vitigni autoctoni di questo territorio.
- I Chicchi – (Ardea)
Azienda biodinamica fondata da Enrico Rosati e Federica Marelli, dove cemento vetrificato, barrique e tonneau diventano strumenti a servizio dell’annata.
- Terracanta – (Ardea)
Nata nel 1986 dalle idee di Carlo e Lucia, che gestiscono l’ azienda agricola Ceglia. Azienda biologica e biodinamica che si estende per 15 ettari tra kiwi, vigna e ulivi, In cantina i nostri vini fermentano spontaneamente e maturano in qvevri, grandi anfore interrate.
- Marco Colicchio – (Santa Palomba)
Versante Sud
- Il Sambuco – (Lanuvio)
Azienda fondata da Riccardo del Frate e Paul Pansera, appena 2,5 ettari situati nel Parco Regionale dei Castelli Romani, dove vinificazioni spontanee seguite da macerazioni la fanno da padrone.
- Farina – (Lanuvio)
Azienda familiare nata negli anni ’80 a Lanuvio iniziata con Alberto. Nel 2021 è entrato anche il figlio Lorenzo, che pur seguendone la tradizione ne ha dato un’impronta innovativa.
- Colleformica – (Velletri)
Azienda di proprietà della famiglia Bombetti sin dalla fine dell’ottocento, un fazzoletto di terra a Colle Formica in provincia di Viterbo.
- Emiliano Fini – (Aprilia)
Azienda a conduzione familiare di 10 ettari, nata nel 1988 con Anacleto Fini e la moglie Giorgia Emiliano, le cui vigne dimorano su terreni piroclastici ricchi di tufo e lapilli.
Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.
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