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Marche – Il Verdicchio dell’ azienda Mirizzi, da viticoltura eroica secondo il Cervim

Quando parliamo di viticoltura eroica ci vengono in mente quelle vigne che si arrampicano sulle pendici delle Alpi, sopra  terreni strappati alla natura o per necessità o perché particolarmente vocati.

Le loro caratteristiche ne rendono la lavorazione particolarmente difficile tanto che i viticoltori che si  occupano di loro vengono definiti degli “eroi”.

A volte queste particolari caratteristiche del terreno le possiamo riscontrare lontano dai pendii montani.

La vigna di Monteroberto

È il caso dei vigneti dell’Azienda Mirizzi di proprietà di Gianluca e della moglie Annarita Rossi. Ubicati su una collina vicina ad Monte Roberto (An), a 300 metri sul livello del mare,  una zona  Classica del Verdicchio dei Castelli di Jesi,  che con una pendenza media del 33% e picchi che arrivano al 45%, è stata insignita dal CERVIM con il certificato di ” VITICULTURA EROICA “

Terreni dove anche i mezzi meccanici trovano difficoltà a superarne le ripide pendenze, e vedono  nascere vini di altissimo spessore che sanno esprimere al massimo tutte le potenzialità del vitigno che vi ha dimora: il Verdicchio.

Convertita in regime biologico sin dalla sua nascita nel 2015 e costituita da 9 ettari di cui 5 a vigneto.

Terreni che scaturiscono dal riempimento del bacino marino lì presente in ere geologiche antiche,  da parte sedimenti appenninici,  appaiono alla vista di colore giallo e di consistenza sabbiosa. Hanno esposizioni che vanno da est ad ovest.  Le uve vengono vinificate nel pieno rispetto della tradizione, nella storica cantina Montecappone a Jesi sempre di proprietà della famiglia Mirizzi.

Dei 5 ettari di vigneto 4,5 producono il Verdicchio dei Castelli di Jesi zona Classica e 0.5  sono  coltivati ad Alicante per produrre (anche se non sappiamo se si potrà utilizzare il riferimento al Bordò , di cui abbiamo già parlato ultimamente su Vinodabere – link).

I VINI

 

Spumante DOC Metodo Classico 24 mesi da Verdicchio dei Castelli di Jesi  – € 25,00

Un Metodo Classico Millesimé, dove sentori di frutta a pasta gialla con pesca e susina, anticipano il profumo di ginestra e l’inconfondibile nota di mallo di noce. Un perlage fine e persistente rendono il sorso elegante e dinamico equilibrato con un finale di mandorla che invita al riassaggio.

L’azienda Mirizzi produce anche il metodo classico A. D. 1194 pas dosé  affinato per 60 mesi, che sarà in uscita a fine 2021.

COGITO A. 2018

COGITO A. 2018  – Verdicchio dei Castelli di Jesi  Classico Superiore – € 15,00

Raccolto surmaturo in vigna, le uve affinano per 5 mesi sui lieviti in contenitori di cemento. Si presenta con note floreali a cui si associano cereali e spezie. Sapidità e freschezza marcano l’assaggio sin dall’inizio garantendone bevibilità, eleganza e ricchezza come da tradizione, bello il finale su delicate note di anice stellato. Dà il meglio di sé bevuto freddo.

ERGO 2018

ERGO 2018 – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore – € 25,00

Ergo nasce nella collina di Monteroberto, uno dei Castelli di Jesi più vocati per la produzione di vino all’interno dell’area classica. Trattasi di un Cru frutto di una accurata selezione delle uve raccolte tardivamente e una parte in appassimento in pianta. Svolge fermentazione in acciaio o cemento per 10 giorni poi un lungo affinamento (10 mesi), di cui 50% in anfora e 50% in cemento.

Un vino di maggior complessità rispetto al precedente. Si presenta con note di agrumate a cui si accompagnano profumi di sambuco e note gessose. Sapido, dinamico  con struttura ed eleganza in evidenza bello il finale di grande persistenza. Un Verdicchio che sa accompagnare piatti di carni bianche. Consigliamo di gustarlo  a temperatura ambiente.

ERGO SUM

ERGO SUM  Riserva 2016 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore –  € 70,00

Un assaggio in anteprima visto che verrà messo in commercio a Dicembre 2020 , cinque anni di affinamento uno in cemento e quattro in bottiglia. (dalla prossima annata  il vino affinerà 1 anno nell’uovo di Nomblot e 4 in bottiglia.

uovo di Nomblot per affinamento del prossimo Bordò di Mirizzi

Secondo Gianluca Ergo Sum nasce come  vino da lungo invecchiamento, tanto da voler diventare riferimento per i grandi bianchi delle Marche, pertanto il tempo diviene elemento fondamentale per permettergli di trovare il giusto equilibrio.

Nel nostro assaggio abbiamo ritrovato il suo pensiero, si presenta da subito molto complesso, con note di fiori appassiti, camomilla in evidenza, che si alternano con note di frutta esotica e spezie delicate. All’assaggio mette in mostra la sua struttura che sembra sovrastare sapidità ed freschezza, bello il finale di frutta matura.

Nel nostro caso un vino che ha saputo dare il meglio di sé nell’abbinamento (linguine ai ricci di mare) accompagnando con estrema sicurezza un piatto di grande carattere. Aspettiamolo, avremo grandi sorprese.

Federico II Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2018  – Montecappone  € 15,00

Il vino che per quest’anno sarà la punta di diamante dell’azienda visto che Utopia non sarà prodotto. Affina per dieci mesi sui propri lieviti  in cemento, poi due mesi in bottiglia, si presenta con note di macchia, alloro, camomilla e anice, dinamico di facile beva con una chiusura di mandorla amara molto intrigante.

Il prossimo anno potremo trovare in commercio il vino da uve Alicante con un breve affinamento in cemento con il nome di Cogito R. e, a partire dal 2022, vedrà la luce il vino rosso di punta dell’azienda, sempre da uve Alicante ma con tre anni di affinamento nell’uovo di Nomblot,  il cui nome sarà Ergo Sum Rosso Riserva. Aspettiamo di assaggiarli con pazienza.

 

 

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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