Come ormai da anni, durante le giornate dell’Anteprima Amarone (che da qualche tempo si chiama “Amarone Opera Prima” e di cui abbiamo scritto qui: link) che si svolge a Verona, abbiamo avuto modo di assaggiare una selezione delle annate in commercio dell’Amarone delle Famiglie Storiche, presso uno dei locali più rappresentativi della città: l’Antica Bottega del Vino.
Questa volta gli assaggi non si sono svolti nella storica cantina del locale, dove bottiglie di altissimo pregio sembravano osservarci durante gli assaggi, ma in un locale adiacente più moderno e confortevole sotto il profilo organizzativo, che si caratterizza per una serie di oggetti che poco hanno a che fare con il mondo del vino, ma che ci accolgono lo stesso con benevolenza.
Vi riportiamo le nostre considerazioni sui vini assaggiati in ordine di preferenza:
Amarone della Valpolicella Riserva 2018 – Musella: sensazioni di more e lamponi, insieme e a ricordi di tabacco e cuoio prefigurano un quadro olfattivo di grande intensità e piacevolezza. Il sorso è sapido, fresco, avvolgente e si chiude con un lungo finale su ricordi minerali e di spezie.
Amarone della Valpolicella Riserva 2016 – Brigaldara: frutti rossi maturi, ricordi di spezie, tabacco e carruba caratterizzano il profilo olfattivo. Sapidità, struttura, succosità, lunghezza e profondità di beva completano il quadro organolettico.
Amarone della Valpolicella Classico Riserva Monte Ca’ Bianca 2019 – Begali: note di frutti rossi, spezie e torrefazione anticipano un sorso sapido, fresco e di grande succosità ed eleganza. Il finale insiste su ricordi di cuoio e tabacco.
Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2019 – Tenuta Sant’Antonio: in evidenza ricordi di more, lamponi e frutti rossi ed una progressione sapido iodata. Il sorso è fresco, avvolgente e conclude con un lunghissimo ricordo minerale.
Amarone della Valpolicella Classico 2016 – Bertani: sensazioni di frutti rossi maturi, iodio al centro dell’assaggio. Il sorso è caratterizzato da freschezza e sapidità e da un lungo finale di erbe officinali.
Amarone della Valpolicella Classico Riserva Villa Rizzardi 2020 – Guerrieri Rizzardi: note di agrumi e frutti rossi maturi, si uniscono a sensazioni minerali, ed anticipano un sorso sapido, fresco che si chiude con un lungo finale speziato.
Amarone della Valpolicella Classico 2021 – Allegrini: in evidenza sentori di frutti rossi, spezia e grande allungo su ricordi di more e lamponi. Sapido, leggermente alcolico, esprime struttura e profondità di beva.
Amarone della Valpolicella Classico Riserva De Buris 2013 – Tommasi: sentori di vaniglia e frutti maturi, anticipano un sorso sapido, leggermente alcolico, con una chiusura su toni speziati e minerali.
Amarone della Valpolicella Classico 2020 – Zenato: il sorso sapido e succoso ha tuttavia una carica glicerica ed un residuo zuccherino in evidenza. Chiude con ricordi balsamici e iodati.
Amarone della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2020 – Speri: il sorso è caratterizzato da succosità, da maturità del frutto e da una leggera alcolicità e da buona struttura. Chiude su toni balsamici e speziati.
Amarone della Valpolicella Classico Riserva Capitel Monte Olmi 2018 – Tedeschi: il profilo olfattivo è caratterizzato da toni balsamici e speziati. Il sorso è avvolgente, sapido e presenta un finale su note di frutti rossi maturi.
Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2015 – Masi Boscaini: succosità e sapidità sono al centro dell’assaggio, accompagnate da un leggero residuo zuccherino che penalizza leggermente la beva.
Amarone della Valpolicella 2021 – Torre d’Orti: sensazioni di frutti rossi e spezie anticipano un sorso sapido ma alcolico. Il finale insiste su note minerali e iodate.
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