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L’Abruzzo nel calice e nel piatto. Il Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane apre un focus sui saperi e sapori del territorio

La condivisione di saperi e sapori rappresenta, di certo, uno degli elementi imprescindibili per la valorizzazione di un territorio. Ed è proprio in tale ottica che il Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane DOCG, per incentivare la conoscenza delle tradizioni e della cultura enogastronomica abruzzese, ha organizzato lo scorso 13 maggio un meeting nella suggestiva cornice del Country House Borgo Spoltino a Mosciano Sant’Angelo (Teramo).

Sala degustazione

La serata ha visto protagonisti gran parte dei produttori di «Colline Teramane» con i loro vini ed esponenti del mondo della gastronomia abruzzese associati a «Qualità Abruzzo» che hanno proposto in versione «finger food» alcune ricette locali.

Puntuale e lungimirante l’intervento del critico e giornalista enogastronomico Antonio Paolini che ha invitato gli operatori di settore «a guardare lontano ed insieme» per guadagnare forza e sicurezza, per crescere e rafforzare l’immagine complessiva del territorio, esaltando le peculiarità enogastronomiche della regione.

Un primo passo in questa direzione, secondo lo stesso Paolini, è il restyling delle carte dei vini dei ristoratori in chiave moderna, con l’indicazione delle zone e sottozone di produzione dei vini della regione, al fine di valorizzare le diverse espressioni del territorio ed esaltare il vitigno principe dell’intero areale, il montepulciano.

Gli assaggi in sala, presentati in quattro diverse aree tematiche, hanno esaltato le grandi potenzialità dei vini della denominazione. Dai più giovani e immediati, inseriti nella categoria « Le colline sono in fior, ritratto di una DOCG giovane»,  ai grandi vini dei prossimi anni, 2010- 2015 «back to the future», fino ad arrivare alle riserve «Un tuffo nelle origini, le grandi riserve: la storia siamo noi». Il tutto senza tralasciare le altrettanto interessanti espressioni della Doc Controguerra e dell’Igt Colli Aprutini.

Piatto tipico “Virtù Teramane”

Piacevoli conferme tra le riserve che hanno evidenziato, nonostante qualche anno sulle spalle, un’ancora scalpitante freschezza, contornata da una pregevole complessità aromatica e intrigante persistenza. Così abbiamo provato ad abbinare alcune di esse alla specialità gastronomica «virtù teramane», un piatto tipico della tradizione della civiltà contadina, preparato un tempo dalle donne «virtuose» sul finire dell’inverno utilizzando ciò che rimaneva in dispensa della stagione appena trascorsa.  A noi il matrimonio di sapori sembra ben riuscito.

 

Torre Migliori, 2005, Cerulli Spinozzi  –  Neromoro, 2006, Fattoria Nicodemi

Neromoro, Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Riserva, 2006, Fattoria Nicodemi

Torre Migliori, Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG in versione magnum, 2005, Cerulli Spinozzi

Escol, 2009, San Lorenzo – Pignotto, 2003, Monti – 2003, Emidio Pepe

Escol,  Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Riserva, 2009, San Lorenzo

Pignotto, Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Riserva, 2003,  Monti

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG, 2003, Emidio Pepe

 

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“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.” In queste parole la condivisione di una nostra passione e la voglia di comunicarla. Salvatore Del Vasto, laureato in Giurisprudenza e da sempre appassionato di vino, diventa prima sommelier, poi frequenta il Bibenda Executive Wine Master di Fis e poi consegue il diploma di Master presso l’Università di Tor Vergata in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Sabrina Signoretti, laureata in Scienze Politiche, coltiva la sua passione diventando sommelier del vino, assaggiatrice di oli di oliva vergini ed extra vergini e sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO. Una delle qualità nascoste, la spiccata attitudine per la fotografia.

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