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La verticale di 7 annate di San Leonardo, icona trentina dall’invidiabile eleganza

Quando ci si approccia ad una bottiglia di San Leonardo è facile immaginare le aspettative di chi andrà a degustarlo. Finezza ed eleganza, cadenzate in un alternarsi di sentori e sapori armonicamente integrati e facilmente riconoscibili. Peperone verde, spezie piccanti e sbuffi balsamici connotano questo vino quasi a rappresentarne la “carta d’identità”. Un taglio bordolese dalla grande profondità gustativa, che nasce dall’assemblaggio di uve Cabernet Sauvignon (generalmente al 60%), Carmenère (30%) e Merlot (10%), vinificate ed invecchiate separatamente, le cui proporzioni vengono decise solamente dopo una attenta degustazione delle singole barriques.

Un grande classico che nasce a Borghetto sull’Adige, in Vallagarina, nel sud del Trentino, baciata dall’Ora del Garda, il vento caldo che attraversa la valle durante il giorno, togliendo umidità tra le vigne, per poi scomparire la notte amplificando così l’escursione termica. Zona piovosa, con precipitazioni superiori alla media, per le quali risulta provvidenziale la componente sabbiosa dei terreni calcarei con il loro effetto drenante.

Le prime testimonianze della Tenuta San Leonardo risalgono addirittura al 900 d.C., quando il vescovo di Verona Nokterio concesse in usufrutto al Vescovo di Trento le terre che gli appartenevano in Val Lagarina, nel sito di Sarnis. Trecento anni dopo, i Frati Crociferi diedero un decisivo impulso alla viticoltura nel monastero. La Tenuta, che nell’attuale configurazione fu fondata nel 1724, è stata poi al centro di vicende importanti nel Novecento, sia nella Prima che nella Seconda guerra mondiale.

Negli anni Sessanta il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga decise di reimpiantare i vitigni bordolesi, di cui c’erano tracce in zona fin dall’Ottocento, compreso il Carmenère che all’inizio era stato scambiato per Cabernet Franc. I cambiamenti in vigna furono radicali: alla pergola si aggiunsero il guyot e il cordone speronato. E arriviamo al 1982, quando furono prodotte le prime bottiglie di San Leonardo; da allora, solo nelle migliori annate, rinasce il fascino di questo vino, concepito ancora in maniera rigorosamente artigianale, maturato per i primi mesi in tini di cemento e per i successivi 18-24 mesi in barriques di primo, secondo e terzo passaggio. Oggi in cantina, a seguire minuziosamente ogni singola fase del processo di vinificazione è l’enologo Carlo Ferrini, quasi in trait d’union con il lavoro portato avanti fino al 1999 dal maestro Giacomo Tachis.

Il tutto sotto la supervisione del marchese Carlo, coadiuvato da suo figlio Anselmo, uomo di grande lungimiranza a cui si deve il merito di essere riuscito a conferire ai vitigni di origine francese connotazioni tipicamente territoriali, anche con la scelta delle fermentazioni spontanee, senza lieviti selezionati.

“Nella nostra collezione di bottiglie – racconta il marchese – abbiamo ben 19 annate che spesso portiamo in degustazione negli eventi più importanti. La nostra filosofia è di accantonare ogni anno un congruo numero di bottiglie, che è andato via via crescendo fino alle attuali 5mila unità per ciascuna vendemmia, per poter svolgere tante verticali nei quaranta Paesi in cui esportiamo i nostri vini e soprattutto per alimentare quelle carte di ristoranti importanti che desiderano avere più annate in carta. Ma anche in cantina cerchiamo di venire incontro nel limite del possibile alle richieste degli appassionati, disposti a vendere sia pur piccoli quantitativi di numerosi millesimi delle nostre etichette”.

Abbiamo avuto il piacere, in una verticale di 7 annate (2014, 2013, 2011, 2010, 2008, 2007 e 2000), di apprezzare le diverse sfumature e la capacità evolutiva di una vera e propria icona trentina. Queste le nostre note di degustazione, che includono anche le ultime edizioni di altre etichette aziendali.

Vigneti delle Dolomiti Sauvignon Blanc IGT “Vette di San Leonardo” 2017.  Ancora un po’ vinoso, naso tecnico, fiori bianchi e frutto della passione; grande sapidità e freschezza al palato, meno grasso delle attese, anzi tonico, dritto, sottile e minerale, di bella polpa. Lunga chiusura floreale e agrumata. 90

Trentino Doc Riesling 2015. Caldo e non troppo tipico all’olfatto, frutto leggermente maturo (pesca); tenero, affusolato all’ingresso in bocca, buona struttura e profondità di beva, finale sapido ed elegante con un tocco di muffa nobile. Manca un po’ di riconoscibilità rispetto all’uva di partenza. 86

Vigneti delle Dolomiti IGT Terre di San Leonardo 2015 (Merlot 50%, Cabernet Sauvignon 25%, Cabernet Franc 25%). Profumi di mirtillo, cioccolato, tostatura (caffè in grani). Sorso sapido, quasi salato, un po’ scomposto con tendenza acida e amara. Buona l’estrazione tannica, persistenza discreta. 86

Vigneti delle Dolomiti IGT Villa Gresti 2014 (Merlot 90%, Carmenère 10%). Profilo olfattivo minerale e iodato, ematico e speziato, con note vegetali e di frutta matura. A differenza del precedente ha un buon amalgama in bocca, beva scorrevole e dinamica, manca solo un po’ di slancio in chiusura, segnata da sentori balsamici. 89

Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2014. Al naso note verdi da Cabernet, spezie, tostatura leggera, caffè e accenni di cacao, ciliegia; frutti rossi croccanti al palato, cenni vegetali, in una cornice di vibrante freschezza. Mette in evidenza eleganza e struttura con chiusura balsamica e speziata. 92

Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2013. Profumi di frutto rosso, spezie dolci, sottobosco, pepe. Sorso potente, ricco e pieno, è ancora molto giovane, gran tannino, sapido e succoso, nota vegetale discreta in un contesto molto articolato e di buona freschezza, finale pepato, frutti rossi e agrumi, molto piacevole, da attendere. 92

Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2011. All’olfatto note di confettura, erbe di campo e mazzetto aromatico, ribes e viole, cenni vegetali e piccanti; bocca dolce, alcolica, piacevole, setosa, ha un suo equilibrio ma manca un po’ di dinamica, cioccolato e frutti rossi in chiusura. 87

 

Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2010. Grande eleganza, balsamico e speziato, ciliegia, arancia, tabacco, caffè, Cabernet molto tipico, lato vegetale evidente ma ben integrato e armonico; tannino perfetto, sorso sapido e ben proporzionato, grande materia, lungo finale su toni iodati e di frutti rossi. 95



Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2008
. Profumatissimo, speziato, lieve tostatura (cacao), prugna, sangue, vaniglia, peperone; attacco morbido al palato, tannino setoso, bella dinamica, fresco e scorrevole, in evidenza l’indole ematica e vegetale, manca un po’ in persistenza. 90

Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2007. Naso raffinato di frutta matura, traccia vegetale ed ematica, anche pomodorino. Poi emerge la speziatura (pepe e noce moscata). Sorso fresco, tannino ben integrato, buona profondità gustativa. Bella beva piacevole e scorrevole, buona acidità, sembra il suo momento. Finale segnato da arancia rossa, mirtillo, sottobosco, frutta secca. 91

Vigneti delle Dolomiti IGT San Leonardo 2000. Olfatto nettamente dominato dal caffè, forse per l’uso più spregiudicato delle barriques, spezie dolci, liquirizia, ribes; perfetta corrispondenza con l’impatto olfattivo, grande bocca, rigogliosa, elegante, note fumé e balsamiche; chiusura succosa e lunghissima, con frutta secca e cola in persistenza. 96

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