Lo chef Antonio Gentile del ristorante Anima di Roma e la direzione di The Rome Edition hanno dato vita ad una cena nella bellissima sala verde “Chartreuse”, che si accende di vita con le sue luci e gli arredi in tinta che fanno da cornice a foto glamour della Roma inneggiante alla “Dolce Vita” e con una cucina a vista permette di seguire ogni passaggio della creazione dei piatti.
Il giovane talento, Antonio, lascia, tanti anni fa, Ercolano per fare le sue prime esperienze nella ristorazione, inizia a Faro di Capo d’Orso e Furore nella costiera amalfitana, per poi giungere a Roma, prima a Imàgo e poi alla Pergola, il regno di Heinz Beck.
Oggi grazie alla collaborazione dell’azienda vinicola Ca’ del Bosco, qui rappresentata dal Direttore Commerciale Luca Cinacchi, si è voluto metaforicamente unire due territori, quello della Franciacorta e quello Campano con i vini franciacortini a far da cornice.
La collaborazione con uno chef di livello quale Stefano Cerveni, titolare del ristorante Due Colombe al Borgo Antico, a Rovato in Franciacorta, un paesino noto un tempo per il suo mercato delle carni, non poteva essere scelta più azzeccata. Due cucine che rappresentano la perfetta sintesi tra tradizione e innovazione con l’utilizzo di tecniche sopraffine che ne esaltano tutti i sapori.
Il menu sviluppato con l’idea di unire, attraverso piatti, con la materia prima protagonista, due territori, così diversi tra loro ma accomunati dalla passione per il cibo e il vino, è stato una scoperta continua. Un connubio più difficile a dirsi che a farsi, con un percorso sensoriale ben orchestrato attraverso piatti che spesso ci ha portati a non capire chi ne fosse l’ideatore.
Si parte con il benvenuto:
Fegatino di pollo e visciole (Gentile) – Un calamaro a Colonnata (Cerveni) – Burro e alici di Cetara (Gentile) a cui si è abbinato lo spumante Annamaria Clementi 2016. “Un vino importante per far iniziare bene la serata” ci suggerisce Luca e bisogna ammettere che mai tale proposito fu più azzeccato.
Continuiamo con due antipasti:
La patata viola, il gambero rosso e il Franciacorta (Cerveni) –e la Passeggiata nel bosco, funghi, castagne e mirtilli (Gentile) a cui Benito Colonna, direttore del ristorante, abbina lo Chardonnay “Selva della Tesa” 2020, abbinamento molto interessante con un vino che sa sostenere appieno entrambi i piatti.
Segue il Tortello di genovese d’agnello, cavolo nero e pecorino (Gentile) accompagnato da Curtefranca rosso “Corte del Lupo” 2022.
La pasta, di una sfoglia sottilissima, racchiude come uno scrigno il ripieno di agnello, creando, dall’unione con gli altri ingredienti che compongono il piatto, un connubio quasi perfetto.
Un’emozione inaspettata la Coda di bue Parmentier (Cerveni) a cui si accompagna il “Maurizio Zanella” 2021. Un brasato succulento e goloso con un finale aromatico e speziato, che si scioglie in bocca facendoci sognare ad ogni assaggio e un vino, un taglio bordolese con prevalenza di Cabernet Sauvignon (50%) Merlot (25%) e Cabernet Franc (25%) che sa con la sua struttura ed eleganza accompagnare alla perfezione il piatto senza essere mai il protagonista.
Terminiamo con Shiso, cioccolato bianco, polenta e polvere di caviale (Cerveni) e Idea di pastiera napoletana (Gentile) abbinati al Vintage Pas Dosè 2020, un finale che vuol essere sbarazzino attraverso questa bollicina fresca e inebriante.
Da persona da sempre molto esigente su questo dolce rimango profondamente colpito questa volta.
Risulta essere massima espressione della tradizione napoletana a cui strizza l’occhio la creatività della pastry chef del ristorante Giulia Zarattini.
Non la classica torta di pastafrolla che troviamo durante le feste pasquali e non solo, ma un “onda” di frolla su cui si adagiano gli elementi più rappresentativi della pastiera originale, il grano e la ricotta impreziositi dal sapiente uso di acqua millefiori, capaci, pur con una interpretazione originale di farci riconoscere quella magia, che se ben fatto, questo dolce sa generare in ciascuno di noi e il gelato al profumo d’arancia sa essere l’elemento rinfrescante che ripulisce il palato preparandolo ad un nuovo assaggio.
Un’interpretazione moderna di un classico della pasticceria campana.
Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.
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