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Il Collio torna a ROMA  – L’Evoluzione dei vini bianchi fiulani

Una bella serata in casa AIS Roma con il Collio protagonista di un racconto che è stato guidato dal bravo Diego Sburlino attraverso vigne e vini di varie anzianità e tipologie.

Prima di raccontare le degustazioni, tracciamo una piccola panoramica su uno dei territori con più tradizione e qualità diffusa dell’intero panorama vitivinicolo italiano: il Collio italiano (perché esiste anche una denominazione gemella appena al di là del confine, cioè la Brda slovena)  si estende per circa 7000 ettari di cui circa 1550 sono vitati. Vi sono soprattutto vitigni bianchi (per circa l’85% del totale) fra cui primeggiano i locali Friulano (ex Tocai), Ribolla Gialla e Malvasia Istriana e gli importati ma ormai considerati più che tradizionali Pinot Grigio (il primo per diffusione con il 29% ), Sauvignon Blanc, Chardonnay, mentre fra le uve a bacca rossa primeggiano Merlot e Cabernet Franc.

Il microclima è favorito dalla posizione che risulta riparata dai venti freddi nordici e anche mitigato dalla vicinanza del mare, che ne fa probabilmente la zona più a nord che gode di un clima mediterraneo. Il terreno è di origine marina, con una grande presenza di calcare e di marne scistose (il famoso Flysch) che contribuisce al mantenimento di acidità importanti ed alla conseguente longevità dei vini.

La serata prevedeva la degustazione di 7 vini di varie tipologie ed anzianità con la bottiglia più matura del 1999 e la più giovane del 2013 selezionate a cura del Consorzio del Collio rappresentato dal vicepresidente Roberto Felluga che ha fatto gli onori di casa: l’occasione è stata propizia anche per presentare la manifestazione Enjoy Collio Experience che dal 28 maggio al 3 giugno prossimi ospiterà nel territorio del Collio un nutrito ed interessante carnet di eventi per operatori e pubblico ( www.enjoycollio.it).

Di seguito trovate, nella sequenza di degustazione proposta, alcune note di degustazione dei vini della serata.

Sauvignon 2012 – Tenuta Borgo Conventi

Naso molto riconoscibile con salvia, timo e limone in evidenza,  molto intenso con cenni di frutta gialla e profumi di polvere da sparo, la bocca è abbastanza fresca e vibrante con sensazioni fumé, il finale è agrumato con richiami salmastri, quasi marini. Molto integro e con ancora spazio di crescita.

Collio Bianco Leopold 2005 – Fiegl

La cuvèe di casa Fiegl è un assemblaggio tradizionale di Malvasia Istriana, Ribolla gialla e Friulano con  affinamento in legno piccolo e medio. Il naso è fine ed elegante, con sentori di fiori gialli secchi, la bocca è ancora ricca di freschezza, il sorso scorre verticale ma senza fatica, il finale rivela alcuni cenni di evoluzione e il gusto si arricchisce di caramella d’orzo e miele di castagno.

Manditocai 2010 – Livon

Il Friulano di Livon affina per il 50% in barrique per circa 8 mesi e dopo più di 7 anni questa impronta è ancora ben presente insieme a note di vaniglia , di nocciolo di pesca e di frutta matura, la bocca è in equilibrio fra l’acidità e le sensazioni di frutta in composta, il finale rivela anche nocciola tostata e ancora sensazioni di dolcezza glicerica.

Collio Bianco 1999 Carlo di Pradis

Il vino più maturo della serata si presenta con un naso ricco e sfaccettato con sensazioni di fiori gialli secchi, note eteree, burro di arachidi ed un cenno di volatile; la bocca rivela qualche cedimento ossidativo, perfettasmente coerente con i quasi 20 anni di evoluzione, con sentori di distillato nobile e di rancio.

Ribolla di Oslavia 2007 da Magnum –  Primosic

Il vino si presenta di un bel colore ambrato a dichiarare il prolungato anche se non estremo periodo di contatto con le bucce (circa 30 giorni) scelto dal produttore di una delle zone simbolo della denominazione (come è peraltro anche l’azienda Fiegl). Al naso si presenta in modo inconsueto con sentori di solventi e note di agrume candito, all’assaggio si avverte la sensazione tannica e bucciosa, il vino è comunque piacevole  con un finale di mandarino candito e qualche nota vegetale.

Malvasia 2013 – Draga

Il naso di questo vino è appena sussurrato, con sensazioni di fiori bianchi e di brezza marina, in  bocca si  ritrova energia insospettata, magari senza le sensazioni aromatiche che ci si aspetterebbe dal vitigno ma con una scia salata che chiude piacevolmente il sorso.

Sauvignon Riserva 2012 – Russiz Superiore

Anche qui la riconoscibilità del vitigno è garantita, ma le sensazioni sono di sambuco e di erbe secche e di frutta ancora croccante, pompelmo e cedro in particolare; il sorso è equilibrato nonostante la relativa gioventù e l’acidità che si traduce in un finale ammandorlato.

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